| Anno | 2026 |
| Genere | Azione |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 50 minuti |
| Regia di | Daniel Calparsoro |
| Attori | Luis Tosar, Claudia Salas, Leonor Watling, Fariba Sheikhan, Patricia Vico César Mateo, Alejandro Casaseca, Juan Carlos Vellido, Guillermo Lasheras. |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 13 febbraio 2026
La vita di un genitore sconvolta quando scopre i legami della sua piccola con un gruppo di ultras del calcio dalle istanze neonaziste.
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CONSIGLIATO NÌ
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Salva è un ex medico di prestigio di Madrid che ha perso tutto. A causa dei suoi problemi di alcolismo e di ludopatia, è ormai senza casa, senza moglie e con una figlia, Malena, che lo ha rinnegato. Ora è autista di ambulanza, si occupa di primo soccorso e, a causa di aggressioni tra tifosi di due squadre di calcio, gli si presenta l'occasione di confrontarsi con Malena, ormai in preda alla deriva violenta del suo gruppo di ultras neofascisti "White Souls".
In questa serie Netflix emerge l'ambizione di raccontare la società spagnola attraverso molteplici temi.
I fili conduttori sono certamente il rapporto tra un padre e una figlia, totalmente distanti e incapaci di riconoscersi, e la complessità dei conflitti sociali legati a odio razziale, tensioni politiche e differenze di ceto sociale.
Se da un lato Salva si incolpa per la sua incapacità come educatore, dall'altro cerca di rimediare ai suoi errori tentando di proteggere la ragazza che avrebbe voluto crescere, pur giudicando i suoi valori attuali. Per questo l'interpretazione di Luis Tosar (con i suoi sguardi e i suoi gesti) è il fulcro del pathos di una narrazione che, in questo, non presenta grandi invenzioni in direzione "intrattenimento".
Non a caso si resta più coinvolti nella prima fase del racconto, in cui c'è una sorta di inseguimento struggente tra un padre che "cura" le ferite di una figlia per darle "una seconda vita" e quest'ultima, piena di odio e di rancore repressi che la portano a fare del male a sé stessa e agli altri.
La regia sembra sottolineare questa scelta con inquadrature spesso strette e movimentate, che danno il senso di un conflitto continuo, di dramma e di vicinanza ai sentimenti delle persone i cui volti parlano molto. Anche la fotografia, piuttosto cupa e tendente al blu, riflette questo approccio.
Ciò che risulta più deludente è la scarsa forza emotiva dei personaggi che compongono il contesto in cui sono immersi Salva e Malena: la prosecuzione della stagione si regge su un evento troppo ingombrante che crea un vuoto di interesse anziché un motore. È difficile infatti giustificare ben otto episodi (sette, tolto il primo) con la ricerca di verità e redenzione del protagonista, con la storia di Julia e della sua protettrice, l'ispettora, con l'ambiguità di Carla come figura materna di cattivo esempio, con l'intreccio thriller legato al clan neofascista, con la mala politica dell'estrema destra, con la questione dei giovani in difficoltà e con una morale prevedibile. La scelta di non riprendere il passato di Salva e Malena è in parte una sorpresa, ma soprattutto un errore.
Ci si concentra perciò sul crudo realismo di una realtà sanitaria e politica, sulla quotidiana difficoltà di chi affronta tutto questo passando da un soccorso all'altro, sull'azione girata con buona tecnica ma niente di più, e ci si rammarica per il potenziale acceso e subito spento a livello emotivo.
Il saccheggio del nostro , un tempo, glorioso cinema che fu è sistematico. Questa serie tv spagnola con un grandissimo attore come protagonista, ottimo cast , in originale lo si apprezza meglio, sicuramente ben girata , prende il film di Stefano Vanzina e lo rifà quasi paro paro. Unica differenza , il protagonista un ex medico caduto in disgrazia, costretto [...] Vai alla recensione »