System Crasher

Film 2019 | Drammatico 100 min.

Titolo originaleSystemsprenger
Titolo internazionaleSystem Crasher
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneGermania
Durata100 minuti
Regia diNora Fingscheidt
AttoriHelena Zengel, Albrecht Schuch, Gabriela Maria Schmeide, Lisa Hagmeister, Melanie Straub Victoria Trauttmansdorff, Maryam Zaree, Tedros Teclebrhan, Matthias Brenner, Louis von Klipstein.
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Nora Fingscheidt. Un film con Helena Zengel, Albrecht Schuch, Gabriela Maria Schmeide, Lisa Hagmeister, Melanie Straub. Cast completo Titolo originale: Systemsprenger. Titolo internazionale: System Crasher. Genere Drammatico - Germania, 2019, durata 100 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Una bambina abbandonata dalla madre cerca una nuova famiglia ma il suo carattere esagitato non piace a nessuno. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai European Film Awards,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Scheda Home
Critica
Cinema
Trailer
L'anti-favola della piccola Benni, tra carenze d'affetto ed eccessi d'ira. Straordinaria l'interpretazione della giovane Helena Zengel, vera regista del film.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 8 febbraio 2019
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 8 febbraio 2019

Benni ha nove anni e tutto quello che vuole è vivere con sua madre. Incapace di prendersi cura di lei e di fronteggiare le sue crisi d'ira, la madre si sottrae però di continuo a tale richiesta, rincarando la sofferenza della bambina con promesse che non riesce a mantenere. In Benni, espulsa ripetutamente da scuola e rimandata costantemente al mittente dalle varie famiglia affidatarie, convivono due energie uguali ed opposte: un'allegria che innamora e una violenza che spaventa. Troppo giovane per una struttura psichiatrica, Benni rimbalza così come una pallina tra vecchi e nuovi educatori, vecchi e nuove speranze, farmaci, fratelli e stanze d'ospedale.

Comincia con un elettrocardiogramma, il dramma di Nora Fingscheidt, come a dire che il problema è lì, in un naturale bisogno d'amore reso patologico dalla privazione e da una prima infanzia traumatica, che è diventata fantasma e non dà tregua.

E nel film, come nella piccola protagonista, convivono da subito due spinte opposte, che non troveranno soluzione: da un lato la fotografia realistica di una tragedia tra le più drammatiche e diffuse, resa vibrante dell'interpretazione a dir poco straordinaria di Helena Zengel nei panni fucsia di Benni, e dall'altro lato una voglia di leggerezza mal riposta, posticcia, un po' ammiccante, che si affaccia nei titoli di testa e si palesa nel finale.

Non che non ci fosse posto per la giusta leggerezza, quella di un racconto ad altezza di ragazzina, ma la dosava già benissimo la prima fotografia, regalando anche un quadro partecipato e onesto degli adulti che spendono le loro energie per la causa di Benni, rispettando la sua sofferenza anche quando molesta, sottolineando le piccole e le grandi soddisfazioni, maledendo al suo posto l'ingiustizia di una situazione senza uscita.

Fino al paradosso più doloroso, che nel film risponde al nome di Micha, ex ragazzo problematico che ce l'ha fatta e adesso si adopra per i più piccoli. È lui, in una delle occasioni in cui il film parla veramente per immagini, a tenerle lo sguardo addosso, come un gufo nel buio, per non lasciarla sola; ma l'inizio di un affetto è già campanello d'allarme per un necessario distacco: malgrado gli animali, il bagno caldo e il cacciatore buono, quella di Benni non è una favola ma un incubo senza soluzione di continuità.

Anche per questo, il finale del film, pur metaforico, appare in un certo senso una facile scorciatoia, una fuga verso un cliché dall'insostenibile leggerezza di essere Benni.

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winner
premio alfred bauer
Festival di Berlino
2019
winner
miglior compositore europeo
European Film Awards
2019
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