Yellow Letters

Film 2026 | Drammatico

Regia di Ilker Çatak. Un film Da vedere 2026 con Tansu Biçer, Kerem Can, Aziz Çapkurt, Siir Eloglu, Özgü Namal. Cast completo Genere Drammatico - Germania, Turchia, Francia, 2026, - MYmonetro 3,50 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento sabato 14 febbraio 2026

La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Il film è stato premiato al Festival di Berlino,

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Catak si insinua nella coscienza dei suoi personaggi, rivelandone ambiguità morali e passi falsi comportamentali.
Recensione di Paola Casella
martedì 20 gennaio 2026
Recensione di Paola Casella
martedì 20 gennaio 2026

Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.

Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale.

Le "lettere gialle" del titolo sono quelle con cui il governo turco comunica azioni legali contro i suoi cittadini, e Catak esplora le pressioni che la politica esercita sulle persone entrando nella loro quotidianità a gamba tesa, anche solo per la loro volontà non violenta di esprimere un disaccordo. Le due professioni di Derya e Aziz, ovvero artista e docente, sono quelle che la dittatura teme maggiormente, perché riescono a fare breccia nelle menti delle persone senza necessariamente esporsi a livello di politica attiva.

Catak ambienta la sua storia in un presente metafisico in cui si vedono manifestazioni per la Palestina e l'Ucraina come per i diritti degli omosessuali, allargando dunque il discorso a una dimensione globale, non solo all'attuale situazione turca. L'azione (o meglio, l'inazione, perché i due protagonisti entrano in un tempo sospeso determinato dalle decisioni delle autorità) si sposta da Ankara a Istanbul e le pressioni esercitate dalla dittatura minano le relazioni interpersonali e mettono la coppia centrale in gabbia anche quando formalmente non lo è (ancora). Il pubblico diventa dunque pensatamente privato, e nel caso di Derya e Aziz le tensioni esterne mettono allo scoperto le ipocrisie e le contraddizioni etiche all'interno di una coppia che si era sempre ritenuta coerente e coraggiosa.

Tutti i film da € 1 al mese

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 23 febbraio 2026
Flavio Simeone

Con Yellow Letters, İlker Çatak costruisce un ritratto lucido e inquietante di un regime che non tollera il dissenso, evocando con forza l’ombra della Turchia contemporanea guidata da Erdoğan. È un film politico, ma prima ancora è un dramma umano: la storia di una famiglia che vede sgretolarsi la propria stabilit&a [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 25 febbraio 2026
Giampiero Raganelli
Quinlan

Molti paesi arabi o musulmani sono disseminati di portali metal detector come quelli degli aeroporti. Bisogna superarli per entrare in alberghi, teatri, cinema, musei. In pratica in ogni edificio aperto al pubblico. Si tratta ovviamente di un sistema di protezione nato dalla paura di attacchi terroristici, che è comunque diventato pervasivo, parte dell'eccessivo controllo da parte di stati autoritari [...] Vai alla recensione »

winner
orso d'oro
Festival di Berlino
2026
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