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g_andrini
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domenica 18 marzo 2012
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bel film!
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Parla del famoso crack avvenuto negli USA, con 800 miliardi di dollari bruciati. Lo racconta un po' come una favola, ma si tratta di realtà. Non mi aspettavo di più, anzi, credevo fosse peggiore. Una pellicola che fa riflettere. Consigliato anche ai giovani.
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filippo catani
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domenica 8 gennaio 2012
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nonostante il messaggio è al di sotto delle attese
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Dopo otto anni di prigione Gordon Gekko cerca di rimettersi in pista e conoscerà il futuro genero in cui vede alcune sue vecchie pericolose doti che cercherà di girare a suo vantaggio.
Era sicuramente difficile fare un sequel di un film mostro sacro come Wall Street che fu una feroce accusa agli Yuppies e al pericolo dei soldi facili. Era ed è ancora un film di strettissima attualità ma Oliver Stone ha voluto comunque fare un film sulla contemporaneità del mercato. Se per certi versi il film ha il pregio di essere una critica agli speculatori che per fare soldi non si curano di affossare banche e posti di lavoro d'altro canto finisce per scimmiottare un po' il primo film.
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Dopo otto anni di prigione Gordon Gekko cerca di rimettersi in pista e conoscerà il futuro genero in cui vede alcune sue vecchie pericolose doti che cercherà di girare a suo vantaggio.
Era sicuramente difficile fare un sequel di un film mostro sacro come Wall Street che fu una feroce accusa agli Yuppies e al pericolo dei soldi facili. Era ed è ancora un film di strettissima attualità ma Oliver Stone ha voluto comunque fare un film sulla contemporaneità del mercato. Se per certi versi il film ha il pregio di essere una critica agli speculatori che per fare soldi non si curano di affossare banche e posti di lavoro d'altro canto finisce per scimmiottare un po' il primo film. Il tutto se vogliamo peggiorato dal contorno di storia con la figlia di Gekko che non va d'accordo con il padre che però prova a perdonarlo per amore del fidanzato. Anche il ritmo della narrazione soffre di forti sbalzi passando da momenti di grande pathos a momenti di una lentezza imbarazzante. Insomma forse si poteva proprio evitare.
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tiamaster
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lunedì 12 dicembre 2011
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sufficiente.
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Lontano anni luce dal primo capitolo,il ritorno di oliver stone non è particolarmente appagante.Shia la beauf non è in grado di sostenere un film del genere,al contrario di micheal douglas che,seppur in fase calante,fà bene il suo lavoro.Non c'è alcun pregio cinematografico nel film,ma tutto sommato il film è sufficiente nel suo scopo di fare un sequel e basta.Un accusa al potere finanziario che però non appassiona come altri film del genere...non quanto l'originale per lo meno.Un sequel (in)utile che non emoziona lo spettatore,un filmettino piatto...nemmeno minimamente paragonabile al capolavoro di stone platoon.Evitabile.
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francesco2
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mercoledì 7 dicembre 2011
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immortals
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"Il denaro non muore mai", e questo nuovo (Ma dove?) Gekko sembra una (re)incarnazione lynchiana: simboleggia non il denaro ma più esplicitamente l'avidità, ed è destinato a rimanere sempre con noi, come anche ad evocare una misteriosa suggestione su chi gli capiti a tiro o lo cerchi ( In fondo Douglas ricorda in questo senso Pacino nell'"Avvocato del diavolo", e la povera ed anche qui brava Carey Muligan ricorda, non per fortuna fino in fondo, la malcapitata Theron nell'"Avvocato del diavolo").
Come aneddoto morale, il film rappresenta un'occasione mancata; e dire che le scene che precedevano il suicidio non erano afftto male. Fortunatamente se la morale è poca, meno che purtroppo nell'ottimistico e didascalico finale, il moralismo forse è ancora meno presente.
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"Il denaro non muore mai", e questo nuovo (Ma dove?) Gekko sembra una (re)incarnazione lynchiana: simboleggia non il denaro ma più esplicitamente l'avidità, ed è destinato a rimanere sempre con noi, come anche ad evocare una misteriosa suggestione su chi gli capiti a tiro o lo cerchi ( In fondo Douglas ricorda in questo senso Pacino nell'"Avvocato del diavolo", e la povera ed anche qui brava Carey Muligan ricorda, non per fortuna fino in fondo, la malcapitata Theron nell'"Avvocato del diavolo").
