Il ritorno di una zia sconvolge la quotidianità della famiglia di Vicky. Espandi ▽
Secondo film per la giovane regista francese Léa Mysius, dopo l’apprezzato esordio con
Ava nel 2017. Già sceneggiatrice di successo anche oltre le sue opere, Mysius è una creatrice di mondi che in
Les cinq diables continua a dialogare con il suo primo film. Ancora una volta è centrale la storia di una giovane ragazza, isolata dal mondo che la circonda attraverso un’eccezionalità sensoriale. Da una meditazione sulla vista (che si andava perdendo) a un’affascinante esplorazione della sfera olfattiva, mentre dal sole e dalle spiagge si passa a un paesino di montagna umido e freddo. È un film che più che di uno sviluppo coerente vive di scene, come il nascondino al lago con la mamma o un ballo nel salotto con il papà, legate da una fotografia suggestiva e dalla musica di Florencia Di Concilio. Oltre alla prova intensa della giovane Sally Dramé nel ruolo di Vicky, la storia è ancorata dal personaggio di Joanne, nel quale Adèle Exarchopoulos dimostra una volta di più di aver scelto una carriera e dei ruoli spigolosi e intriganti invece di crogiolarsi nel suo innegabile
star power come avrebbe facilmente potuto.