| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, Drammatico, |
| Produzione | Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia |
| Durata | 132 minuti |
| Al cinema | 106 sale cinematografiche |
| Regia di | Joachim Trier |
| Attori | Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter Lilleaas, Elle Fanning Cory Michael Smith, Catherine Cohen (II), Jesper Christensen, Lena Endre, Bjørn Alexander, Jonas Jacobsen, Pia Borgli, Tramell Tillman, Anders Danielsen Lie, Lars Väringer, Ida Marianne Vassbotn Klasson, Ingunn Beate Øyen, Amalie Ibsen Jensen, Seda Witt, Olav Waastad, Liv Bernhoft Osa, Håkon Ramstad, Øystein Røger, Lazare Gousseau, Alix Poisson, Martha Kjørven, Ingrid Jørgensen Dragland, Ingrid Vollan, Mone Mikkelsen, Bente Børsum. |
| Uscita | giovedì 22 gennaio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Lucky Red, Teodora Film |
| MYmonetro | 3,82 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 16 gennaio 2026
Due sorelle affrontano il ritorno del padre regista e l'arrivo di una star americana che sconvolge gli equilibri della loro fragile famiglia. Il film ha ottenuto 8 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 7 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 8 candidature a BAFTA, 8 candidature e vinto 7 European Film Awards, 1 candidatura a Cesar, a National Board, 1 candidatura a Lumiere Awards, 7 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Producers Guild, 1 candidatura a Goya, Sentimental Value è 13° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 59.204,00 e registrato 197.206 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un'attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute. È il tentativo di un padre di riconnettersi con una figlia con la quale la comunicazione è sempre stata difficile, sia per le assenze di lui che per il rancore di lei che si è sentita abbandonata. Ma quando Nora rifiuta la chiamata paterna, Gustav affida il ruolo ad una giovane attrice americana in cerca del suo primo film drammatico d'autore, con conseguenze imprevedibili.
In Sentimental Value il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari, e riesca anche ad incrociarlo felicemente con una riflessione sul cinema attuale che l'avvento delle piattaforme, secondo Gustav, ha trasformato in un'invadente operazione di marketing dalle smaccate ambizioni hollywoodiane.
Le vite di Nora e Gustav sono, per motivi professionali (ma anche per scelta personale) una continua messinscena, e i loro sentimenti si esprimono molto meglio sul palcoscenico o sul set, mentre Agnes, che da secondogenita è stata più schermata dalle dinamiche tossiche genitoriali, cerca di mediare fra i due.
Renate Reinsve, già musa di Trier in La persona peggiore del mondo, è una Nora fragile e testarda che agisce e si muove come una bambina cristallizzata nella propria infanzia, mentre Stellan Skarsgard è monumentale nella sua interpretazione di un padre che ha messo la sua libertà personale e artistica prima di tutto, ma non ha smesso di amare le proprie figlie. Inga Ibsdotter Lilleaas è eccellente nei panni di Agnes e Elle Fanning crea il ritratto di un'attrice americana solo apparentemente superficiale.
Nora ha ascoltato le liti fra i genitori attraverso una stufa e ha passato il tempo a sfuggire ad un confronto con quel padre che invece ora cerca con lei un dialogo vero e ha scritto per lei la sua ultima sceneggiatura, ma in fondo l'ha scritta anche per se stesso, perché entrambi hanno bisogno di superare i non detti e le fratture fra di loro. La loro salvezza sta nelle mani l'uno dell'altra, ma l'abitudine al controllo di lui e all'autodifesa di lei rendono questo mutuo soccorso assai difficile.
La regia di Trier si muove con la consueta morbidezza e fluidità nelle transizioni fra gli spazi e i sentimenti, spesso interrotta da schermi al nero e brusche frenate musicali, e riproduce la natura caleidoscopica dei rapporti, mantenendo una raffinatezza compositiva rarefatta ed essenziale, ma mai algida o priva di pathos: anzi, il pathos gonfia lentamente con la progressione geometrica (ma mai infeconda) della narrazione.
Il convitato di pietra è la madre di Nora e Agnes, una psicanalista che non ha saputo vedere la depressione della figlia maggiore, e il fantasma di Cechov aleggia sulle due (non tre) sorelle che sono il vero centro emotivo della storia. Solo alla fine Nora piangerà davvero (e noi con lei), e solo alla fine sarà chiaro che la famiglia può essere una somma di solitudini, quando manca la capacità di parlarsi davvero: ma quella capacità - forse - resta sempre possibile.
