| Titolo originale | Ma Rainey's Black Bottom |
| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | George C. Wolfe |
| Attori | Chadwick Boseman, Viola Davis, Colman Domingo, Taylour Paige, Jonny Coyne Glynn Turman, Michael Potts, Joshua Harto, Jeremy Shamos, Dusan Brown, Quinn VanAntwerp, Chloe Davis, Mayte Natalio, Johanna Elmina Moise, Onyxx Noel, LaWanda Hopkins, Sierra Stewart, Malaiyka Reid, Catherine Foster. |
| MYmonetro | 2,76 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 marzo 2021
Quando Ma Rainey, la "Regina dei Blues", fa un disco in uno studio a Chicago, nel 1927, le tensioni si moltiplicano tra lei, il suo agente bianco, produttore e compagni di band. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 3 candidature e vinto 2 BAFTA, 5 candidature a Satellite Awards, 8 candidature e vinto 3 Critics Choice Award, 3 candidature e vinto 2 SAG Awards, 4 candidature a Spirit Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, ha vinto un premio ai CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 3 candidature a NSFC Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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Chicago, 1927. Ma Rainey scuote i nightclub con il suo blues sensuale e sfrontato. Pur di riuscire a incidere i suoi brani su vinile i discografici bianchi sono disposti a sopportare le bizze della cantante. Ma all'ambizioso trombettista Levee il ruolo del gregario sta sempre più stretto.
Parte di un progetto di trasposizione dell'opera di August Wilson - il cosiddetto Ciclo di Pittsburgh - prodotto da Netflix, Ma Rainey's Black Bottom è diventato ben più di questo.
A segnare profondamente l'uscita del film è infatti la natura postuma dell'interpretazione di Chadwick Boseman, divo in ascesa già divenuto popolarissimo nei panni del supereroe Black Panther. Il suo Levee Green rappresenta l'autentico protagonista del film di George C. Wolfe, una testa calda la cui arroganza nasconde traumi insanabili legati all'infanzia, trascorsa nel Sud del Ku Klux Klan. È lui eroe e insieme anti-eroe, esuberante e autodistruttivo; l'uomo rifiutato dalla Storia, incarnata da Ma Rainey, ma non dalla storia, in cui sono gli ultimi a rubare il proscenio.
L'arco narrativo di Levee e le sue drammatiche svolte avvengono in due stanze, in cui si attende lungamente l'arrivo di Ma Rainey. Nella sala prove si contrappone a lui l'ossequioso Cutler, nello studio di registrazione Ma, la Madre del blues, che non prevede coabitazioni né inquilini nel suo regno.
Un set claustrofobico che fatica a contenere le personalità debordanti che lo popolano e che finiscono inevitabilmente per confliggere tra loro. In fondo non è che l'ennesima guerra tra poveri, o tra "avanzi dello stufato", parafrasando la metafora sui neri d'America del malinconico pianista Toledo. Tanto nel Sud della violenza razzista che nel Nord dell'astuto sfruttamento, l'afroamericano è una mucca da mungere o un pollo da spennare. Delle lotte intestine che avvengono nel suo mondo allo yankee del Capitale dal volto "umano" interessa ben poco.
Il film asseconda la natura nervosa di Levee: i bruschi strappi della regia uniscono segmenti distinti in maniera a volte artificiosa, sottomettendosi a una struttura che sa più di adattamento televisivo che cinematografico. Ma è la natura di molte produzioni Netflix a presentare questa ambiguità, specie quando l'intento è quello di riprodurre la storia attraverso un filtro deformante, ai limiti del caricaturale. Il grande cinema rimane altrove, ma le prove degli attori - Davis e Boseman, ma non solo - restano, destinate all'immortalità come la musica di Ma Rainey.
Ma Rainey’s Black Bottom è un film denso di tematiche (il razzismo americano, la natura del potere, il talento, il significato del blues) e nello sviluppo della trama, tutte queste tematiche riescono a costruire una tensione crescente che raggiunge l’apice nel colpo di scena finale. La nota più eccellente di Ma Rainey’s Black Bottom sono le interpretazioni, e [...] Vai alla recensione »
Tratto dal secondo capitolo del Ciclo di Pittsburg (1984), del drammaturgo afroamericano Auguste Wilson, Ma Rainey's Black Bottom, (sceneggiato da Ruben Santiago-Hudson, prodotto - tra gli altri - da Denzel Washington) è un adattamento fedele, ma tematicamente complesso, difficile da penetrare nella sua narrazione drammaturgica. Il regista George C.