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Sogni |
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Un film di Akira Kurosawa.
Con Martin Scorsese, Akira Terao, Mitsuko Baisho, Hisashi Igawa, Toshie Negishi.
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Titolo originale Konna yume wo mita.
Fantastico,
durata 120 min.
- Giappone, USA 1990.
MYMONETRO
Sogni
valutazione media:
3,55
su
13
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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![]() /5 MYMONETRO© Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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Sono otto brevi episodi che corrispondono a otto sogni del grande regista giapponese che non conosce riposo, nemmeno a ottant'anni.
![]() Attraverso otto brevi episodi Kurosawa illustra la sua visione, immaginifica e didattica, dell'esperienza onirica |
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Emanuele Sacchi
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Inutile esigere dai sogni la profondità di trame complesse come si trattasse di teoremi dalle dimostrazioni interminabili. Il sogno è ingenuità, come gli occhi sgranati di un bambino che osserva di nascosto le volpi mentre celebrano i loro rituali, quando il sole incontra la pioggia e il fascino del proibito si insinua nell'animo.
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premi nomination |
Golden Globes 0 1 |
"..e il sogno è l'infinita ombra del vero"
martedì 26 gennaio 2010
di Paola Di Giuseppe
Abbandonata l’epica,esplorate le ragioni del cuore e della mente,dopo aver dimostrato nei fatti,nelle storie,nelle scelte linguistiche,che l’unico colore “è il colore dell’uomo”,a qualsiasi latitudine e in qualsiasi epoca,Kurosawa,con questo sogno in otto quadri,apre quella parte di sé che è stata la matrice prima della sua arte,e a quella ora dà forma,quasi urgesse ormai,sul finale,dire quanto sia breve la strada,se per tutta la vita continuiamo a dire sempre la stessa cosa. Negli otto sogni percorre continua » |
W il cinema d'arte
venerdì 6 ottobre 2006
di Cineofilo92
Kurosawa era di certo un tipo dotato di grande carisma artistico. E lo conferma con Sogni, un capolavoro surreale presentato da Steven Spielberg, così surreale da far impallidire Federico Fellini. Questi otto piccoli e intensi capolavori di cinema soo una profonda chiave di comprensione per l'uomo, una dimostrazione ironica e struggente del meglio e del peggio dell'essere umano. Si parte con due cortometraggi che hanno per protagonista un bambino molto curioso, che nel primo viene sorpreso nel continua » |
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| La donna con bambino nell'episodio dell'apocalisse nucleare | |
| Se non fuggi, cosa ti resta da fare? | |
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| Martin Scorsese (Vincent Van Gogh) al giovane pittore giapponese Akira Terao | |
| Il sole mi costringe a dipingere. | |
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| Le parole di commiato del vecchio Chishu Ryu al giovane Akira Terao | |
| Senta: si dice spesso che la vita è difficile, dura, eccetera... Questa è solamente una posa dell'essere umano. La verità è una sola: la vita è bella. Più che bella: entusiasmante. | |
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Altre frasi celebri del film Sogni
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
A ottant'anni ci si può permettere d'essere almeno un po' didascalici, se si è Akira Kurosawa. Sei dei suoi Sogni sono leggeri e allo stesso tempo forti, due invece s'appesantiscono e concedono troppo al "messaggio". Nell'insieme; tuttavia, il grande giapponese tiene fede alla convinzione che - dice - lo lega a Fedor Dostoevskij: l sogni sono l nostri desideri espressi in una torna sorprendente. Sole attraverso la pioggia. Sorprendente è certo il primo sogno, purissimo. Un bambino, una foresta, la pioggia, il mito del matrimonio delle volpi, un pugnale, un arcobaleno: ecco il senso di una poetica. » |
di Walter Veltroni
Sauro Borelli, un ottimo critico cinematografico, ha scritto, parlando di Sogni di Akira Kurosawa, che «un occidentale fa un sogno, un orientale, al contrario, lo vede». Il film è il racconto di queste meravigliose visioni. Otto visioni, otto episodi estratti da quella dimensione che in noi è la manifestazione acuta di un bisogno, di un dolore, di un disagio, di una richiesta. Il film è straordinario, una sintesi delle visioni di un uomo che molto ha visto e molto ha vissuto. E che racconta l’irraccontabile. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Se ogni sogno racconta il sognatore, ci sono bellissimi sogni e sogni meno belli. Il grande Kurosawa ha avuto a ottant’anni una idea meravigliosa: raccontare col cinema i sogni “frutto dei desideri umani più puri”, “creati dalla persona che dorme in un momento in cui il cervello è privo di inibizioni”, cosicché “quando sogna l’uomo è un genio, indomito e coraggioso come un genio”. Queste le intenzioni dichiarate: poi, tra gli otto episodi o momenti del film, alcuni sono sogni, altri sono piuttosto ammonitrici allegorie sociali, parabole epocali didattiche. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Otto sogni per il grande Akira Kurosawa, dall'infanzia alla vecchiaia: Sole attraverso la pioggia, Il pescheto, La tormenta, Il tunnel, Corvi, Fujiama in rosso, Il demone che piange, Il villaggio dei mulini. Gli incubi, certo, ma anche le incrollabili speranze, i sogni a occhi aperti di un anziano regista che non vuole rinunciare a esprimersi sul senso della vita e sui pericoli che la minacciano. Difficile dire qual è l'episodio più bello: si va dal lirismo dei primi due, ambientati in un meraviglioso - ma allo stesso tempo fragilissimo - paradiso terrestre, alla cupa impotenza di quelli della maturità (a eccezione dello straordinario Corvi, immersione fantastica nell'opera di Van Gogh). » |
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