Non credo in niente

Film 2023 | Drammatico, +13 100 min.

Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Regia diAlessandro Marzullo
AttoriDemetra Bellina, Giuseppe Cristiano, Renata Malinconico, Mario Russo (II) Lorenzo Lazzarini, Gabriel Montesi, Antonio Orlando (II), Jun Ichikawa.
Uscitagiovedì 28 settembre 2023
DistribuzioneDaitona
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,65 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alessandro Marzullo. Un film con Demetra Bellina, Giuseppe Cristiano, Renata Malinconico, Mario Russo (II). Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2023, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 28 settembre 2023 distribuito da Daitona. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,65 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 26 settembre 2023

Il viaggio notturno nell'anima di quattro ragazzi alla soglia dei trent'anni che non vogliono rinunciare alle proprie passioni, nonostante il loro progetto di vita stia prendendo una direzione diversa da quella che speravano. In Italia al Box Office Non credo in niente ha incassato 32,9 mila euro .

Consigliato nì!
2,65/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,75
PUBBLICO 3,20
CONSIGLIATO NÌ
Un'opera prima ambiziosa, che eccede nei virtuosismi ma che ha il coraggio di cimentarsi con la sperimentazione visiva.
Recensione di Paola Casella
venerdì 23 giugno 2023
Recensione di Paola Casella
venerdì 23 giugno 2023

Una pianista e un violinista che lavorano in nero per un ristoratore dispotico. Un aspirante attore che alterna i rari provini alle frequenti a scopate senza futuro. Una hostess che disegna, canta, balla da sola e non crede (più) all'amore eterno, considerandolo un sentimento che si possono permettere solo i ricchi. Sono i quattro protagonisti, tutti alle soglie dei trent'anni, di una storia crepuscolare che si svolge in una Roma sporca e ostile, soprattutto ai giovani, cui offre solo umiliazioni della loro dignità e l'invito costante ad accantonare i propri sogni e le proprie aspirazioni artistiche. Non credo in niente è uno spaccato della società liquida delineata da Zygmunt Bauman quando scrive che "le nostre vite individuali sono frammentate in una successione di episodi mal collegati fra loro", ed è dunque il ritratto di una contemporaneità sconnessa e disorganica nella quale soprattutto i giovani adulti si aggirano senza meta e con tanta rabbia in corpo.

Il pensiero di Bauman riflette, o impone, la struttura stessa del lungometraggio di esordio di Alessandro Marzullo, girato in 13 giorni (non consecutivi) e costituito da momenti slegati nell'esistenza inconcludente dei suoi quattro protagonisti.

Il problema però è che i quattro appaiono più velleitari che ricchi di talenti nascosti, lamentosi e aggressivi non solo in quanto vittime di una frustrazione collettiva e di un'ingiustizia socioeconomica, più atteggiati che genuinamente sofferenti. E questi purtroppo sono anche i difetti della messinscena nel suo complesso: troppi virtuosismi non necessari al racconto - dalle inquadrature inclinate alle immagini riflesse alle dissolvenze incrociate, solo per citare qualche esempio - e troppa attenzione alla sperimentazione visiva a fronte di una sceneggiatura veramente esile e poco coinvolgente, il cui essere volutamente destrutturata (come le vite che racconta) va a detrimento dell'efficacia narrativa del film.

Anche le scelte tecniche, per molti versi estreme, sono superiori al valore di una storia così approssimativa. Marzullo usa il Super 16mm DCP, che porta con sé il formato 1.66:1 associato a molto cinema indipendente e di genere anni Ottanta e Novanta e ai film di alcuni maestri (uno per tutti lo Stanley Kubrick di Arancia meccanica e di Full Metal Jacket), nonché di alcuni registi più recenti come il Derek Cianfrance di Blue Valentine, che sono termini di paragone alti, o addirittura altissimi, con i quali ci si dovrebbe confrontare con cautela. Il formato da un lato consente a chi gira di prendersi tutto lo schermo, dall'altro invita all'intensità dei primissimi piani, ma non è sufficiente se ciò che si racconta è inconsistente e se le scelte estetiche restano fini a se stesse.

Citare Cassavetes - come fa Non credo in niente esplicitamente attraverso la t-shirt del personaggio dell'aspirante attore - non basta a creare un film che ne erediti l'immediatezza narrativa e il coraggio comunicativo attraverso un metodo fortemente sperimentale: anche il cinema indie ha sempre avuto una sua grammatica, che va rispettata se si vuole arrivare al pubblico. L'unica coerenza qui è invece assicurata dalle musiche di Riccardo Amorese, le cui volute dissonanze accompagnano il peregrinare irrisolto dei personaggi e intessono quella linea narrativa comprensibile che manca alla sceneggiatura.

