| Titolo originale | Vie privée |
| Titolo internazionale | Private Life |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, Thriller, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 105 minuti |
| Al cinema | 27 sale cinematografiche |
| Regia di | Rebecca Zlotowski |
| Attori | Jodie Foster, Daniel Auteuil, Virginie Efira, Mathieu Amalric, Vincent Lacoste Noam Morgensztern, Sophie Guillemin, Frederick Wiseman, Aurore Clément, Luàna Bajrami, Sophie Letourneur, Irène Jacob, Park Ji-min, Lucas Bleger, Jérôme Lenôtre, Marlise Bété, Antonia Buresi, Michel Zlotowski, Zahia Dehar, Valia Boulay, Virginie Acariès. |
| Uscita | giovedì 11 dicembre 2025 |
| Distribuzione | Europictures |
| MYmonetro | 2,95 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 26 novembre 2025
Lilian, psicanalista in crisi, inizia a indagare sulla misteriosa morte di una paziente. Ipnotizzata, scopre un passato segreto che la lega alla defunta. Vita privata è 34° in classifica al Box Office. giovedì 15 gennaio ha incassato € 1.257,00 e registrato 100.523 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Lilian Steiner è una psicanalista di origini americane, perfettamente integrata nell'ambiente della borghesia parigina, separata dal marito Gabriel e in difficoltà anche con il figlio Julien, appena diventato papà a sua volta. Rigida, nervosa, chiaramente bloccata, non ascolta più veramente i suoi pazienti. Se ne accorge il giorno in cui muore una di loro, Paula, e lei comincia a lacrimare copiosamente, incapace di tenere a bada un sintomo che non sa spiegare e che nemmeno l'ex marito oculista è in grado di curare. La scettica dottoressa finisce così da un'ipnotista, che la guida dentro una storia segreta, che la riguarda e la lega alla donna scomparsa. Convintasi che Paula sia stata assassinata, con l'aiuto di Gabriel, Lilian si mette a investigare.
Nome di spicco del cinema francese del presente, Rebecca Zlotowski si è fatta strada proponendo un lavoro intelligente e sensibile, ma anche accessibile; un cinema personale, ma non forzatamente di nicchia.
Vie privée porta questa combinazione a un livello più scoperto rispetto al precedente I figli degli altri, complice la presenza di Jodie Foster, al suo primo film di lingua (e cultura) francese. Si comincia in chiave quasi pop, col più famoso brano bilingue dei Talking Heads, Psycho Killer, ed è subito chiaro che quello che stiamo per penetrare sarà a suo modo un gioco mentale, hitchcockiano, autoriflessivo e che la regola del gioco è che non ci si deve prendere (solo) sul serio. Come in un whodunit inglese, una protagonista ipersensibile deve risolvere un mistero che la chiama direttamente in causa; come in un film di Woody Allen il mistero e la commedia non solo non si escludono ma si nutrono l'uno dell'altro (e la coppia Foster-Auteuil ricorda da vicino la coppia Allen-Keaton di Misterioso omicidio a Manhattan); come in una commedia del rimatrimonio lui e lei competono e poi fanno squadra sullo stesso fronte (lei cura le anime, lui i loro specchi). Chi ha ucciso la paziente di Lilian? È stata la figlia, resa folle dalla gravidanza? Il marito, che sembra avere un'arma al posto dello sguardo? O è stata Lilian stessa, sbagliando qualcosa?
Ma dietro il gioco del cinema c'è anche la vita privata (il titolo originale del film non è solo un omaggio a Louis Malle), in particolare quella della regista stessa, ebrea parigina che suonava il violoncello e ha perso la mamma da ragazzina, trasformando il suo cinema a venire in un dialogo con i fantasmi. È proprio Paula (nei panni della quale ritorna Virginie Efira) che parla, infatti, la sua analista dall'altra sponda, attraverso un messaggio in codice lasciato su una prescrizione, e la spinge a ridare senso a un mestiere a cui Lilian non crede più (messa in crisi anche dalle false accuse del primo paziente). Giallo psicologico, morbido come il vino rosso che i personaggi bevono con piacere, il film può sembrare ambire a contenere troppe anime al suo interno, ma è proprio in questa non facile compresenza di accenti diversi, e nel modo in cui maneggia l'obiettivo personale e quello d'intrattenimento, che sta il suo maggiore interesse. La psicanalisi, lungi dall'essere un pretesto, è oggetto di scherzo ma non di negazione, così come sono oggetto di scherzo le abitudini dei francesi (partire in vacanza!) per la razionalità anglosassone e efficientista di Lilian/Foster: perché è delle cose che si amano che si può scherzare con affetto, ed è con saggia leggerezza che si può parlare di ciò che più fa male.
