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Balla coi lupi
Un film di Kevin Costner.
Con Kevin Costner, Mary McDonnell, Graham Greene, Rodney A. Grant, Floyd Red Crow Westerman.
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Titolo originale Dances with Wolves.
Western,
Ratings: Kids+13,
durata 181 min.
- USA 1990.
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Dal romanzo omonimo di Michael Blake. Nel 1863, durante la guerra di Secessione, il tenente John J. Dunbar decide di aggregarsi a una tribù dei Sioux. Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di Costner che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane “il più disperato degli inferni”. 7 premi Oscar: film, regista, sceneggiatura, musica, fotografia, montaggio e sonoro. Esiste una versione lunga di 237 minuti. |
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premi nomination |
Premio Oscar 10 6 |
Golden Globes 3 3 |
Quando la frontiera e la diversità sono valori
martedì 12 febbraio 2008
di tramonto1883
Film d'attualità più che mai al giorno d'oggi. Oggi che si pensa che i nostri "vicini di casa" siano dei mostri e che il diverso sia percepito come minaccia. Il film invece ci insegna quanto possiamo imparare da ciò che non conosciamo. Riguardatevi bene la prima ora di film: c'è tutto il fascino della frontiera, del "limes" per dirlo alla latina, dove al di là della collinetta della prateria inizia il territorio indiano. Dunbar vuole andarvi, vuole scoprire, capire chi sono costoro. Lui è l'ultimo continua » |
Un uomo che ritrovò se stesso
giovedì 26 luglio 2007
di damiano
il tenente john dunbar viene ferito in una battaglia della guerra di secessione americana ad una gamba ,la quale deve essere tagliata dai medici di campo per prevenire l'infezione.ma durante l'operazione i dottori fanno una pausa e nel frattempo il tenente morente incalza gli stivali e torna alla trincea del suo reggimento .e ormai in preda allo sconforto e alla pazzia di morire si dirige con un cavallo di fronte alla trincea dei nemici posizionata davanti alla propria.cosi facendo crea un sovversivo continua » |
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John ballo' con "due calzini", e fu subito storia.
martedì 10 marzo 2009
di Alierot
Definirlo solo un film storico è riduttivo, visto che non tralascia alcuna emozione: è intriso di sentimento, humor, azione, violenza e dramma.. tutti dosati alla massima potenza, senza risparmio, il tutto reso intensissimo dall'interpretazione di un cast di attori perfettamente " in parte". Una lunghissima pellicola, ma che non stanca neppure nella versione integrale. Meritatissimi tutti i suoi Oscar. Solo il trailer, credo non gli renda onore: la sensazione che sembra trasmettere, è quella continua » |
Un cammino tra i sentieri della vita
mercoledì 6 gennaio 2010
di riccardo-87
Individuare in “Balla coi lupi” un tema predominante non è certo facile, dal momento che in questo film si ritrova, oltre che una netta presa di posizione a favore degli indiani, contro la visione di questi come “i cattivi”, seguendo in tal senso il filone iniziato con “Soldato blu”, capolavoro del 1970, anche un forte predominio di riflessione suoi fondamenti della vita, sulla importanza della semplicità, dell’amicizia, dell’amore; vi è un invito a superare le diversità e ad aprirsi all’altro, continua » |
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| Il capo indiano "Uccello scalciante" (Graham Greene) a Balla coi Lupi (Kevin Costner) | |
| Stavo pensando che di tutte le piste di questa vita la più importante è quella che conduce all'essere umano. Penso che tu sei su questa pista e questo è bene. | |
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| Il capo indiano "Uccello scalciante" (Graham Greene) | |
| Tutto nasce dall'uomo, tutto ritorna all'uomo. | |
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| L'ex-tenente Dunbar (Kevin Costner) ai soldati che l'hanno catturato e condotto a Lakota | |
| Il mio nome è "Balla coi lupi". Non parlerò con nessuno. Non vale la pena di parlare con voi. | |
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DVD | Balla coi lupiUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 20 ottobre 2009
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SOUNDTRACK | Balla coi lupiLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 12 febbraio 1991
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di Giovanni Grazzini
Rieccoli, i vecchi amici Sioux che hanno galoppato nelle praterie della nostra infanzia e sono ancora una ferita aperta nella coscienza dell'America democratica. Rieccolo il western che il cinema ha accantonato come un genere da soffitta e ora torna a farci fantasticare mentre il popolo yankee vince il rimorso col grande spettacolo. Ed ecco anche il bell'esordio nella regia d'un attore, Kevin Costner, al quale è già stata affibbiata l'etichetta «avventuriero romantico», l'eroe della nuova frontiera che si è fatto indiano per redimere il proprio paese. » |
di Irene Bignardi La Repubblica
Balia coi lupi, che Kevin Costner ha diretto e coprodotto oltre che interpretato, è un debutto impressionante (guardate un po’, signori del minimalismo, che cosa si può fare: e non si dica che è solo questione di soldi). È vero che gli si possono rimproverare - ed è stato fatto anche con qualche invidiosa acrimonia - troppi controluce, troppi tramonti, molte debolezze che sfiorano il manicheismo, e, a tratti, un culto dello spettacolo esercitato a spese del rigore che il film sembra promettere all’inizio: ma Balia coi lupi lascia scorrere le sue tre ore (e tre minuti) tra divertimento ed emozioni da vecchi tempi. » |
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Il pioniere Kevin cavalca nella prateria selvaggia
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Il morbo del cinema alla grande, quello che invade lo schermo con sontuose evocazioni del passato, si chiama "pittoresco". Pochi registi vi sfuggono e il più bravo fu Rossellini, che seppe affrontare la storia con lo stesso piglio cronachistico che aveva applicato ai casi di Roma città aperta. Ma i due film d’epoca visti ieri alla Berlinale, l’americano Balla coi lupi e il cinese Li Lianying, l’eunuco imperiale, rivelano un assunto comune, parlare del passato per illuminare il presente, e un’analoga debolezza, l’incapacità di rinunciare al pittoresco. » |
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