Una vita, all'asilo, la maestra chiese a Elettra Rossellini, figlia di Isabella, come avrebbe fatto a tornare a casa se si fosse persa per strada. Lei rispose sicura:
“Mi metto sotto un cartellone pubblicitario con la faccia della mamma e aspetto”. Soluzione ingegnosa: quello, in fondo, era il volto più conosciuto al mondo, il messaggio di S.O.S sarebbe stato, prima o poi, recapitato.
Eppure Isabella Rossellini, icona di una bellezza naturale e sofisticata (“Mi chiamano icona, mi fa anche piacere, ma io non mi sento così. Sono una modella, non un modello”), davanti all'obiettivo si era messa tardi. Figlia di due miti dei cinema, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, Isabella aveva preferito, come prima scelta, la macchina da presa (il primo film, Nina di Vincente Minnelli, è del 1976). Iniziò a posare solo a 28
anni, per ìcolpaì degli amici fotografi, più di tutti Bruce Weber, che insistevano a ritrarla.
Ma che quello fosse il suo ruolo, era scritto. Diventò una stella in pochi mesi. È abbra rosse e occhi vellutati, pelle bianchissima e allure senza tempo nelle campagne pubblicitarie di Lancome. Con Richard Avedon nel 1982 realizza quattro copertine consecutive di Vogue America. Ricorda la Rossellini: “Venendo dal cinema, consideravo la moda e il lavoro di modella cose totalmente futili, legate alla sola bellezza. Ma ho capito che anche lì sfonda chi ha talento. Bisogna trasformarsi, trasmettere una storia, un sentimento. Lavorare con Avedon è stata un'esperienza incredibile. Ti sentivi in parte autrice della foto. Si faceva guidare dall'espressione dei tuo volto. ìTorna al pensiero di primaì, mi diceva, “era più bello”. Stesso coinvolgimento sui set con Irving Penn, che la fotografa per il suo libro Some of Me nel 1997: “Non faccia la mannequin davanti a me, la devo fotografare come fosse uno scrittore”. Distante, assorta, altera. Se si immagina mentalmente il suo volto, la si vede così.
La collaborazione con Lancome dura 14 anni e si conclude ufficialmente tra infuocate polemiche nel 1994, quando per “raggiunti limiti di età” (42 anni), la casa cosmetica la liquida dichiarando di voler puntare su un volto giovane del cinema francese, Juliette Binoche. “Per il mio quarantesimo compleanno”, raccontò all'epoca la Rossellini, “ho trovato la casa invasa di fiori inviati da Lancome. Sembrava un funerale”. Era solo un addio anticipato e parecchio sofferto.
Come lo giudica oggi, dopo dieci anni? “Sono cambiate molte cose, nel mondo dell'immagine, nella stampa che è diventata talmente indiscreta da sembrare folle. L'unica cosa che mi sento di dire rispetto a quel famoso episodio è che posso capire la loro logica, solo che non era giusta. Quel contratto però mi ha aperto moltissime porte. Ho lavorato con i migliori fotografi, con art director straordinari. Mi piace ancora molto fare la modella, ma per le persone della mia età lo spazio è sempre più ridotto. La sola cosa che conta è la giovinezza, in America soprattutto”.
La fine di quel sodalizio non la rende disoccupata, tanto meno le lascia addosso il “marchio” della maturità. Pochi giorni dopo l'ufficializzazione del licenziamento, Isabella posa a New York per la campagna di Dolce & Gabbana, una griffe tutt'altro che classica, amatissima dai giovani. Il fotografo poi, Mario Sorrenti, all'epoca ha 23 anni. Un'azienda di dentifrici, la Perlax, mette un annuncio gigante sul quotidiano La Repubblica, con un numero di telefono: “Isabella ti vogliamo, chiamaci. Il tuo sorriso è come quello della Gioconda”.
Con Lancaster fonda una linea di cosmetici chiamata Manifesto (a proposito, ma in Italia dove si trova? C'era un eyeliner infallibile). Non è testimonial ma manager, mente creativa: l'idea èquella di un trucco facile da usare, da applicare con le dita e in cui le stesse sfumature possono essere usate indifferentemente per occhi, bocca, guance. Seguono due fragranze My manifesto e Isa bella.
Non è mai stato il problema di Isabella Rossellini affrontare il tempo che passa. La sua carriera è sempre stata una sfida aperta alle leggi che governano il mondo dell'immagine. “Mia madre diceva: tra i 45 e i 65 anni non arrivano proposte interessanti dal cinema. Bisogna aspettare”. Ma Isabella, 52 anni compiuti il 18 giugno, non ha dovuto attendere tanto. Richiesta da registi emergenti per film già culto negli Usa, come Roger Dodger di Dylan Kidd e La musica più triste del mondo di Guy Maddin, a primavera ha recitato per la prima volta in teatro con La sindrome di Stendhal a Broadway. “Fare la modella gratifica tutta la mia vanità, anche se ha degli aspetti molto faticosi. Recitare è tutta un'altra cosa. L'ho capito dopo aver debuttato a teatro e provato tensioni che non conoscevo. La sera della prima mi sentivo giudicata come in un'arena: pollice verso, pollice retto”.
Al momento sta girando a Vancouver Earthsea, una miniserie televisiva, tratta dall'epopea fantasy della scrittrice Ursula K. Le Gum, che sarà trasmessa in America il prossimo dicembre. Tra Tolkien e Harry Potter, il film viene considerato
una delle più costose imprese televisive americane. Isabella Rossellini sarà la Gran Sacerdotessa Thar, il personaggio chiave nella storia.
Ma non aveva detto che in America contava soprattutto solo la giovinezza?
Da Vanity Fair, 29 luglio 2004