Come aneddoto morale, il film rappresenta un'occasione mancata; e dire che le scene che precedevano il suicidio non erano afftto male. Fortunatamente se la morale è poca, meno che purtroppo nell'ottimistico e didascalico finale, il moralismo forse è ancora meno presente. Ma uno dei punti deboli sta proprio qui: Stone non sembra fino in fondo prendere le distanze dal giovane protagonista, non in nome di moralismi più o meno veteromarxisti, ma proprio perché per garantire un risultato estetico superiore occorreva una penna più abile nell'ironizzare sulle sue debolezze. Viene in mente ciò che si dice(va?) di certo (o molto) Sordi, quando gli si rinfacciava di rischiare l'autoidentificazione con protagonisti che ufficialmente metteva alla berlina. Un altro, o forse il principale, punto debole del film, sta nel mescolare i generi in modo, spiace dirlo, arraffazzonato. Come descrizione tecnica del mondo borsistico non fa che illustrare, preferibilmente aglia ddetti ai lavori; come parabola sul mondo della Borsa azzecca figure come il vecchietto ed il suo strano "linguaggio", ma poi si perde nel descrivere (E non sempre benissimo) le vicissitudini dei protagonisti ed i rapportic he li legano, o che vorrebbero (ri)costruire.
La pretesa di fare l'autore, costruendo in realtà un discontinuissimo spettacolo, è la stessa di "Ogni maledetta domenica", dove la parabola sul football e sul suo significato finiva per annacquarsi in un innocuo aneddoto su una squadra di football che resuscitava. Ma grazie anchje (E non solo) agli attori, il risultato complessivo si può anche apprezzare, come si apprezzava lì.
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dark is white
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sabato 19 novembre 2011
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un punto d'incontro
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Ho iniziato la visione di questo film con quell'attenzione particolare chè si pone verso quei temi,quelle situazioni, che si vogliono comprendere a fondo, dai quali non ci si vorebbe far sfuggire quasi nulla.
Man mano che andavo avanti nella visione, ho compreso sempre meglio, che se a più di qualcuno che non è fornito di un minimo di cultura economica, l'attenzione inesorabilmente gli sia calata, non gli si può dar di certo torto, difatti a suon di: dettagli, nomi e tecnicismi vari ci si allontana giusto quel passettino dal grande pubblico generico.
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Ho iniziato la visione di questo film con quell'attenzione particolare chè si pone verso quei temi,quelle situazioni, che si vogliono comprendere a fondo, dai quali non ci si vorebbe far sfuggire quasi nulla.
Man mano che andavo avanti nella visione, ho compreso sempre meglio, che se a più di qualcuno che non è fornito di un minimo di cultura economica, l'attenzione inesorabilmente gli sia calata, non gli si può dar di certo torto, difatti a suon di: dettagli, nomi e tecnicismi vari ci si allontana giusto quel passettino dal grande pubblico generico. Al contempo però, è un film che come pochi riesce a generare quell'autentuco coinvolgimento emozionale e intellettivo; praticamente quello che un buon film dovrebbe sempre riuscire a compiere.
Oliver Stone, ci portà all'interno di una Ney York, fatta: di indici finanziari, percentuali, competizione fredda e sfrenata, buoni propositi e due Cuori che si amano sinceramente , quasi a voler sfidare chi crede che gli opposti non possano coesistere assieme nello stesso tempo e nello stesso luogo.Persino i due giovani: Jake Moore e Minni Gekko così vicini nei sentimenti, sono per così dire "divisi" dagli impieghi lavorativi e dallo stile di vita che conducono; lui promoter a Wall Street, lei giornalista con l'intento di mostrare una verità alternativa a quel che accede, e amministratrice di un blog intitolato "La fredda verità"; ai due si aggiunge il personaggio chiave di tutta la vicenda Gordon Gekko: lo conosciamo come un uomo appena uscito di prigione a causa delle sue frodi fiscali, con l'intento di volersi riscattare dei giudizi dell'opinione pubblica, attraverso il suo ultimo libro dal titolo " L'avidità è buona?" ; Gordon ,inaspettatamente, per quel che è il suo passato e la sua personalità, si conoscere essere il padre di Minni.Jake è cresciuto nel mondo del denaro al fiaco dell'ormai anziano Loius Zabel, e ora vorrebbe finanziare un progetto che investe nelle energie verdi. Zabel, portato allo stremo da voci infondate che indicano l'uscita di scena della sua azienda, non regge il colpo e deicide di suicidarsi. Dopo l'accaduto Jake, che da sempre aveva considerato l'anziano Zabel con un punto di riferimento paterno, si ritrova disorientanto e senza un lavoro.
