| Titolo originale | Sous le Ciel d'Alice |
| Titolo internazionale | Skies of Lebanon |
| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Chloé Mazlo |
| Attori | Alba Rohrwacher, Wajdi Mouawad, Isabelle Zighondi, Mariah Tannoury, Jade Breidi Odette Makhlouf, Hany Tamba, John Chelhot, Greta Zighondi. |
| Uscita | martedì 15 febbraio 2022 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,57 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 15 febbraio 2022
Un'intensa e originale opera prima, selezionata alla Semaine de la Critique di Cannes 2020, che intreccia fiction e stop motion. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Lumiere Awards, In Italia al Box Office I cieli di Alice ha incassato 14,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Negli anni cinquanta, alla giovane Alice sta stretta la vita con la famiglia tra le montagne della Svizzera. Decide così di sfidare il volere dei genitori per trasferirsi a Beirut, dove inizia a lavorare come ragazza alla pari e trova subito l'amore. A intrigarla è lo scienziato Joseph, che sogna di costruire un razzo per mandare il primo libanese sulla luna. In una Beirut che guarda al futuro con fiducia i due si costruiscono una vita e una famiglia, fino a che le cose cambiano con la guerra civile, che lascia ferite profonde sia su Alice che sui suoi parenti e amici.
L'ottimo esordio alla regia di Chloé Mazlo è il perfetto amalgama delle sue radici franco-marocchine e della sua esperienza nei corti d'animazione: influssi, tecniche e referenze storico-culturali che si inseguono lievi nel ritratto di un paese e dei suoi decenni più tormentati.
Volto principale di un film che in realtà mette in mostra un'attenzione corale per i tanti personaggi che lo attraversano è quello di Alba Rohrwacher, che si conferma l'attrice dal profilo più complesso e interessante del nostro cinema e che spesso negli ultimi anni ha trovato ruoli più consoni al suo talento in giro per l'Europa. Qui recita, in francese, la parte di una donna che dell'Europa si fa emissario e nel Libano outsider, mettendo al servizio di Mazlo quella sua innata alterità espressiva e quel coraggio che fa sembrare l'impresa eccezionale di Alice più facile di quanto sia in realtà.
Mescolando gli inserti in stop motion, l'animazione e i fondali illustrati, la regista crea un film stravagante ma dallo sguardo diretto e tenero, che non si ripromette di usare le tecniche visive per rivelare, ma semplicemente per illuminare le cose della vita. E quindi le radici che legano a una famiglia lontana si sradicano dal pavimento, i bambini si acciuffano dalle cicogne in volo sopra al letto, e perfino la guerra è raccontata per immagini quasi infantili, come un angolo di strada conteso e la figura del cedro, simbolo del paese, intrappolato nel mezzo.
Ad armonizzare lo stile visivo e a legare gli strappi della storia ci pensano le tinte pastello della splendida fotografia di Hélène Louvart, che in passato ha curato anche le immagini di Lazzaro felice e che nell'ultimo anno ha lavorato per altre eccellenti registe, con La figlia oscura e Mai raramente a volte sempre. Prestigiosa e meritata compagnia per Mazlo, che nonostante sia al primo film ha saputo condensare una visione artistica eterogenea in un'opera emozionante e ambiziosa.
"I cieli di Alice" di Chloé Mazlo racconta la storia di una ragazza svizzera di nome Alice, ben interpretata da Alba Rohrwacher. Fin da subito è chiaro il grande desiderio della giovane di partire alla scoperta del mondo: non stupisce, infatti, il suo entusiasmo nell'accettare un'offerta di lavoro dal Libano. Alice parte quindi per Beirut per emanciparsi dalla famiglia e "tagliare le sue radici", come [...] Vai alla recensione »