Iago

Un film di Volfango De Biasi. Con Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti, Aurelien Gaya, Lorenzo Gleijeses, Fabio Ghidoni.
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Drammatico, durata 100 min. - Italia 2008. - Medusa uscita venerdì 27 febbraio 2009. MYMONETRO Iago * - - - - valutazione media: 1,40 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente no!
1,40/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * - - - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * - - -
Moderna trasposizione del dramma shakespeariano in cui Iago deve affrontare il rivale Otello per conquistare il cuore dell'amata Desdemona.
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Volfango De Biasi stravolge Shakespeare e lo converte in una "tragica" commedia giovanilistica
Marzia Gandolfi     * - - - -
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TROVASTREAMING

Venezia, 2009. Iago è uno studente di architettura di bassa estrazione e somma ambizione. Innamorato della bionda Desdemona, figlia irrequieta del rettore della facoltà di architettura, Iago è a un passo dal chiederle la mano e dal progettare la città ideale. Deciso a conquistarla durante un ballo in maschera, il plebeo è gabbato dal nobile (per lignaggio) e moro Otello, arrivato dalla Francia in Laguna a miracol mostrare. Usurpato il "regno" (il posto di responsabile nel progetto di allestimento della Biennale) e insediato il cuore di Desdemona, Otello diventa per Iago nemico da abbattere. Nelle notti bianche veneziane Iago perfezionerà il suo disegno volto al progressivo annientamento delle certezze di Otello. Lo aiuteranno nell'impresa la smaliziata Emilia e il volubile Roderigo.
Ancora Shakespeare, ancora Otello, il dramma per eccellenza consumato a Venezia e convertito in "tragica" commedia giovanilistica nella seconda impresa di Volfango De Biasi. Scalzato il Moro, un figlio di papà che non ha mai trionfato sui musulmani e superato indenne il mare di Cipro, è Iago il protagonista e (ancora una volta) l'architetto che esercita l'arte di costruire edifici di menzogne, facendo intendere a Otello quel che vuol sentire e vedere quel che vuol vedere, deformando i contorni originali delle situazioni e corrompendo col suo veleno il suo sentimento amoroso.
Trasposto, stravolto e incautamente scaricato sulle spalle di Nicolas Vaporidis, Iago conferma le nuove abitudini del nostro cinema italiano: una sostanziale inconsistenza d'approccio generale, l'incapacità di andare oltre un sistema di riflessioni o di giudizi prossimi alla vulgata di piazza e dunque potenzialmente o esplicitamente qualunquista. Puntando su uno Shakespeare romanzato, facile e spettacolare e preoccupato della sua accessibilità al pubblico italiano, il regista, in barba al pentametro giambico e all'incommensurabilità dei personaggi scespiriani, imbastisce una love story in raccordo con l'energia delle ultime generazioni.
Modificati radicalmente struttura e punto di vista, Iago non prolunga il piacere della tragedia del drammaturgo di Stratford upon Avon, fallendo l'intenzione del pensare alto (Shakespeare) attraverso lo strumento basso (il cinema). Dove Sir William graffiava, producendo leggerezza espressiva, De Biasi esibisce una grevità del dire che cerca nello spettatore una complicità a buon mercato. Eludendo la complessità del Bardo e il magmatico potenziale espressivo dei suoi testi, Iago accresce e prolunga la nostalgia per i neoscespiriani esplosi negli anni Novanta con il caso Branagh e con una serie di straordinarie variazioni: dal Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard ai Belli e dannati di Gus Van Sant (col suo Enrico IV vagabondo per capriccio e rivolta sulla strada di Kerouac), dal Riccardo III di Al Pacino (making of divulgativo della tragedia) al Romeo & Giulietta di Baz Luhrmann (fedele nella più apparente infedeltà).
A mancare è pure l'attore protagonista che, looking for Iago, si scopre inabile a indossarne le fattezze scapigliate e ad immergersi nelle sue trame. A riscuotere dai deliri di Otello e dell'operetta di De Biasi è l'inquieto e nobile Roderigo di Lorenzo Gleijeses, imprevedibile e miracolosa presenza. Un volto permanente che apre il film e lo domina sovrano e solitario, un corpo attoriale di formazione teatrale capace di qualificare il personaggio, animandolo di una scintilla anarchica e dissacratoria. Con la Drag Queen di Gleijeses dimenticherete inverno e scontento e (ri)vedrete le stelle e la stella.

