| Anno | 2021 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | USA |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Cody Stokes |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 28 gennaio 2026
Documentario sulla sorprendente vittoria di Squaw Valley per le Olimpiadi Invernali 1960 e sull'impatto di Walt Disney nel rivoluzionare i Giochi.
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CONSIGLIATO SÌ
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Squaw Valley in California era uno degli ultimi luoghi al mondo in cui si potesse pensare di organizzare un'Olimpiade invernale. La location era piacevole ma la carenza di attrezzature sciistiche era pressoché totale così come quella del possibile indotto. Il documentario racconta come si arrivò alla candidatura, al suo successo e quanto Walt Disney sia stato determinante per l'immagine da offrirne al mondo.
Walt Disney e le Olimpiadi. Un binomio forse poco, se non del tutto, noto che qui viene raccontato con dovizia di dettagli.
"C'era una volta". Così potrebbe cominciare questo documentario da cui lo spettatore non deve aspettarsi l'illustrazione di imprese sportive di rilievo se non nell'ultimissima parte. Ciò che qui viene narrato è come una località che sulla carta non aveva alcuna chance, nemmeno ipotetica, di poter ospitare le Olimpiadi invernali ci sia invece riuscita e abbia, in una considerevole misura, contribuito a mutare l'immagine dei Giochi. Se si toglie l'inevitabile tara del ricordo che abbellisce il passato e quel tanto di enfasi individualistica tipica di alcune produzioni made in USA, si può apprezzare il ritratto di un'epoca che appare come lontanissima e di una somma di strategie quasi utopiche che si traducono in realizzazioni di successo. Il documentario ruota su tre personalità. Il primo è Wayne Poulsen che acquista dei terreni nella Squaw Valley intravedendo una possibilità di farne una stazione sciistica. A tal fine chiama in loco la seconda dramatis persona: Alex Cushing. Il quale ama lo sport pur non praticandolo al meglio e ha la possibilità di accedere a risorse finanziarie. L'idillio tra i due non dura a lungo ma è sufficiente per dare avvio al progetto.
Quello che però risulta più interessante agli occhi di uno spettatore europeo, che magari si interessi anche di strategie della comunicazione, è l'intervento di Walt Disney. Viene cioè mostrato come l'ideatore di Disneyland abbia trasferito le competenze acquisite in quella esperienza (diretta con pugno di ferro) in un ambito solo apparentemente differente. È cioè possibile seguire, quasi passo dopo passo, il percorso che Disney sviluppa puntando non tanto all'aspetto puramente agonistico quanto a ciò che lo circonda. A partire dalla cerimonia inaugurale che crea un modello, che viene ancora oggi in parte conservato, per passare all'immagine complessiva che intende dare dei Giochi in un'epoca di piena Guerra Fredda.