| Anno | 2025 |
| Genere | Azione, Drammatico, Thriller |
| Produzione | USA |
| Regia di | Peter Berg |
| Attori | Taylor Kitsch, Tokala Black Elk, Jeremy Gauna, Kip Weeks, Dominic Bogart Brannon Cross, Kevin Scott Allen, Marco Fuller, Alaina Warren Zachary, Jared Ward, Efrain Villa, Duncan Vezain, Laurent Schwaar, Clint Obenchain, Betty Gilpin, Shea Whigham, Jai Courtney, Dane DeHaan, Joe Tippett, Saura Lightfoot Leon, Kyle Davis (II), Nick Hargrove. |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 10 gennaio 2025
Lo scontro di culture, religione e tra le comunità mentre uomini e donne lottano e muoiono per mantenere e controllare le terre.
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CONSIGLIATO NÌ
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1857. Nelle terre selvagge e in guerra dello Utah- un crocevia di conflitti territoriali, tensioni religiose e lotte per la sopravvivenza - si sviluppano le vicende di diversi personaggi impegnati a fronteggiare una realtà crudele e implacabile. Sara Rowell (Betty Gilpin) è una madre in fuga con il giovane figlio Devin (Preston Mota) e, per raggiungere la salvezza, si affida al solitario e tormentato Isaac Reed (Taylor Kitsch), che la guida in un pericoloso viaggio attraverso le montagne. Durante il cammino, Sara entra in contatto con gli altri protagonisti di un'epoca segnata da profonde contraddizioni, come Abish Pratt (Saura Lightfoot-Leon), una mormona fatta prigioniera dai nativi, e Brigham Young (Kim Coates), un leader religioso determinato a rafforzare il dominio della sua comunità.
Dietro American Primeval troviamo il regista Peter Berg (Cose molto cattive, Friday Night Lights, Hancock) e lo sceneggiatore Mark L. Smith, già ben noto per The Revenant, con cui la serie condivide un approccio viscerale e crudo alla rappresentazione della frontiera americana.
Interessante, nella serie prodotta per Netflix, è il suo realismo che sfocia, spesso, in crudeltà. Girata quasi interamente in esterni nel New Mexico, la serie sfrutta molto i suoi paesaggi mozzafiato proprio per sottolineare l'inospitalità dell'ambiente. La fotografia di Jacques Jouffret - noto per il suo lavoro in film che privilegiano un'estetica immersiva e dinamica, come nella serie The Purge - richiama un ambiente arido e privo di vitalità. L'uso massiccio di movimenti di macchina instabili contribuisce a creare un'atmosfera visiva caotica, che traduce efficacemente lo stato brado raccontato.
Taylor Kitsch incarna un eroe riluttante e segnato dalla vita, mentre Betty Gilpin dà vita a una protagonista complessa e intimamente sconvolta. Ma è Saura Lightfoot-Leon a emergere maggiormente, in un ruolo che è carico di significati culturali, incarnando ideologie e modi di vita contrastanti.
Come dicevamo, American Primeval già dal titolo mira a trasmettere una rappresentazione cruda ma non del tutto nuova del mito della frontiera, sicuramente lontana anni luce dall'idealismo western, ma appartenente a un processo di autoanalisi già da tempo avviato. Un processo che porta gli Stati Uniti a confrontarsi con le sue origini violente e contraddittorie, smascherando la retorica della conquista come fondamento dell'identità nazionale. La serie si concentra sull'idea di un'umanità al suo stato più brutale, mostrandone i pregiudizi, l'avidità e le paure, ma anche la resilienza, incarnata soprattutto dalla dinamica tra Sara e Isaac, che, inevitabilmente e un po' pedissequamente, evolve in relazione romantica.
Il principale punto debole della narrazione risiede nella sua struttura, con trame parallele poco interconnesse; un problema che si riflette anche nel ritmo della serie e che fa sì che la violenza, volutamente usata e mostrata per catturare l'essenza del periodo, sia ingiustificata in alcune scene, o accompagnata da dialoghi o riflessioni fin troppo moderne. American Primeval si allinea a un processo di spettacolarizzazione della storia molto attuale, con in più l'intuizione di affrontare tematiche complesse e di immergersi nel lato più oscuro della storia statunitense. Le sfumature, accennate, mai prese di petto o esposte retoricamente, e perciò altamente interpretabili, sono l'elemento più apprezzabile della serie, che riesce quindi a far riflettere sul significato di civilizzazione e sopravvivenza.