Due figure, il santo e il vampiro, rappresentano visioni opposte dell'eterno: una legata alla luce divina, l'altra all'oscurità eterna. Espandi ▽
Gli anni Trenta del Settecento sono un decennio fondamentale per il Mito del Vampiro. La sua visione è stata spesso legata all'oscurità eterna, al contrario del Santo, collegato alla luce divina. Nel 1744 Giuseppe Davanzati, arcivescovo di Trani ha scritto "La Dissertazione sopra i Vampiri" che è considerato il primo importante trattato sul tema da parte di un autore italiano che affronta il fenomeno con un approccio razionalista cercando di svelarne il mito dietro le credenze popolari spesso dovute all'ignoranza e la superstizione.
Sulla stessa lunghezza d'onda era anche Papa Benedetto XIV, al secolo Prospero Lambertini che ha parlato dei vampiri nella sua opera "De Servorum Dei Beatificatione et Beatorum Canonizatione" e lo ha liquidato come una fallace finzione della fantasia e, al contrario, codificava il riconoscimento dei santi e dei beati. Sia il Santo sia il vampiro sfidano la decomposizione e, anche se per motivi opposti, accennano alla possibilità di una vita dopo la morte.
Santi e vampiri è sicuramente il risultato di una ricerca meticolosa, ma non riesce a discostarsi da un tono accademico, quasi da lezione universitaria e anche le stesse scene animate non agevolano un ritmo più dinamico, che si poteva creare anche attraverso un montaggio più serrato delle interviste.