| Anno | 2022 |
| Genere | Avventura |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Ludovico Di Martino |
| Attori | Fabrizio Gifuni, Vanessa Scalera, Matteo Schiavone, Fabio Bizzarro, Gianmarco Saurino Federico Tocci, Francesca Alice Antonini, Andreagaia Wlderk, Gianmarco Vettori. |
| MYmonetro | 3,00 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 20 maggio 2024
Un film d'avventura che vede come protagonisti un gruppo di ragazzi che, grazie a una macchina del tempo, viaggeranno fino al 1939, nella Roma fascista di Benito Mussolini.
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CONSIGLIATO SÌ
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Max, Flebo e Greta sono tre amici intenti a cercare il fratello di uno di loro, misteriosamente scomparso insieme al suo capo. Una sera scoprono un macchinario, riescono a innescarlo e vengono trasportarti indietro nel tempo, ritrovandosi a Roma in piena epoca fascista.
Come raccontare la lotta contro il fascismo alle nuove generazioni?
Ludovico Di Martino, regista di La belva, ci prova utilizzandone il linguaggio. Lo fa già attraverso il flashback che apre il film, in cui si assiste a una lotta 2.0 di giovani partigiani contro fascisti. Vale la pena dirlo subito, le scene d'azione sono le più riuscite del film, che utilizza il linguaggio visivo dei videogiochi (ammiccando agli stessi con battute su Fortnite e Assassin's Creed) e l'uso smodato della musica per aprire varchi di comunicabilità e consenso con i giovani, a cui I viaggiatori è chiaramente indirizzato. Il ritorno ai giorni nostri racconta un gruppo di ragazzi che fa bravate al luna park (rubano una PlayStation). Beo, il fratello di Max, è un ricercatore al CNR guidato da una dottoressa dallo sguardo torvo (interpretata da Vanessa Scalera) intenta a lanciare un progetto ancora in sperimentazione, perché "tagliano i fondi". I due spariranno e saranno dati per morti, e Max non dovrà solo convivere con il dolore e la rabbia, ma anche con la scoperta di una macchina del tempo. Non esiterà a usarla con i suoi amici per salvare il mondo dalla minaccia di un'arma che potrebbe cambiare radicalmente il corso della storia. Realizzare un film sui viaggi nel tempo è qualcosa di ancora poco praticato in Italia, ma l'originalità dell'operazione non coincide purtroppo con altrettanta originalità tra scrittura e messa in scena. Le caratterizzazioni dei personaggi sono abbozzate, superficiali e finiscono per trasformarli in caricature bidimensionali (specie la dottoressa villain). I dialoghi rischiano spesso il didascalico (con battute pleonastiche come "Veniamo dal futuro"), i colpi di scena inciampano sulla prevedibilità e la ricostruzione storica del passato, anche a livello di costumi e linguaggio, risulta artefatta e ben poco credibile. Torna lo strapotere dei cellulari capaci di influenzare il corso della storia come in Freaks Out di Gabriele Mainetti, mentre sul podio del personaggio più interessante sale di diritto Fabrizio Gifuni, irriconoscibile nei panni di un fascista che compie gesti feroci e assurdi, come uccidere un anziano con una katana giapponese. In buona sostanza il merito del film di Ludovico Martino sta tutto nell'intento di raccontare alle nuove generazioni, attraverso il loro linguaggio, l'importanza di lottare contro ogni fascismo e fare fronte comune per difendere un valore inalienabile come la libertà, oggi come ieri.
I VIAGGIATORI di LUDOVICO DI MARTINO Un inizio coinvolgente, suscita da subito la curiosità dello spettatore, ansiosi di provare ad intuire il seguito del film, si cerca di prevedere quali saranno i temi portanti, ci si ritrova, ben presto, costretti ad abbandonare l’ ansia di volerlo catalogare come film di fantascienza, di guerra, di avventura [...] Vai alla recensione »
Beo Fulci, un giovane ricercatore di fisica quantistica, scompare con la sua capa in circostanze misteriose. A soffrire della sua assenza è soprattutto suo fratello più piccolo, Max, un ragazzino dall'intelligenza vivace, che trova conforto in due amici, Flebo, ansioso appassionato di videogiochi e di tecnologia, e Greta, una ragazza coraggiosa e generosa.