Un film imperfetto che però si lascia vedere . Forse irrisolto e indeciso su quale direzione prendere .Se virare sul noir o preferire la commedia degli equivoci .La regia sceglie di lasciarlo nel vago e la storia ne risente .Gli attori sono bravi .La trama intrigante , non ci si annoia . Si poteva fare meglio ma le due ore passano malgrado le incertezze già citate con [...] Vai alla recensione »
Un film imperfetto che però si lascia vedere . Forse irrisolto e indeciso su quale direzione prendere .Se virare sul noir o preferire la commedia degli equivoci .La regia sceglie di lasciarlo nel vago e la storia ne risente .Gli attori sono bravi .La trama intrigante , non ci si annoia . Si poteva fare meglio ma le due ore passano malgrado le incertezze già citate con [...] Vai alla recensione »
“Vita privata” di Rebecca Zlotowski è una pellicola cervellotica e complessa di non facile lettura in cui psichiatria, psicoanalisi, metempsicosi e la complessità dei rapporti fra madre e figli, fra coniugi e fra psichiatra e pazienti si intrecciano in modo arzigogolato e confuso. La indubbia bravura di Jodie Foster nei panni di una psichiatra che non ascolta i propri pazienti, [...] Vai alla recensione »
Un film che perde di intensita' quando deve trovare soluzioni al tempo di visione con forzate scene di sesso o scene che rasentano il grottesco.Si ha la sensazione di vedere un film girato da due registi con anime diverse.
Ne' vero giallo, né vera commedia ! Un pasticcio spacciato per giallo psicologico cui manca la vivacità e il ritmo necessari almeno per divertire. Allen è un'altra cosa.
Film che non ha una direzione. Storia sconclusionata che vorrebbe ambire a qualcosa ma scivola nel grottesco. Dopo il film, mi domando come Attori come questi, abbiano partecipato ad un film senza senso come questo.
Non decolla in nessuna maniera. La trama si sviluppa, perdendosi, nella lentezza dei gesti, delle frasi, delle azioni, dei silenzi, in una costruzione narrativa che genera un sacco di spunti lasciati lì, sospesi e abbandonati, con una Jodie Foster sempre più distaccata, che manca di intensità e convinzione, nel personaggio della psicoterapeuta assolutamente improbabile e grottesca, [...] Vai alla recensione »
Il film Vita Privata di Rebecca Zlotowki potrebbe essere tranquillamente rinominato Sei Personaggi in cerca di una Storia. Infatti, la storia non c’è, non esiste, a testimonianza che la regista non sa da che parte girarsi per tutto il film, e si salverebbe in corner nel finale buonista, di un dolciastro che offende. Esiste solo un susseguirsi di elementi relazionali frantumati (ma difficilmente [...] Vai alla recensione »
È il classico film che piace fare ai francesi (e che agli altri piace guardare), «Vita privata»: un soggetto capace di mescolare, con grande e disinvolta leggerezza, il giallo alla commedia, il mistero (un po' come in certo cinema di Woody Allen) e l'intrigo al sorriso e al «remarriage» Un gioco, spesso intelligente, che manda in analisi anche il cinema, paziente non sempre sincero.
Il riff di "Psycho Thriller" dei Talking Heads sui titoli di testa è già una dichiarazione d'intenti, o meglio di genere: quella che stiamo per vedere è infatti la storia di una psicanalista, Lilian Steiner (Jodie Foster) che si ritrova ad investigare sulla morte, a suo avviso sospetta, di una paziente (Virginie Efira). Americana di nascita e di formazione, ma naturalizzata francese da decenni, Lilian [...] Vai alla recensione »
Lilian, psichiatra il cui studio è frequentato dalla creme de la creme parigina, quando viene a sapere della morte di una delle pazienti crede si sia trattato di omicidio e decide di indagare. Scoprirà, grazie a un messaggio in codice, una storia che la riguarda da vicino. Come Woody Allen, anche Rebecca Zlotowski si prende gioco della cultura ebraica (da cui, peraltro, proviene) e sembra più affidarsi [...] Vai alla recensione »
Lilian Steiner (Jodie Foster) è una psicanalista americana, ormai perfettamente integrata a Parigi dove, nel suo studio, riceve molto pazienti anche se, da un po', ha smesso di ascoltarli davvero. Quando Lilian apprende che una di loro, Paula (Virginie Efira), si è suicidata, è colta da una reazione fisica anomala che le causa una copiosa lacrimazione dagli occhi.
Jodie Foster interpreta in un certo senso sé stessa incarnandosi in una celebrity in trasferta: nel film made in France "Vita privata" è, in effetti, una rinomata psicoanalista e psichiatra statunitense che esercita a Parigi, separata dal marito oculista (Auteuil) e afflitta da un figlio ostile (Lacoste), ma soprattutto traumatizzata dal suicidio imprevedibile di una sua paziente che lei reputa, però [...] Vai alla recensione »
Lilian (Foster) è una psichiatra di successo. Quando scopre che una sua paziente (Virginie Efira) è morta, è combattuta tra ciò che le detta la sua ragione (un distacco che Jodie Foster, nei panni di una professionista che perde le sue certezze, rende divertente e commovente) e i segnali che le arrivano anche dal suo corpo (i suoi occhi cominciano a lacrimare in modo incontrollabile).
