| Anno | 2020 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 111 minuti |
| Regia di | Vaughn Stein |
| Attori | Lily Collins, Connie Nielsen, Simon Pegg, Chace Crawford, Marque Richardson Michael Beach, Chris Gann, Joe Herrera, Christina DeRosa, Harrison Stone. |
| MYmonetro | 2,67 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 9 novembre 2020
Un'eredità rischia di sconvolgere e distruggere la vita di due donne.
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CONSIGLIATO NÌ
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Archer Monroe, un uomo ricco e potente, muore improvvisamente lasciando al figlio William, impegnato per la rielezione al Congresso 20 milioni dollari. Alla figlia Lauren, procuratore distrettuale impegnata in cause in difesa dei più deboli, un solo milione con una sorpresa in aggiunta. Si tratta di un'eredità molto particolare: un uomo incatenato da trent'anni in un bunker sotterraneo nel parco che circonda la villa di proprietà.
Le premesse per un buon thriller ci sono tutte in questo film sin da quando, dinanzi agli occhi della giovane Lauren compare una sorta di conte di Montecristo che dichiara di essere stato sequestrato dal padre di lei fornendo prove progressive della veridicità di quanto afferma.
Simon Pegg, progressivamente trasmigrato dalla commedia alle storie cariche di tensione passando anche per Star Trek Beyond, ha buon gioco nel calarsi dei panni della vittima della quale non sai mai se puoi fidarti fino in fondo. Il problema però è che la sceneggiatura vuole intersecare troppi livelli (finanziario, politico, giudiziario) finendo con l'indebolirsi proprio su quello che dovrebbe sostenere la coprotagonista Lily Collins. Perché ci viene presentata come un procuratore più che decisa e agguerrita, dotata di un carattere fermo e poi queste caratteristiche vengono vanificate in tempi decisamente troppo brevi per trovare una giustificazione.
Cede cioè rapidamente alla seduzione da parte della vittima offertagli dal padre in 'eredità' avendo come unica giustificazione reiterata la scoperta del marcio che covava sotto il successo familiare. Che poi tutto questo finisca per alimentare i colpi di scena finali fa pensare ad un'occasione in parte sprecata. Gli attori validi c'erano (ivi compresa Connie Nielsen nel ruolo della madre di Lauren). Potevano essere serviti un po' meglio. Quando ci si colloca nella scia de Il silenzio degli innocenti è bene calcolare le proprie forze e farlo al secondo lungometraggio è pretendere un po' troppo.
"INheritance"/Vaugn Stein, da un romanzo, screenplay di Matthew Kennedy, 2020)vede la morte improssiva di un magnate, dove la figlia-.avvocato a sua volta madre, deve trovare il"bandolo della matassa"in una complicata sotria di un bunker dove è preigioniero un uomo che da 30 anni sarebbe stato "collocato là"dal padre per aver voluto rivelare alla polizia [...] Vai alla recensione »
A Lauren muore il padre, che lascia molto al fratello e alla moglie e a lei una miseria. In realtà per la figlia c' è molto di più: un segreto «rinchiuso» per trent' anni. In un bunker nascosto, infatti, è incatenato un uomo, opera di papà. Chi è? Perché è lì? È il gioco del gatto col topo che, se sfruttato bene, potrebbe far svoltare il film. Qui, invece, dopo i primi trenta minuti i due iniziano [...] Vai alla recensione »