A fare da esile collegamento fra le storie dei personaggi c'è un paninaro che fa il paio, nella sua grezza romanità, ad un meccanico, interpretati l'uno da Lorenzo Lazzarini, fondatore della casa di produzione Daitona che ha realizzato il film, l'altro da Gabriel Montesi, di solito molto controllato nelle sue interpretazioni e qui invece lasciato andare a briglia sciolta: entrambi costruiscono macchiette romanesche che stridono con il tentativo di autenticità prospettato dalle interpretazioni dei personaggi principali, fra cui spicca per credibilità personale Renata Malinconico nel ruolo della pianista.

Tutti litigano, tutti si accusano reciprocamente di non contare niente e di non avere niente da dire, ma è davvero difficile provare empatia per questi personaggi che dovrebbero rappresentare un disagio presentissimo nella contemporaneità e invece risultano per lo più irritanti: ed è un peccato, perché quel disagio va raccontato dal cinema, e non solo dalla serialità in animazione, così come la romanità va raccontata come un frattale dell'intero Paese, non come una stereotipizzazione folkloristica.

Alessandro Marzullo mostra una bella mano registica e il coraggio di cimentarsi con la sperimentazione visiva, qualità rara nel panorama asfittico (e schiavo dei format d'oltreoceano) di molto cinema italiano contemporaneo, ma dovrebbe procurarsi una struttura narrativa coerente e in grado di sostenere il suo estro visivo, e poi contenere quell'estro all'interno di una comunicazione condivisibile e realmente necessaria al racconto.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 29 luglio 2023
lindajordy91

 Questo film non sembra il classico film italiano a cui siamo abituati. Non ha la fotografia leccata, perfettina, simmetrica che possiamo ritrovare nella maggior parte delle opere che pervadono gli schermi d’argento dei cinema. Questo film è sincero, libero, senza paura. Senza paura di sbagliare, senza timori di lasciare qualche spettatore (o la maggior parte) deluso dal film perché [...] Vai alla recensione »

FOCUS
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venerdì 23 giugno 2023
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Una pianista e un violinista che lavorano in nero per un ristoratore dispotico. Un aspirante attore che alterna i rari provini alle frequenti a scopate senza futuro. Una hostess che disegna, canta, balla da sola e non crede (più) all’amore eterno, considerandolo un sentimento che si possono permettere solo i ricchi. Sono i quattro protagonisti, tutti alle soglie dei trent’anni, di una storia crepuscolare che si svolge in una Roma sporca e ostile, soprattutto ai giovani, cui offre solo umiliazioni della loro dignità e l’invito costante ad accantonare i propri sogni e le proprie aspirazioni artistiche.

Non credo in niente è uno spaccato della società liquida delineata da Zygmunt Bauman quando scrive che “le nostre vite individuali sono frammentate in una successione di episodi mal collegati fra loro”, ed è dunque il ritratto di una contemporaneità sconnessa e disorganica nella quale soprattutto i giovani adulti si aggirano senza meta e con tanta rabbia in corpo.

Alessandro Marzullo mostra una bella mano registica e il coraggio di cimentarsi con la sperimentazione visiva, qualità rara nel panorama asfittico (e schiavo dei format d’oltreoceano) di molto cinema italiano contemporaneo, ma dovrebbe procurarsi una struttura narrativa coerente e in grado di sostenere il suo estro visivo, e poi contenere quell’estro all’interno di una comunicazione condivisibile e realmente necessaria al racconto.
 

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RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 27 maggio 2024
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Fra le opere prime più interessanti di questa stagione. Era a Pesaro '23, ha iniziato a girare per le sale da settembre, una proiezione qua una là e la prossima chissà, in ogni caso segnatevi il titolo. Al centro del quadro romano e notturno, quattro trentenni, i loro sogni (artistici), il presente è frustrante. I musicisti fanno coppia e sbarcano il lunario nella cucina di un ristorante, il proprietario [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 26 settembre 2023
 

Regia di Alessandro Marzullo. Un film con Demetra Bellina, Giuseppe Cristiano, Renata Malinconico, Mario Russo (II), Lorenzo Lazzarini. Da giovedì 28 settembre al cinema. Guarda il trailer »

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mercoledì 19 luglio 2023
 

Il viaggio notturno nell'anima di quattro ragazzi alla soglia dei trent'anni che non vogliono rinunciare alle proprie passioni. Vai all'articolo »

MYMOVIESONE
venerdì 23 giugno 2023
Paola Casella

Il viaggio notturno nell'anima di quattro ragazzi alla soglia dei trent'anni. Disponibile su MYmovies fino al 26 giugno. Guarda il filmVai all'articolo »

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