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Premi e nomination Iago MYmovies
Iago recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
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Si inserisce bene nell'italietta di oggi.

lunedì 2 marzo 2009 di otello

Qualunquista la trama sull'Università intesa solo come luogo nepotista di favoritismi e corruzione, mediocri i dialoghi, pessima recitazione, finale scontato. Il film rientra nel modello pedagogico dell'Italietta berlusconiana, non a caso è prodotto da mediaset. continua »

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Tre metri sopra il niente

martedì 3 marzo 2009 di Gianluca Marchisio

Moccia incontra Shakespeare e nasce Iago. Purtroppo il neonato è morto prematuro. Peccato perché sulla carta l'idea era davvero buona, ma è stata sprecata da una brutta sceneggiatura, a cui si è aggiunta una brutta recitazione (si salva a stento Lavia/Brabanzio) e una regia non all'altezza neanche di De Biasi (che in Come tu mi vuoi aveva mostrato una certa padronanza) e, per favore, non facciamo paragoni con Baz Lurhman (sarebbe come paragonare Laura Chiatti a Nicole Kidman). Il dato più incredibile continua »

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Povero shakespeare!

domenica 8 marzo 2009 di yris2002

E' difficile trovare una singola qualità in questo film, classificabile come mediocre solo per il rispetto verso alcune interpretazioni attoriali (Lorenzo Gleijeses, Gabriele Lavia, Fabio Ghidoni): se non fosse per loro sarebbe "inclassificabile". Ridurre la complessità e la maturità della tragedia shakesperiana ad uno pseudo dramma per ragazzi è stata un'iniziativa probabilmente dettata da ragioni di botteghino, ma assolutamente fallita sul piano della realizzazione finale: prodotto immaturo, continua »

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Facciamo un recensione

martedì 3 marzo 2009 di Alex

Allora: l'idea di base è bellina. Ma lo svolgimento? La sceneggiatura è patetica, i dialoghi spesso ridicoli al contrario (in sala infatti si rideva in parecchi), il buon Vaporidis fuori parte e quasi imbarazzato, la Chiatti gran gnocca, ma è diverso da grande attrice (anche Sorrentino non è che la facesse parlare molto). Il trailer era brutto ma la regia definitiva ci dimostra che non era casuale. Scavalcamenti di campo da dilettante e un montaggio che davvero lascia perplessi. Musiche mal abbinate. continua »

Nicolas Vaporidis
L'amore l'unica cosa che conta... Desdemona
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Iago (Nicolas Vaporidis)
....è come il pavone che perdendo le piume della coda rivela la sua natura di tacchino.
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APPROFONDIMENTI | Un'originale variazione della tragedia di William Shakespeare Otello.

Il film

martedì 24 febbraio 2009 - Pressbook

Iago, il film Iago è un'originale variazione della tragedia di William Shakespeare Otello, virata in commedia. Il personaggio di Iago (Nicolas Vaporidis) diventa il vero protagonista di una storia ambientata nella Facoltà di Architettura di Venezia ai nostri giorni. Iago è un laureando di grande talento ma di umili natali,circondato da ricchi blasonati, tra cui spicca Otello, figlio di un architetto di fama mondiale, amico del Rettore. Sarà proprio Otello, pesantemente raccomandato, a defraudare Iago dei propri meriti di studio e a occupare il suo posto di responsabile nel progetto di allestimento della Biennale.

INCONTRI | Volfango De Biasi tradisce Shakespeare per veicolare il college movie in Italia.

La commedia (giovanilistica) della gelosia

lunedì 23 febbraio 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Iago: la commedia (giovanilistica) della gelosia Che Volfango De Biasi fosse un estimatore del college movie a stelle e strisce non è una novità, avendo esordito sul grande schermo con una rivisitazione tutta italiana di Kiss Me. Forte del successo di Come tu mi vuoi, il regista romano torna al cinema con Iago, una commedia che tradisce l'opera shakespeariana ammiccando alla (tiepida) rielaborazione in chiave moderna di Tim Blake Nelson, "O" come Otello. Cancellato ogni risvolto drammatico dallo script, De Biasi incarica un nucleo di giovani attori (Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti, Aurelien Gaya, Lorenzo Gleijeses, Fabio Ghidoni, Giulia Steigerwalt capitanati dal "preside" Gabriele Lavia) di portare la commedia della gelosia in una facoltà di architettura veneziana.