La mancanza di un riferimento, la curiosità di conoscere il padre della sua ragazza, spingono Jake a conoscere il tanto criticato Gordon Gekko, un uomo che da subito si rivela astuto, ma con un intenzione sincera di riappacificarsi con la figlia, scambiando informzioni e consigli con il giovane Jake. Ma si può scambiare il recupero di rapporto umano con qualcosa? Gordon ben presto si rivelera nuovamente, il solito uomo avido e privo di sentimenti, sfruttando la situazione a suo unico vantaggio, per poi rifare un piccolo passo indietro nel finale
Wall Strett: il denaro non dorme mai, è un balletto di contraddizzioni e opposti, che si confrontano, e si scontrano.. si allontano e si avvicinano nuovamente; ma c'è qualcosa a far la differenza; è quel leggero punto d'incontro...quasi un varco tra l'avidità più scontanta e la generosità, tra uno scambio e una collaborazione.
Lo dice anche il freddo Gordon: Siamo fatti di contraddizioni, ma alla persone bisgona dare una seconda possibilità. Sempre.
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armstrong
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lunedì 18 luglio 2011
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la leggenda torna in vita
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Non ce lo sarebbe mai aspettato, tantomeno da uno come Oliver Stone. Ecco invece che il controverso regista newyorkese riprende in mano il film capolavoro del 1987 attualizzandolo alla odierna situazione economica che l'uomo si ritrova a fronteggiare.
Dopo quasi nove anni trascorsi in prigione, Gordon Gekko ritrova la libertà della quale l'epilogo del primo film l'aveva privato. Ma nessuno, al di là del cancello del penitenziario, c'è ad aspettarlo. La figlia, Winny, l'ha rinnegato, attribuendogli la colpa per la morte di suo fratello, tossico-dipendente probabilmente morto di overdose. La trama del film si dipana attraverso l'intreccio che viene a crearsi tra la famiglia Gekko e il giovane broker di successo Jake Moore, fidanzato di Winny e grande ammiratore di Gordon.
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Non ce lo sarebbe mai aspettato, tantomeno da uno come Oliver Stone. Ecco invece che il controverso regista newyorkese riprende in mano il film capolavoro del 1987 attualizzandolo alla odierna situazione economica che l'uomo si ritrova a fronteggiare.
Dopo quasi nove anni trascorsi in prigione, Gordon Gekko ritrova la libertà della quale l'epilogo del primo film l'aveva privato. Ma nessuno, al di là del cancello del penitenziario, c'è ad aspettarlo. La figlia, Winny, l'ha rinnegato, attribuendogli la colpa per la morte di suo fratello, tossico-dipendente probabilmente morto di overdose. La trama del film si dipana attraverso l'intreccio che viene a crearsi tra la famiglia Gekko e il giovane broker di successo Jake Moore, fidanzato di Winny e grande ammiratore di Gordon.
Il film è costruito abbastanza bene, i colpi di scena non mancano e sono stato molto felice di vedere per la prima volta un La Boef maturo, capace di sopportare ruoli centrali che divergono dal classico teenager al quale ci eravamo abituati. Anche alla Mulligan, impegnata nel ruolo di fidanzata e figlia in crisi con sé e con il mondo, il ruolo riesce abbastanza bene. Apprezzo particolarmente di vedere lei e non una modella incapace di recitare. È un peccato che vi sia una palese finzione di feeling tra i due personaggi, i cui attori singolarmente riescono a gestire, ma quando viene il momento di interagire non soddisfano.
Douglas, fulcro del film, è anche la sua più grande disgrazia. Sia chiaro, non è che non riesca più ad impersonare il "vecchio volpone", cinico e letale, ma purtroppo questo profilo non si adatta più al "nuovo" Gekko, quello dopo la permanenza in prigione, che risulta (stonando) molto più sentimentale. Stupisce moltissimo che abbia ricevuto la candidatura ad un Golden Globe, che (per fortuna) non ha vinto, surclassato di spanne da un Bale strepitoso.
Il film, nel complesso, è più che discreto. Ha permesso di (ri)venire in contatto con un mondo difficile e controverso quale quello economico, anche se l'occhio con cui è guardato è quello del cospirazionista, tipico di Stone, secondo il quale alcune persone attorno ad un tavolo hanno deciso, quando è stata ora, delle sorti dell'intera america, trattando con grandissima sufficienza addirittura lo stesso governo.
Film che però raggiunge il suo più grande difetto nel finale. Un happy ending del quale in effetti si sentiva l'esigenza, dopo la tristezza portata dai temi trattati, ma che viene affrontato in maniera troppo frettolosa, incoerente, quasi infantile. Peccato.