Psicanalista americana trapiantata a Parigi, l'algida Lilian Steiner (Jodie Foster) ha un rapporto complicato con il figlio, a sua volta genitore, e con l'ex marito Gabriel (Daniel Auteuil). Distratta e stranamente inquieta, Lilian vede incrinarsi il rapporto di fiducia con un uomo che ha in cura da anni; ma si convince che qualcosa non va solo nel momento in cui muore un'altra paziente, Paula, all'apparenz [...] Vai alla recensione »
Si colloca tra Woody Allen e Alfred Hitchcock questo ritorno di Jodie Foster al protagonismo assoluto a quasi 20 anni dalla sua ultima pellicola da star mattatrice Il buio dell'anima (2007) di Neil Jordan, in cui cercava giustizia privata a New York. In Vita privata di Rebecca Zlotowski la vediamo interpretare Lilian Steiner, psicanalista di stanza a Parigi con l'ossessione dell'investigazione quando [...] Vai alla recensione »
Paula è stata uccisa dall'ambiguo marito, dalla figlia disturbata o dalla psicanalisi? Il senso di colpa (possibile) dell'inflessibile anaffettiva analista (Jodie Foster mascella d'acciaio) apre una semiseria caccia alla verità tra ipnosi rivelatrici di legami con la vittima e investigazioni con appostamenti pericolosi, in equipe con l'ex marito. Riprende un Allen fortunato (e migliore) Misterioso [...] Vai alla recensione »
Dopo il ruolo che le è valso un Golden Globe per True Detective: Night Country, Jodie Foster torna alle indagini sul campo, stavolta nelle vesti di una psichiatria, Lilian Steiner, quando comincia a sospettare ci sia qualcosa dietro il suicidio di una sua paziente di lungo corso, Paula, ed a pensare si sia trattato di omicidio. Finirà per scoprire qualcosa di sé stessa, di come era e di cosa era diventata, [...] Vai alla recensione »
La duplice e conflittuale chiave di lettura del titolo, per cui "privata" sta per "non pubblica, segreta, familiare", ma anche per "mancante, espropriata, tolta", viene dall'omonimo film (girato anche in Italia) di Louis Malle con Brigitte Bardot nel ruolo (quasi) di se stessa, a riflettere su quanto privato e quanto "di privato" possa avere e soffrire una celebrità.
Può uno psicanalista rimanere impassibile alla notizia della morte di un paziente? Come convive una terapeuta con tutte le storie che ascolta e che cominciano ad abitarla? Dove finisce il segreto professionale e dove comincia la partecipazione alla sorte di un essere umano? Lilian Steiner (Jodie Foster) è una psichiatra americana naturalizzata in Francia, ha lo studio in un ampio appartamento nel [...] Vai alla recensione »
Quando in Vie Privée Jodie Foster - psicoanalista americana trapiantata a Parigi, che parla un francese da manuale Larousse - si ritrova nello studio di un'ipnotista, è Rebecca Zlotowski che entra metaforicamente in scena, per ammaliarci tutti: lo schermo si fa cremisi, il tempo implode, e la nostra dottoressa si scopre violoncellista nella Parigi occupata, con un figlio nazista e un direttore d'orchestra [...] Vai alla recensione »
Il film più divertente di questa Cannes è il giallo sgangherato di Rebecca Zlotowski. Protagonista è una fenomenale Jodie Foster al primo ruolo da protagonista interamente parlato in francese, nei panni della psicoanalista Lilian Steiner; una sua paziente muore e lei, solitamente di ghiaccio, si ritrova a piangere copiosamente. Cosa sanno i suoi dotti lacrimali che lei non sa? Tra ipnosi, ipotesi di [...] Vai alla recensione »
Fin dai titoli di testa, sui quali esplode il riff indimenticabile di Psycho Killer dei Talking Heads, si intuisce che il nuovo film di Rebecca Zlotowski si divertirà a giocare con i cliché, con le abitudini degli spettatori, con i corsi e ricorsi narrativi. È infatti una psichiatra la protagonista di Vie privée, con la sempre splendida Jodie Foster che interpreta la dottoressa Lilian Steiner, statunitense [...] Vai alla recensione »
Dopo il ruolo che le è valso un Golden Globe per True Detective: Night Country, la due volte premio Oscar Jodie Foster torna alle indagini sul campo, stavolta nelle vesti di una psichiatria, Lilian Steiner, quando comincia a sospettare ci sia qualcosa dietro il suicidio di una sua paziente di lungo corso, Paula, ed a pensare si sia trattato di omicidio.
Jodie Foster torna al Festival di Cannes con** Vie Privée**, dopo aver vinto un Golden Globe come miglior attrice per la sua detective in True Detective: Night Country. La ritroviamo di nuovo impegnata in un'indagine nel film di Rebecca Zlotowski, questa volta in veste di psichiatra. Una psichiatra in piena crisi, specie quando viene a sapere che una sua paziente, in terapia con lei da nove anni, è [...] Vai alla recensione »