| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Messico, Francia, Colombia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Yulene Olaizola |
| Attori | Indira Andrewin, Gilberto Barraza, Mariano Tun Xool, Gabino Rodríguez . |
| Tag | Da vedere 2020 |
| MYmonetro | 2,94 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 agosto 2020
Una donna comincia a portare scompiglio nella giungla maya.
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CONSIGLIATO SÌ
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1920. Nella zona di confine tra il Belize e il Messico, Agnes, una giovane belizana, sfugge alle ricerche di un misterioso inglese finendo con l'incontrare un gruppo di estrattori della gomma dagli alberi. La sua presenza crea più di una tensione nel gruppo. Gli uomini non sanno di avere con sé Xtabay, una figura femminile leggendaria che finirà con il definirne le sorti.
Yulene Olaizola mette a frutto in questa sua ottava opera, la sua esperienza di documentarista per raccontare una storia di finzione in cui, dall'inizio alla fine, si sente il 'respiro' della foresta.
In tempi di degrado ambientale a livello globale prima ancora della storia che vi si svolge risulta di fondamentale importanza leggere questo spazio incontaminato con lo sguardo di chi non solo lo conosce sul piano logistico ma ne sa descrivere l'anima profonda. La voce narrante, che periodicamente si inserisce a commentare la vicenda, riesce ad esprimere l'intensità di un vissuto ambientale che si manifesta attraverso tutte le tonalità del verde. In questo territorio già di per sé misterioso gli estrattori di gomma vivono sotto il dominio a distanza di padroni trasformati in semi divinità in grado di punire chiunque ed ovunque e sono costretti a vivere a volte anche per otto mesi in condizioni difficili. La selva diventa così a sua volta una divinità che si incarna nel femminile in grado di attrarre ma anche di perdere coloro che vi si avvicinano con intenti predatori. Si rivela interessante che a gestire i diversi livelli di narrazione (ambientale, di scontro tra gruppi rivali e di identificazione della Natura con la Donna) ci sia una regista che si dimostra abile nel dirigere in condizioni di ripresa sicuramente non agevoli.
Il cinema come “miscela folle”, questo è il pensiero della cineasta messicana Yulene Olaizola, giunta ad Orizzonti-Venezia 77 con il potente lungometraggio SELVA TRAGICA, una pozione alchemico-visiva che confonde Gaia con il femmineo pervasivo e perturbante di antica tradizione Maya. Alla base, l’ispirazione ai versi di Antonio Mediz Bolio, “La Terra del fagiano e [...] Vai alla recensione »
Visto in "Orizzonti", "Selva trágica" della messicana Yulene Olaizola, che si svolge al confine tra Messico e Belize, dove nella fitta giungla un gruppo di uomini intenti all'estrazione della gomma, trova una misteriosa donna, scampata alla caccia degli inglesi. Un film che si muove tra corpi e fantasmi, lampi di erotismo e morti cruenti, lasciando intatto i segreti di un luogo inaccessibile e pericoloso. [...] Vai alla recensione »