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Hellzapopping |
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Un film di Henry C. Potter.
Con Mischa Auer, Ole Olsen, Harold Chic Johnson, Martha Raye, Shemp Howard
Titolo originale Hellzapoppin.
Commedia,
b/n
durata 84' min.
- USA 1941.
MYMONETRO
Hellzapopping
valutazione media:
4,00
su
10
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Non è un film, Helzapopping ma un insieme di gags, di trovate esilaranti, di numeri comici divertentissimi. La trama, piuttosto esile, è infatti la storia di un giovane autore che deve convincere un produttore a finanziare il suo spettacolo.
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Un proiezionista comincia a proiettare Hellzapoppin, musical ambientato all'inferno (hell) dove irrompono Ole e Johnson, trovandosi sul set dove si sta girando nel caos un film intitolato Hellzapoppin. Insoddisfatti, i due lasciano il set, ma, osservando alcuni fotogrammi fissi, che si mettono in moto, si vede che stanno arrivando in una villa di campagna dove si sta provando uno spettacolo teatrale che deve andare in scena col titolo di Hellzapoppin. Oltre a essere il compendio della comicità nelle sue varie forme da Sennett ai Marx (con prestiti dal burlesque dentro e fuori Broadway), il film di Potter è caratterizzato dall'impiego sistematico delle risorse filmiche in un contesto teatrale e dal ricorso alla costruzione "in abisso": il film nel film nel film. Nonostante l'usura del tempo (e le innumerevoli imitazioni e citazioni successive), il fascino eversivo della sua sgangherata buffoneria resiste. Da decenni ormai si parla di "comicità alla Hellzapoppin" (la "G" finale, accoccata al titolo italiano, fu presto dimenticata). Rimangono nella memoria le gag a tormentone, i numeri musicali, gli interpreti secondari, la Raye e Auer sopra tutti. Nonostante tutto, rimane un classico. Inizialmente distribuito in Italia come Il cabaret dell'inferno-Hellzapopping.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
| Il proiezionista Shemp Howard all'inizio | |
| È proprio roba da matti... In quindici anni che proietto film, uno come questo non m'era mai capitato! | |
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DVD | HellzapoppingUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 1 febbraio 2007
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di Walter Veltroni
Vi siete sbellicati con Mel Brooks, avete riso con i Monty Python, avete goduto con quei pazzi de L’aereo più pazzo del mondo? Allora avete il dovere di guardare il mitico, meraviglioso Hellzapopping La comicità demenziale degli anni che viviamo deve davvero molto alla follia di quel musical degli anni Trenta. Raramente si è visto, in meno di novanta minuti, una simile concentrazione di stravaganze e di invenzioni geniali. Il ritmo è travolgente e tutto è ancora di una freschezza e di una modernità Sconcertante Olsen e Johnson, che interpretano questa follia, hanno cominciato a lavorare insieme nel 1919, dopo la prima guerra mondiale. » |
di Georges Sadoul
Il soggetto di questo film, completamente assurdo, è impossibile da raccontare. La base: in una scenografia di cartapesta che rappresenta l'inferno si sta girando un film in cui Mefistofele (Chuck Johnson) incontra uno sceriffo dell'Arizona (Ole Olsen). Mille ambienti con mille trovate si intrecciano, interrotti da brevi "sketch" e numeri musicali. Un capolavoro del "nonsense" di grande scuola: la tradizione del music-hall e i fratelli Marx sono i punti di riferimento più diretti (lo sceneggiatore Perrin, autore dello spettacolo teatrale che il film riadatta, ha lavorato per i Marx e per Eddie Cantor). » |
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di Gian Piero dell'Acqua
In uno studio cinematografico si sta realizzando una scena ambientata nell’inferno, ed è sul set il diavolo in persona. Sopravviene uno sceriffo. Più tardi arrivano alcuni indiani, ma vengono cortesemente avvertiti che il film del quale fanno parte non è questo. Un giovanotto attraversa periodicamente la scena con un vaso fra le braccia, gridando: Signora Jones!, signora Jones!. Ogni volta, la pianta nel vaso è più grande: alla fine del film è pressoché intrasportabile. E via di questo passo. Il più singolare non-sensecinematografico che si conosca, al di qua del cinema astratto. » |
di Giuseppe Marotta
Come sei lunga, estate cinematografica, ho l'impressione che tu non debba mai terminare. Un film balordo subentra a un film idiota, e tosi via; il tempo s'e fermato, vien voglia di urlare, con la presumibile voce di un questurino meteorologico: « Giorni, settimane, mesi, circolate! ». Specialmente gli americani esagerano; ah, che cinema riusciremmo a fare in Italia se potessimo trovarci per cinque minuti, con un baule, sotto le finestre dalle quali i magnati di Hollywood gettano in questo modo i loro quattrini. » |
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