| Anno | 2022 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Paesi Bassi, Ucraina |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Sergei Loznitsa |
| Tag | Da vedere 2022 |
| MYmonetro | 3,65 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 4 settembre 2022
Il processo del 1946 per atrocità dei nazisti sul popolo ucraino, rieditato.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il 17 e 18 gennaio del 1946, in Unione Sovietica, il Tribunale del distretto militare locale celebrò il processo di Kiev. Sul banco degli imputati stavano quindici ufficiali di vario rango dell'esercito tedesco, tra cui tre generali, accusati di "atrocità commesse dagli invasori fascisti nel territorio della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina". Il dibattimento di quello che è noto anche come "la Norimberga di Kiev" (il processo contro i criminali di guerra tenutosi nella città bavarese e iniziato a novembre del 1945), il "caso n. 1679" fu filmato, raggiungendo una durata di circa tre ore. Col suo ultimo film, Babi Yar, Context, Loznitsa si era occupato del massacro di Babi Yar, in Ucraina, avvenuto il 29 e 30 settembre 1941, quando per mano di reparti speciali tedeschi, assistiti dalla polizia del Sud e da ausiliari ucraini, morirono 33.771 ebrei. Durante la ricerca per quel film, il regista di Maidan e Austerlitz ha fortuitamente trovato, conservata in pellicola negli archivi statali russo e ucraino, l'istruttoria del processo di Kiev sui crimini di guerra, quindi anche di Babi Yar.
Ne ha restaurato immagine e suono, ridando forma, insieme a Tomasz Wolski e Danielius Kokanauskis al montaggio, a un documento al tempo stesso solenne e incandescente, paragonabile per importanza storica alle registrazioni del processo al nazista Eichmann (iniziato a Gerusalemme nel 1961 e trasmesso in via straordinaria in tv).
Nel dibattimento di The Kiev Trial si alternano, oltre alle dichiarazioni degli ufficiali, tradotte in simultanea dal tedesco al russo e seguite con movimento orizzontale, oscillante, dalla cinepresa, numerose testimonianze di diversi atti di crudeltà cieca verso i civili, anche donne e bambini, rastrellamenti e stermini di ebrei, in numeri vertiginosi, insostenibili. Raccolto da macchine da presa fisse, situate in pochi punti strategici (corte, imputati, pubblico), il metraggio ritrovato da Loznitsa comprende anche alcune riprese in esterni della città dilaniata dalla guerra e ricoperta di neve, prodromiche all'udienza; e in campo lunghissimo, solo per pochi secondi più ravvicinato, le riprese dell'impiccagione dei quindici, avvenuta nell'allora piazza Kalinin, ribattezzata dopo il 1991 piazza dell'Indipendenza. Uno spettacolo macabro a cui assistette una folla di migliaia di persone. Col consueto metodo già applicato ai suoi film di montaggio di materiali originali preesistenti - The Trial (2018, processo intentato dallo stalinismo sulla base di false accuse) e il successivo State Funeral (analisi, in morte, del culto di Iosif Stalin) - Loznitsa non sovrappone voce narrante alle immagini, né alcun tipo di colonna sonora aggiunta. In The Kiev Trial trovano posto solo alcune didascalie, funzionali a indicare il nome di chi sta parlando e il contesto dei fatti a cui si riferisce.
L'interpretazione dell'immagine, del tono delle voci, dei silenzi, del linguaggio dei corpi e soprattutto del lessico di vinti e vincitori e del potere che giudica, spetta a - è una responsabilità di - chi guarda. Sono gli unici strumenti critici, di comprensione della Storia e di difesa al ripetersi altrimenti inesorabile della sua violenza. The Kiev Trial conferma la volontà di un autore rigoroso di offrire allo spettatore la formidabile occasione di stare nella Storia, partecipare, osservarla da vicino nel suo svolgersi e rielaborarla senza preconcetti né effetti speciali. Va da sé che l'operazione con la quale il regista rimette in circolazione questo documento corposo e quasi inedito (solo una piccola parte era stata proiettata, in un cinegiornale contemporaneo) e ritrovato paradossalmente prima dello scoppio della guerra in Ucraina, assume una rilevanza ancora maggiore nel momento storico in cui il Paese resiste a una nuova, barbara invasione.
Sergei Loznitsa ci ha abituato ai suoi film di repertorio nel quale ripercorre, usando le immagini dell'epoca, fatti ed episodi relativi alla storia del XX secolo. Anche questa volta come si evince dal titolo The Kiev Trial (Fuori Concorso), a venire portato sullo schermo, è un processo, uno dei processi di Kiev. Processi pubblici che si sono tenuti nel 1946 nella capitale ucraina contro i crimini [...] Vai alla recensione »