| Titolo internazionale | Village of the Vampire |
| Anno | 2020 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 159 minuti |
| Regia di | Roberto D'Antona |
| Attori | Roberto D'Antona, Annamaria Lorusso, Francesco Emulo, Alex D'Antona, Natalia Moro Erica Verzotti, Nicole Blatto, Susanna Tregnaghi, Mirko Giacchetti, Mirko D'Antona, Fabrizio Narciso, Carola Tallarico, Rossana Bena, Giulia Mesisca, Carmelo Bacchetta, Paola Laneve, Alessandro Carnevale Pellino, Daniele Marcheggiani, Sheena Hao, Luca Gatta, Danilo Uncino, Alice Bonzani, Massimo Cominato, Stefano Tiraboschi, Margherita Lisciandrano, Simona Quaglia, Marco Ramella, Luna Romanotti, Fabio Chimenti, Erika Belli, Nataliya Kozhenova, Alessandra Botton. |
| Uscita | giovedì 20 agosto 2020 |
| Distribuzione | L/D Production Company |
| MYmonetro | 2,98 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 agosto 2020
Un thriller dai contorni sovrannaturali che tratta il tema dei vampiri.
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CONSIGLIATO SÌ
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La giornalista Rebecca è preoccupata per la scomparsa della sorella minore Elena che, cercando di emulare le sue gesta, stava svolgendo ricerche per un servizio sulla misteriosa scomparsa di alcune persone. Tre mesi dopo la sparizione di Elena, Rebecca è contattata da uno sconosciuto di nome Giordano che si rivela essere il cognato della partner di Elena, anch’essa scomparsa nella medesima occasione. Giordano indirizza Rebecca verso un paesino montano, Timere, stranamente cancellato dalle mappe. Rebecca vi si precipita ed è accolta in modo ambiguo e minaccioso dal commissario locale. Trovato alloggio nell’unica locanda del paese, Rebecca vi fa conoscenza con una coppia di turisti capitati lì per caso. Ma soprattutto Rebecca conosce il misterioso e affascinante benefattore locale, Caleb, che si mostra molto gentile e ospitale. Come Rebecca e gli altri presto scopriranno, però, Caleb ha un terribile segreto.
Roberto D’Antona, giovane e apprezzato regista della scena horror italiana, alterna film horror cupi e seri ad altri dove la vena ironica e spericolata la fa da padrona. Questo Caleb appartiene al primo tipo e parte subito in modo convincente sfruttando appieno l’ambientazione notturna in un paesino deserto per mostrare due ragazze alle prese con un pericolo ignoto.
Il seguito del film mantiene solo in parte le promesse del suggestivo inizio. Qualche buona atmosfera genuinamente macabra non manca – per esempio quando gli abitanti del paese, silenti, osservano la nuova venuta e le fanno respirare un’aria ostile e minacciosa – e nell’insieme il film suscita un certo interesse negli avvenimenti che racconta, grazie anche all’uso sapiente di una fascinosa ambientazione montana, ma il ritmo è davvero troppo lento e la durata del film eccessiva in rapporto alla sostanza narrativa.
Non mancano nemmeno alcuni luoghi comuni dell’horror (la doccia che butta sangue o frasi come “Ci sono cose nell’universo che non si possono spiegare”) in un contesto nel quale D’Antona affronta in modo serio e diretto il mito del vampiro inserendolo, in modo da trarne spunti interessanti e inquietanti, nel classico ambiente - vagamente lovecraftiano - del villaggio maledetto i cui abitanti sono collusi e compenetrati con il Male.
La lunga digressione in flashback che dà retroterra storico-psicologico alla figura del vampiro fornendo in qualche misura le ragioni del suo comportamento è eccessivamente dilatata e poco significativa nel suo turgido melodramma e rallenta ulteriormente un ritmo già, come detto, lento.
Nell’ultima parte, dedicata alla caccia ai vampiri, il film si rianima e prende quota l’azione con l’accentuazione della vena ribalda già mostrata da D’Antona in atre prove, ma qui mitigata in un confronto finale talvolta logorroico e non privo di qualche banalità nei dialoghi.
Nell’insieme, quindi, un film che si fa a tratti apprezzare e si presenta bene nel comparto visuale, ma non può dirsi del tutto riuscito. La recitazione è nel complesso accettabile, con il bravo Francesco Emulo, fedele partner di D’Antona nelle sue imprese cinematografiche, che come sempre rappresenta con efficacia il lato ironico, ma non ha qui molto materiale per farlo brillare. In ruoli minori spiccano Sheena Hao e Susanna Tregnaghi. Notevole l’apporto delle musiche di Aurora Rochez.
E' come uscire con una persona che ti attrae e che si dimostra interessata ma appena arrivati al ristorante sparecchia scorreggiando, ordina la maionese da mettere sulla fiorentina e chiede la fanta da aggiungere al vino locale. Quando poi tornate a casa mette solo musica latina in macchina, urla dietro ogni straniero che vede con epiteti razzisti e se ti fa salire in casa la camera da letto puzza [...] Vai alla recensione »
In una terra di nessuno tra il cosplaying e l'amatorialità (non) vive Caleb, vampiro malinconico ma efferato che infesta il borgo di Timére, servito da improbabili accoliti, tra un sosia di Riff Raff del Rocky Horror e un poliziotto con cappello da sceriffo canadese. Gli si oppongono la giornalista Rebecca, alla ricerca della sorella scomparsa, e un gruppo di ammazzavampiri da dopolavoro ferroviario. [...] Vai alla recensione »