Gustav, un anziano regista che da circa 15 anni ha perso l'ispirazione nel dirigere un nuovo film, ritorna nella casa dove abitano le sue due figlie, Nora e Agnes, in occasione della celebrazione del funerale della sua ex moglie dalla quale aveva divorziato anni addietro a causa di contrasti caratteriali e diverbi vari. Le due figlie però da anni nutrono un forte senso di rimorso [...] Vai alla recensione »
Nella complessità dell’essere umano, in assenza di un dispositivo che comprenda la nostra espressività, il cinema ha la qualità di dare al regista la possibilità di creare dei personaggi da lui conosciuti profondamente. Permette loro di mostrarsi e scoprirsi nel corpo dell’attore, e farci esplorare le origini di un carattere, e il suo modo di relazionarsi. [...] Vai alla recensione »
Ultimamente il cinema sembra ossessionato dalla figura di padri assenti, difficili, " Paternal leave" " Jay Kelly", o il recente " father mother, sister and brother", però c’è una cultura nel Nord Europa , forse legata al clima, alla solitudine, che favorisce una certa introspezione, l’ attenzione si concentra sulla parola, sullo sguardo, [...] Vai alla recensione »
Film troppo lento e pesante. Non si vede l?ora che finisca,
Il film Sentimental value di Joachim Trier affronta un tema del quale gli scandinavi sembrano un po’ carenti: da quanto, nei rapporti umani di tipo affettivo, riescono a sentirsi, a percepirsi, nella testa dell’altro, e di conseguenza alieni da una visione depressiva (perfino suicidaria) della vita. Ma la linea che unisce libertà individuale alla condivisione con l’altro non [...] Vai alla recensione »
Una storia semplice che dice tutto. Interpreti straordinari. Poetico ma non retorico.
La vittoria al Golden Globe come Miglior attore non protagonista, una delle otto candidature ricevute dal film Sentimental Value di Joachim Trier, arriva all’attore svedese Stellan Skarsgård a 74 anni, dopo 55 di onorata carriera, e va ad aggiungersi al Globe vinto nel 2020 per la sua interpretazione nella serie Chernobyl (guarda la video recensione), all’European Film Awards come miglior attore per Amistad e Will Hunting genio ribelle, e al premio per la recitazione alla Berlinale nel 1982 per The Simple Minded Murderer. “I premi servono soprattutto ai piccoli film come Sentimental Value che non hanno grandi fondi per farsi pubblicità”, minimizza lui.
In Sentimental Value Skarsgård interpreta il ruolo di un regista di successo, tanto impegnato a inseguire la sua Musa (e la sua carriera) da aver trascurato le figlie: nella vita Stellan di figli ne ha otto da due matrimoni diversi, quattro dei quali – Alexander, Bill, Gustaf e Valter – hanno seguito le sue orme. “La prima cosa che ho pensato quando ho ricevuto il copione di Sentimental Value è stata: ‘Vendetta, finalmente faccio il regista!” Ma contava soprattutto che il mio personaggio fosse un artista: avrebbe potuto essere anche un pittore o un musicista. Essere un artista ti fagocita, è un mestiere onnicomprensivo, che richiede una dedizione totale, e che rende difficile avere rapporti umani normali”.
Il celebrato regista, ma inattivo da quindici anni e beve forte, dice alla figlia attrice (di teatro, soggetta ad attacchi di panico): «Ho scritto un film per te, Netflix lo produce». Lei neanche legge il copione, i rapporti con il padre sono quasi azzerati da quando lui lasciò casa. Rancori e segreti di famiglia e la casa forse da mettere in vendita, ora che la madre è morta.
L'inquadratura della bella casa norvegese suggerisce agli amanti di Shirley Jackson che cose terribili stanno per succedere (la scrittrice, come altri che per mestiere spaventano lettori e spettatori, punta sul fatto che in tutte le case almeno qualcuno è morto). Non siamo a questo punto, i drammi tra vivi possono essere altrettanto devastanti. Nora - e già il regista comincia con le strizzate d'occhio [...] Vai alla recensione »
In questo film ci sono delle cose molto belle. E al cune bellissime. Come quelle che non si vedono: cicatrici sottopelle, frammenti sgretolati di non detto, aritmie di discorsi interrotti. E una distanza. Da riempire con quello che ti capita a tiro: sguardi, parole a volte sbagliate, rabbia, domande, bisogni. È un film profondo - e struggente nella sua intimità -, «Sentimental value» del norvegese [...] Vai alla recensione »
Al suo settimo lungometraggio, il norvegese Joachim Trier fa un balzo clamoroso in avanti e ci regala un film denso, stratificato, emotivamente irresistibile. Più avvezzo al circuito festivaliero che alla grande distribuzione, è arrivato di recente al pubblico con "La persona peggiore del mondo", ma è in "Segreti di famiglia" che si trova più a fuoco l'inizio della ricerca artistica e tematica che [...] Vai alla recensione »
Sentimental Value è un ottimo film. Uno di quei bei film solidi, ben scritti e ben recitati dai quali si esce con la piacevolissima convinzione di aver visto qualcosa di bello. Dopo di che, prima di usare la parola "capolavoro" andremmo cauti. Il norvegese Joachim Trier (senza "von", nessuna parentela con il danese Lars von Trier) è un bravo regista che con La persona peggiore del mondo, nel 2021, [...] Vai alla recensione »
"Sentimental value" è un film denso e impegnativo che propone agli spettatori una meditazione sui rapporti tra l'arte e la vita. E in effetti il valore sentimentale del titolo può riferirsi all'antica magione tipicamente bergmaniana di Oslo che "interpreta" la parte decisiva nelle tormentate vicende private e professionali dei personaggi in carne e ossa.
