| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Scott Z. Burns |
| Attori | Adam Driver, Annette Bening, Jon Hamm, Sarah Goldberg, Michael C. Hall Douglas Hodge, Fajer Al-Kaisi, Ted Levine, Jennifer Morrison, Tim Blake Nelson, Linda Powell, Matthew Rhys, T. Ryder Smith, Corey Stoll, Maura Tierney, Evander Duck Jr., Sandra Landers, John Rothman, Victor Slezak, Guy Boyd, Alexander Chaplin, Joanne Tucker, Ian Blackman, Dominic Fumusa, Joseph Siravo, Lucas Dixon, Zuhdi Boueri, T. Ryder Smith, Carlos Gómez, Sean Dugan, Pun Bandhu, Ben McKenzie, Jake Silbermann, Ratnesh Dubey, Scott Shepherd (II), Julia K. Murney, Daniel London, Hope Blackstock, Kate Beahan, April Rogalski, James Hindman, Austin Michael Young, West Duchovny, Noah Bean, Dick Cheney, John Kerry, Rachel Maddow, John McCain, Barack Obama, Donald Rumsfeld. |
| Uscita | lunedì 18 novembre 2019 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | QMI |
| MYmonetro | 3,11 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 22 aprile 2020
Un uomo indaga sui metodi che la CIA ha adottato dopo l'11 settembre. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes,
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CONSIGLIATO SÌ
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Daniel Jones stila un rapporto per conto della senatrice Feinstein, per andare fino in fondo sulla detenzione dei terroristi di Al Qaeda e i sospetti di abusi praticati durante gli interrogatori. Quando i contenuti del rapporto cominciano a filtrare, il governo cerca di fermare Jones e la CIA di bloccare ogni sua mossa, fino a tentare di incastrarlo come hacker.
Probabilmente non esisterebbe un The Report senza il successo de Il caso Spotlight, che ha riportato in auge il genere del film "di denuncia", caro alla New Hollywood di Alan J. Pakula e Sydney Pollack. Ma rispetto al film di McCarthy, premiato con un sorprendente oscar, Scott Z. Burns mantiene un profilo più basso.
Dalla sua The Report vanta alcuni indiscutibili pregi: in primis quello di essere spigoloso come il proprio protagonista e mai incline al compromesso, disposto a tutto pur di arrivare al termine del proprio compito. Al pari di Daniel Jones, anche Burns pratica lo stesso tipo di ascesi: l'uno sacrifica la propria privata, l'altro tutto ciò che è drammaturgia e corollario del linguaggio cinematografico, sottomesso senza indugio all'importanza del messaggio.
The Report non fa mistero di questo rapporto di forze, accettando che i due psicologi che introducono la tortura, sotto forma di enhanced interrogation, siano macchiette prive di credibilità; oppure contorcendosi su se stesso sul piano narrativo, con una trama che ripete ossessivamente il medesimo pattern. Daniel si reca dalla senatrice Feinstein, si lascia andare a un'appassionata difesa del proprio rapporto, passa il limite e viene redarguito. Avviene una, due, tre volte, senza soluzione di continuità, in un loop che sposta automaticamente la priorità dal film all'inchiesta, dal pathos alla ratio.
Ma questa negazione emozionale costituisce anche la cifra più coraggiosa del film di Burns, specie in tempi come questi, dominati dalla ricerca di commozione e di empatia con ogni mezzo. A guidare Burns, così come il suo protagonista, sono solo fatti e informazione: sei milioni di pagine che il folle Jones ha consultato per giungere alle conclusioni che tutti hanno preferito occultare sui fatti di Abu Ghraib e Guantanamo.
Di Daniel sappiamo solo che è single, che ha messo il lavoro davanti a ogni cosa. Fidanzata inclusa. La sua postura, rigida e fiera, a perenne difesa della verità, è il perno attorno a cui ruota un film mononota, nato per un unico scopo. Andare contro e pestare i piedi, perché solo così si possono divulgare verità scomode. The Report non fa sconti a nessuno: CIA, repubblicani e democratici, uomini dell'amministrazione Obama, giornalisti. Ognuno ha la sua parte di colpa. Daniel Jones è un tipo assai peculiare di idealista, un amante della verità, cosa che forse è ancor più sgradita e controcorrente di un idealista in un sistema sorretto dal compromesso come quello corrente.
Adam Driver e Annette Bening reggono sulle spalle il film, con due prove maiuscole, che spiccano nell'inadeguatezza generale del cast. La regia di Burns non brilla, ma la sceneggiatura riserva diverse stoccate inattese, che coinvolgono anche Zero Dark Thirty e 24, rei di aver alimentato l'idea che la tortura sia terribile ma funzioni. L'assunto di base di The Report è l'esatto opposto: al di là di ogni giudizio morale, la tortura è soprattutto inutile, un esercizio di mero sadismo che non avvicina minimamente allo scopo.
Un film prodotto da Amazon e diretto da Scott Z. Burns, già sceneggiatore di Steven Soderbergh, qui in veste di produttore. All’indomani dell’11 settembre le pratiche per la lotta al terrorismo divennero disumane torture, ma la cosa peggiore (e decisiva) è che furono del tutto inutili e segrete. La CIA, responsabile di non aver preso sul serio rivelazioni sul terribile attentato [...] Vai alla recensione »
Improvvisamente attualizzato dalla sfilata di impiegati del dipartimento di stato che - testimoniando al Congresso- si sono ribellati ai maneggi trumpiani sul' Ucraina, Steven Soderbergh, e acquistato da Amazon subito dopo la prima a Sundance 2019, The Report, di Scott Burns (in sala dal 18 al 20 ottobre e dal 29 novembre su Amazon), è un salto nel tempo, un film «alla» Sidney Pollack o Alan Pakula [...] Vai alla recensione »