| Titolo originale | Prey |
| Anno | 2022 |
| Genere | Azione, Drammatico, Horror |
| Produzione | USA |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Dan Trachtenberg |
| Attori | Amber Midthunder, Dane DiLiegro, Dakota Beavers, Harlan Blayne Kytwayhat Geronimo Vela, Mike Paterson, Julian Black Antelope, Stefany Mathias, Samuel Marty. |
| Tag | Da vedere 2022 |
| MYmonetro | 3,53 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 agosto 2022
Ambientato in una riserva di nativi americani tre secoli prima gli eventi del film Predator (1987), Prey è la storia non raccontata di una giovane donna che vuole disperatamente proteggere la sua gente da un pericolo imminente. Il film ha ottenuto 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Producers Guild, 2 candidature a Critics Choice Super,
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CONSIGLIATO SÌ
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Nei territori Comanche del 1719, la giovane Naru cerca di dimostrarsi una cacciatrice al pari dei giovani maschi della comunità, guidati da suo fratello Taabe. Ha la sua occasione quando, seguendoli di soppiatto, si unisce a una spedizione di caccia al leone. Strada facendo incontra le tracce di un altro più pericoloso predatore, ma non riesce a convincere nessuno che non si tratti di un semplice orso. Giunto da un altro mondo, questo predatore invece è fin troppo reale, determinato a cercare sfide di caccia degne di sé e protetto da una tecnologia stealth che lo rende pressoché invisibile. La sua superiorità tecnologica sembra insuperabile non solo per i comanche, ma pure per un gruppo di spregevoli trapper francofoni...
Prequel di Predator dall'ambientazione improbabile, Prey realizza un piccolo grande miracolo e riporta il franchise alla brutalità delle origini, in un racconto teso e asciutto.
Lo firma Dan Trachtenberg, già autore del migliore tra i capitoli dell'antologia sci-fi di J.J. Abrams: 10 Cloverfield Lane. Trachtenberg, al secondo lungometraggio, non tradisce la propria passione per i B-Movie dalle idee forti e contenute, né quella per la violenza - praticata per esempio nel pilot della serie The Boys. Il suo Prey ha interamente luogo nella foresta, ricca di scenari suggestivi tra grandi alberi che si stagliano contro il cielo notturno o immersi nella foschia mattutina.
La storia è concentrata in poche giornate, più o meno una per atto, creando un forte senso del tempo anche per l'adesione pressoché totale al punto di vista della protagonista. La caccia al leone per esempio si interrompe bruscamente quando lei perde conoscenza, lasciando che lo spettatore scopra insieme a Naru cosa è poi successo. Allo stesso modo, mentre la giovane se la vede con un orso, la suspense non viene dilatata mostrandoci cosa succede altrove e resta invece sugli eventi viscerali a cui Naru partecipa o ai quali assiste. L'apice di questa strategia è un piano sequenza, che arriva nell'ultima parte del film e vede la protagonista battersi con diversi trapper - per altro assai meno sportivi dell'alieno nel praticare la caccia.
Il Predator, come nel film originale, si svela pezzo a pezzo nel corso di Prey, ed è quindi una presenza spesso invisibile ma proprio per questo ancora più spaventosa. Inoltre Trachtenberg trova modo di "metterlo in scena" attraverso l'ambiente, per esempio bagnandolo in un ruscello o sporcandolo di sangue. In una delle migliori sequenze i comanche fuggono da lui tra l'erba alta e l'alieno si manifesta dall'alto come una scia che si forma veloce nell'erba, inseguendo i nativi.
Anche il pubblico più appassionato alla saga di Predator avrà le sue sorprese da questo progressivo disvelamento, visto che si tratta di un precursore dell'alieno quello giunto sulla Terra due secoli e mezzo prima e affrontato da Schwarzenegger, dunque dotato di armi e armature a volte diverse. Prey dà così un senso alla propria ambientazione in secoli passati, rigenerando un poco di mistero intorno al celebre antagonista.
Avere una protagonista giovane, inesperta e armata di frecce e accetta con lama di pietra, rende la situazione ancora più tesa di quando non fosse contro i militari, o gli agenti con armi moderne, che hanno popolato finora la saga. Naru dovrà usare tutto il proprio ingegno e il terreno circostante: i suoi vari incontri con il Predator fanno in modo che ogni volta apprenda qualcosa su di lui, da usare a proprio vantaggio. Anche per questo è importante l'adesione al suo punto di vista: Prey gioca a carte scoperte e dà allo spettatore le stesse informazioni di cui dispone la ragazza.
Naturalmente è un segno dei tempi che il film sia ambientato intorno a una comunità di nativi, la minoranza etnica americana per eccellenza, spesso bistrattata da Hollywood. La produzione di Prey non ha avuto il coraggio di far recitare il film in lingua comanche, ma ha comunque impiegato il cast perché ne realizzasse un doppiaggio interamente in comanche, che grazie alla diffusione in streaming è da subito a disposizione dello spettatore. Hanno partecipato alla realizzazione consulenti e produttori di etnia nativa, per garantire una buona autenticità che si estende fino ai titoli di coda. Questi cartelli animati presentano disegni, realizzati da artisti nativi, e ispirati all'arte del periodo rappresentato nel film, simile alle pitture rupestri e precedente a quelle su carta o tessuto dell'era delle riserve indiane.
Hollywood ha ancora moltissima strada da fare nel raccontare il mondo nativo americano e - per quanto bizzarro che accada con un franchise su un alieno - Prey costituisce un passo nella giusta direzione.
Prey va all’essenziale: è la lotta per la sopravvivenza di una ragazza comanche del ‘700 contro un alieno. La caccia diventa una metafora che offre molti spunti di lettura. Predator non è cambiato, ma il punto di vista è completamente ribaltato: qui si dà grande attenzione all’ambiente, usato in modo strategico e visto come un alleato più che come [...] Vai alla recensione »
La parola prequel mi fa venire l'orticaria. Spesso ormai non significa molto di più di un cinico modo per spremere un altro po' di succo da una serie già esaurita, o un reboot che aggiunge un velo di ironia a un originale molto amato dal pubblico. Prey è diverso, Diretto da Dan Trachtenberg (10 Cloverfield lane), rimane fedele all'essenza del primo Predator (1987) ma è anche un film soddisfacente preso [...] Vai alla recensione »