CELEBRITIES | Sexy personaggio shakespeariano per l'attrice esplosa in Un posto al sole.

Dalla tv a Desdemona

martedì 24 febbraio 2009 - Stefano Cocci

5x1: Laura Chiatti, dalla tv a Desdemona La musica l'ha lanciata ma è la televisione ad aver segnato la sua carriera. Anche oggi che è una delle più desiderate attrici italiane, Laura Chiatti non disdegna di mantenere in piedi un rapporto con il suo primo amore. La storia dell'attrice nata a Castiglione del Lago nella calda estate del 1982 inizia con la musica: sogna di sfondare come cantante e arriverà a incidere due album in inglese. Il successo non le sarà riconosciuto per le sue doti canore ma per quelle fisiche. Nel 1996 vince il concorso di bellezza Miss Teenager Europa.

Un banchetto veneziano lontano da Shakespeare

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Shakespeare tirato in ballo pretestuosamente. Non è un "adattamento moderno", lo spirito dei personaggi è stravolto. Restano i nomi (e lo sfondo veneziano). Brabanzio (Lavia) è un architetto e barone universitario, sua figlia Desdemona (Chiatti) ne trae vantaggio negli studi, e tra i due pretendenti - pretendenti a lei, alla protezione paterna e alla firma di un ambizioso progetto -preferisce l' incompetente Otello figlio di papà potente con cui Brabanzio combina pastette, all' innamorato ed eccellente ma povero Iago (Vaporidis). »

Otello non è poi così etero come sembra

di Marco Giusti Il Manifesto

Erano anni che non ci si divertiva così tanto di fronte alla scombinatezza, all'ambizione esagerata, al non controllo di attori e battute in un film italiano di genere. L'idea di questo Iago, opera seconda di Volfango De Biasi, l'autore, come dicono i manifesti, di Come tu mi vuoi, interpretato dalle neo star Nicolas Vaporidis e Laura Chiatti, era quella di inserire il vecchio Otello di Shakespeare nel filone del film giovanilistico all'italiana. Certo, gli spaghetti western rispolveravano i classici del liceo, «qualche buona lettura l'avevamo fatta», diceva allora Fernando Di Leo. »

Otello in ateneo? Ripassi dal liceo

di Francesco Alò Il Messaggero

Shakespeare a merendina per la giovane squadra di Come tu mi vuoi. Si prende Otello e lo si modernizza ambientandolo a Venezia e Roma tra computer, universitari, festini fetish, ombretto a gogò, erotismo da prima media, figli di papà e poveracci. Iago (Nicolas Vaporidis) è un iscritto ad Architettura geniale (ma quando parla non sembra) di umili origini (romane per via dell'accento) che ama Desdemona (Laura Chiatti), figlia prediletta del viscido rettore Brabanzio (Gabriele Lavia). Quando la meritocrazia sembra premiarlo arriva l'abbronzato raccomandato: Otello (Aurelien Gaya), belloccio, arrogante, con papà influente, senza sveglia ma con misteriosa chiave al collo. »

Gelosia. Lo strano caso dei due film con lo stesso tema. E la stessa attrice

di Marco Romani Il Venerdì di Repubblica

Laura Chiatti è protagonista sia di «lago» dì Volfango De Biasi sia di «Il caso dell'infedele Klara» di Roberto Faenza. Che, partendo da Shakespeare l'uno, e dall'amore ai tempi del web l'altro, arrivano alla medesima conclusione. Bella, bionda e molto sexy. Non si divide tra due uomini, ma tra due film. Laura Chiatti è, infatti, la protagonista sia di Iago sia di Il caso dell'infedele Klara. Che in comune, oltre all'attrice, hanno pure il distributore (Medusa), alcuni ambienti (Venezia) e soprattutto il tema: la gelosia. »

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