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ilpareredelpubblico
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domenica 29 maggio 2011
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un film leggero e piacevole
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Voglio valutare il film in questione senza fare paragoni con il precedente,anche perchè non l'ho visto,ma penso che lo farò a breve perchè questo sequel mi è piaciuto eccome..Shia LaBeouf regge bene la parte,forse un po' più seria e impegnativa degli ultimi film,Michael douglas bravissimo a dare spessore al suo personaggio e al contrario del parere di molti penso che Carey Mulligan non se la cavi male le poche volte che viene chiamata in causa..Il film è piacevole contemporaneo ambientato in una bella new york che il regista non manca di riproporci e che fa da sfondo a una vicenda interessante,non troppo prevedibile e che ci ricorda che nessuno è santo.Questi sono i pregi i difetti sono abbastanza evidenti il film vuole apparire e lo fa con una sceneggiatura piena di frasi fatte stereotipi inqadrature e giochi di camera un po' troppo pretenziosi e fuori dal coro.
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Voglio valutare il film in questione senza fare paragoni con il precedente,anche perchè non l'ho visto,ma penso che lo farò a breve perchè questo sequel mi è piaciuto eccome..Shia LaBeouf regge bene la parte,forse un po' più seria e impegnativa degli ultimi film,Michael douglas bravissimo a dare spessore al suo personaggio e al contrario del parere di molti penso che Carey Mulligan non se la cavi male le poche volte che viene chiamata in causa..Il film è piacevole contemporaneo ambientato in una bella new york che il regista non manca di riproporci e che fa da sfondo a una vicenda interessante,non troppo prevedibile e che ci ricorda che nessuno è santo.Questi sono i pregi i difetti sono abbastanza evidenti il film vuole apparire e lo fa con una sceneggiatura piena di frasi fatte stereotipi inqadrature e giochi di camera un po' troppo pretenziosi e fuori dal coro..
VOTO 3.5 su 5 quel mezzo punto perchè parer mio la pellicola è capace di motivare
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lindo
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giovedì 19 maggio 2011
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godibile, sicuramente meglio del primo.
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MERITEREBBE 3 STELLE, MA NE DO 2 PER COLPA DEL PRIMO CAPITOLO.
ebbene si, 2 mesi fa' ho affittato wallstreet 1, ho retto 45 minuti, dopo di che sono uscito di casa a riconsegnare il dvd, che fa davvero cagare! lento, palloso, noiso, insomma..du palle.
non volevo vedere il secondo capitolo, ma un conoscente, mi ha detto che era sicuramente meglio del primo. Visto ieri sera, si carino, me lo sono gustato, anche se non è proprio il genere di film che amo, comunque meglio assolutamente del primo, quindi, per tutti quelli sani di mente come me , che hanno ritenuto opportuno cestinare il primo film, potete vedere il secondo che non vi annoiera', mentre per tutti quelli che hanno detto e continuano a dire che il primo è un capolavoro.
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MERITEREBBE 3 STELLE, MA NE DO 2 PER COLPA DEL PRIMO CAPITOLO.
ebbene si, 2 mesi fa' ho affittato wallstreet 1, ho retto 45 minuti, dopo di che sono uscito di casa a riconsegnare il dvd, che fa davvero cagare! lento, palloso, noiso, insomma..du palle.
non volevo vedere il secondo capitolo, ma un conoscente, mi ha detto che era sicuramente meglio del primo. Visto ieri sera, si carino, me lo sono gustato, anche se non è proprio il genere di film che amo, comunque meglio assolutamente del primo, quindi, per tutti quelli sani di mente come me , che hanno ritenuto opportuno cestinare il primo film, potete vedere il secondo che non vi annoiera', mentre per tutti quelli che hanno detto e continuano a dire che il primo è un capolavoro..vi consiglio vivamente di non guardare piu' film, dedicatevi alla musica! basta che non rovinate anche quella!
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[+] non hai capito niente
(di gordongekko)
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giuseppegazza
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martedì 29 marzo 2011
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delusione
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Gran bella delusione per i fan di Gordon Gekko: il seguito di Wall Street è davvero noioso! Dispiace dirlo, ma Shia LaBuf non ha lo spessore attoriale per reggere un film del genere, e Michael Douglas recita un personaggio che, se all'epoca era memorabile, oggi risulta davvero scialbo. Colpa di come il film è stato scritto? Probabilmente. Un "cattivo" di turno (il personaggio interpretato da Josh Brolin) poco affascinante? Sicuro. Ma allora perchè Oliver Stone ha accettato di dirigere un film che anche sulla carta si resentava perdente? Misteri di Hollywood.
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