Se conoscete un regista, uno sceneggiatore e un attore italiano, ve ne prego: portatelo a vedere Sentimental Value. Ne va della vostra vita e, più importante, del nostro cinema. Quante volte spettatori siamo rimasti intimamente atterriti, visceralmente costernati, platealmente insofferenti alla vista, e all'udito, delle grida laceranti, le porte sbattute se non scassate, i pianti torrenziali, i dialoghi [...] Vai alla recensione »
Nora (Renate Reinsve: dopo "La persona peggiore del mondo", un'altra prova che ne conferma il talento prezioso) è un'attrice affermata con profonde fragilità che si manifestano anche prima di uno spettacolo e rischiano di tracimare (di nuovo) quando il padre regista Gustav Borg (Stellan Skarsgård) fa ritorno nella casa di famiglia dopo la morte della madre di Nora e di sua sorella Agnes (Inga Ibsdotter [...] Vai alla recensione »
Anche nei suoi momenti più leggeri, nel film di Joachim Trier si percepisce una pesantezza profonda che racconta la storia di una famiglia tormentata dal passato. I personaggi principali sono un padre e una figlia - Stellan Skarsgård e Renate Reinsve splendidamente affiatati - così lontani che si sopportano a malapena. Gustav è un regista i cui giorni di gloria sembrano ormai lontani, mentre Nora è [...] Vai alla recensione »
Quattro personaggi più uno, che li riassume e li contiene. Due sono attrici, uno è un regista, la quarta è la sorella di una delle due attrici ma è anche la coscienza segreta di questa polifonia illuminata dalla luce dolce e insieme tagliente dell'estate norvegese. La prima sorella, Nora (Renate Reinsve), è un'interprete di grande talento e conclamata infelicità.
Candidato a 9 nomination agli Oscar 2026, tra cui Miglior regia a Joaquim Trier, Miglior attrice protagonista a Renate Reinsve e Miglior Attore non protagonista a Stellan Skarsgård, Sentimental Value ha cominciato il suo eccellente percorso cinematografico al Festival di Cannes 2025 dove ha vinto il Grand Prix. Dopo la vittoria di 6 EFA e la candidatura a 8 Golden Globes, il film arriva al cinema dal [...] Vai alla recensione »
Non si toglie nulla al pubblico anticipando che questo premiato lavoro (due Oscar europei, film e attore) del 51enne danese Trier è un melò di famiglia normo-drammatico: alla morte della madre due figlie fanno i conti con il padre, celebre regista di stabile assenza, tornato per l'occasione in apparenza con la stessa misura autoreferenziale. La forza, l'interesse e il coinvolgimento, sono nel "come". [...] Vai alla recensione »
Un funerale non è mai una situazione facile da gestire. Nora e Agnes sono sorelle, adulte. La prima è un'attrice di successo, la seconda una serena madre di famiglia, con marito e pargolo. A scombinare le carte arriva il padre, Gustav. Sparito molti anni prima dalle loro vite e rispuntato in occasione del funerale della moglie che non ha più visto e frequentato da tempo.
Da Cannes 2025, dove vince un meritatissimo Grand Prix, all'uscita in sala - in distribuzione combinata, Lucky Red e Teodora Film - il passo non è breve per Sentimental Value ma non è il caso di lamentarsi. Il posizionamento italiano, 22 gennaio 2026, è strategico, perché gli Oscar sono a un passo e non è detto che da Los Angeles non arrivino buone notizie, leggasi nomination, il cui annuncio coincide [...] Vai alla recensione »
Nora (Renate Reinsve, già protagonista pluripremiata nel precedente film di Trier La persona peggiore del mondo) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) sono due sorelle unite da sempre, che stanno affrontando il recente lutto della morta della madre. Al funerale fa il suo ingresso in scena Gustav (Stellan Skarsgard), egocentrico regista in declino e padre inaffidabile.
C'è un'attrice (Renate Reinsve, che torna, anche da produttrice, a girare con Trier, dopo Oslo, 31. August e soprattutto La persona peggiore del mondo), una star del teatro e della serialità televisiva: quarantenne, irrequieta, con cadute depressive, sentimentalmente precaria forse per scelta, forse per traumi familiari pregressi. E c'è un vecchio regista di cinema (Stellan Skarsgård), forse un maestro, [...] Vai alla recensione »
Cosa succede quando Bergman incontra Woody Allen? Nasce Sentimental Value di Joachim Trier. Il film ha vinto il Gran premio della giuria al Festival di Cannes, dando vita alla proiezione più toccante dell'anno sul la Croisette, e si prepara a essere protagonista agli Oscar. Racconta di una famiglia disfunzionale. Il padre è un noto regista, ma in gioventù è stato un genitore assente.
Lei (Renate Reinsve) è un'attrice di teatro (e serie tv). Lui (Stellan Skarsgård) è il padre mancato per troppo tempo e un maestro del cinema pronto all'ultimo film: vorrebbe la figlia, come protagonista, ma in risposta riceve un rifiuto. Al suo posto una diva di Hollywood (Elle Fanning) che ci si dedica intensamente. Ma è la persona giusta? Il set, del film e del film-nel-film, è la casa di famiglia. [...] Vai alla recensione »
Una villa in stile Dragestil, a Oslo, dai toni marrone scuro, rosso e verde. È la casa che ha ospitato diverse generazioni di una stessa famiglia. Dentro quest'architettura dai toni fiabeschi si tiene la commemorazione per la morte di Sissel, madre delle sorelle Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas). Ormai adulte, vedono comparire all'improvviso il padre Gustav (Stellan Skarsgård), [...] Vai alla recensione »
Il regista norvegese Joachim Trier è conosciuto per la cosiddetta trilogia di Oslo che comprende i film Reprise (2006), Oslo, August 31st (2011) e La persona peggiore del mondo (2021); anche se è proprio grazie a quest'ultimo che ha raggiunto l'interesse della critica internazionale. Da non confondere con un altro premiato regista norvegese, Dag Johan Haugerud autore di un'altra trilogia intitolata [...] Vai alla recensione »
Se Sentimental Value fosse - come in certi momenti sembra essere, quando ad esempio cita Un'altra donna - un film di Woody Allen, e prima ancora naturalmente un film di Bergman, dal momento che si parla di teatro, di cinema, di famiglie di attori, di case che contengono memorie e vita, e per questo pure un film di Assayas, con la lavorazione di un film che spinge i personaggi a confrontarsi con il [...] Vai alla recensione »
Un padre, due figlie, una mamma morta. Al suo funerale la famiglia si riunisce. E dentro quella casa riaffiorano ricordi, conflitti, strappi e slanci. Nora (Renate Reinsve) è un'attrice affermata, ma psicologicamente fragile. La sorella Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) è più giovane. Il padre (Stellan Skarsgård) è un quotato regista cinematografico, ma delle figlie si è spesso disinteressato.
Sentimental Value è uno di quei film che a primo impatto appaiono semplici, quasi elementari per struttura e caratteristiche, ma che poi in realtà nascondono una molteplicità di sguardi e significati non da nulla. Joachim Trier a tre tanni da La persona peggiore del mondo, torna alla Croisette e questa Cannes 2025 offre una dramedy che decostruisce i mostri sacri del cinema nordico, la società scandinava [...] Vai alla recensione »
Chiamare la protagonista di un film "Nora" è una scelta piuttosto programmatica, specie se il regista è norvegese (anche se nato in Danimarca). A maggior ragione, la decisione è sfacciata se l'incipit del film è il racconto di una casa nel corso del tempo, con le sue gioie, le sue morti e l'antropomorfizzazione della casa stessa, forse "felice" o forse "triste" per i suoni che gli umani producono o [...] Vai alla recensione »
La storia di una famiglia è (anche) racchiusa nella storia di una casa. Cambia nel corso dei decenni, ma prende anche il carattere di chi ci abita o che è passato da lì. Vissuta e disordinata. Pulitissima, spoglia e asettica. Può essere lo spazio per raccontare più generazioni, come ha fatto Robert Zemeckis con Here. Oppure, come Sentimental Value, concentrarsi soprattutto su una famiglia, facendo [...] Vai alla recensione »
Joachim Trier, norvegese classe 1974 esperto di relazioni, sensazioni, sentimenti. Nel mondo, non del mondo, sempre in campo, e in partita, laddove si dica dell'umano. In concorso a Cannes 2025, con titolo ineffabile: Sentimental Value. Interpretato da Renate Reinsve, che con il precedente di Trier La persona peggiore del mondo si laureò migliore attrice a Cannes 2021, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter [...] Vai alla recensione »