Magari

Film 2019 | Drammatico, +13 99 min.

Regia di Ginevra Elkann. Un film con Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Milo Roussel, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque. Cast completo Titolo internazionale: Magari (If Only). Genere Drammatico, - Italia, Francia, 2019, durata 99 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,02 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 11 maggio 2021

Un delicato racconto di formazione, a metà tra autobiografia e racconto universale. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Magari ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 12,4 mila euro e 25 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,02/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,88
PUBBLICO 2,69
CONSIGLIATO SÌ
Tra realismo e magia del quotidiano si afferma con forza una nuova voce del cinema italiano.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 7 agosto 2019
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 7 agosto 2019

La madre è francese ed è una fervida cristiana ortodossa, il padre - separato - è italiano ed è uno sceneggiatore di scarso successo, squattrinato e donnaiolo. I tre fratelli - Seb, Jean e Alma - vogliono bene a entrambi e vorrebbero che i genitori tornassero insieme, ma intanto, prima che la madre si trasferisca in Canada, trascorrono un po' di giorni con il padre e la compagna Benedetta in una casa al mare fuori Roma.

Sintonizzarsi o meno sulla lunghezza d'onda di Magari, debutto nel lungometraggio di Ginevra Elkann, è prima di tutto una questione di feeling, di comune sentire.

Non è dato sapere con precisione, e in fondo pochissimo importa, quanto ci sia di autobiografico nello sguardo che la regista posa su una famiglia divisa. Si tratta di seguire il ritmo del racconto, di adottare il punto di vista di una bambina; di accettare, in sostanza, la lettura che Magari propone, fermamente convinto che dentro ognuno di noi alberghi una parte di quell'esperienza, di quella mancanza affettiva maturata nei primi anni della nostra vita e destinata ad accompagnarci nel prosieguo della stessa, instillando paure inaspettate.

Elkann ci invita a lasciarci andare, a mescolare il ricordo e l'effettivamente esperito a quel che abbiamo puramente sognato, o magari modificato ad arte. Proprio alla maniera di Alma, la minore di tre fratelli, che immagina a occhi aperti coppie di sposi dai volti mutevoli - quelli di papà e mamma, ma non solo.

Elegiaco senza essere retorico, nostalgico senza mai rasentare lo stucchevole, Magari ha il duplice dono di dimostrare in ogni frame la sua italianità, senza che il retaggio di questa incida negativamente sullo stile della regista. La direzione degli attori sorprende per il grado di fiducia evidentemente instauratosi tra la regista e interpreti esperti, come Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher: il primo, in particolare, non è mai stato così spontaneo e istintivo, nel senso migliore del termine, di fronte alla macchina da presa. Inoltre la scena della partita di pallone sulla spiaggia o quella in cui la famiglia in auto si ritrova, per un attimo, a condividere la gioia di una canzone - "Se mi lasci non vale" di Julio Iglesias - rappresentano riprese così calligrafiche e rispettose di stilemi noti del cinema italiano - Salvatores la prima, Moretti la seconda - da esternare senza ambiguità la propria natura derivativa.

Senza un'ombra di malizia. Il cinema italiano ha bisogno di questo deficit di malizia, di inseguire la semplicità delle storie e la complessità degli affetti, lontano dal cinismo e dall'esibizionismo della nostra era "sociale". Forse è anche per questo, oltre che per il mero dato autobiografico, che Elkann si rifugia negli anni delle macchine da scrivere, mentre L'uomo da sei milioni di dollari e il primo Vacanze di Natale passano incessantemente in tv. Per arrendersi alla nostalgia di un'epoca in cui l'uomo non era obbligato a rendersi sempre reperibile e poteva staccare, evadere; in cui scrivere lettere dense di significati era la prassi; in cui un semplice Gameboy poteva racchiudere un mondo, e servirsi della fantasia per completare a piacere l'esperienza.

Seppur non privo di qualche tentennamento - pienamente comprensibile, trattandosi di un debutto - Magari rappresenta l'affermazione di una nuova voce del cinema italiano, che appartiene a una generazione pronta a fare tesoro dei recenti exploit internazionali di Alice Rohrwacher (a cui rimanda, per lo sguardo posato su una famiglia nomade che si riaggrega) per costruire, su queste fondamenta, un nuovo e più personale linguaggio, intriso di realismo e della magia che si nasconde nelle piccole cose quotidiane.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 11 giugno 2020
Ghisi Grütter

“Magari” è un film garbato che riproduce la realtà famigliare di una agiata famiglia borghese. Come poteva non esserlo dato che è diretto e scritto (con Chiara Barzini) da una Agnelli? Ginevra Elkann infatti è la figlia di Alain Elkann e Margherita Agnelli, a sua volta figlia dell’Avvocato e della principessa Marella.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 21 maggio 2020
Emiliano Morreale
La Repubblica

I bambini ci guardano spesso, nel cinema italiano, e Magari segue uno schema classico, con la voce narrante della protagonista e i segni dell' epoca (il film è ambientato a fine Anni 80). Tre bambini dell' alta borghesia vengono affidati per due settimane al padre (Scamarcio), regista fallito e viveur, che non vedono da un anno, dalla madre che si è convertita alla religione ortodossa a causa del nuovo [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
martedì 6 aprile 2021
 

Una nuova voce del cinema italiano, tra realismo e magia del quotidiano. Con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher. Vai all'articolo »

TRAILER
giovedì 13 febbraio 2020
Massimiliano Carbonaro

Un’opera prima che mescola elementi di finzione a ricordi ispirati alle atmosfere dell’infanzia. Prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

NEWS
venerdì 15 maggio 2020
 

Al suo debutto alla regia di un lungometraggio, Ginevra Elkann racconta l'infanzia di tre bambini che sognano una famiglia unita. Con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher. Vai all'articolo »

VIDEO RECENSIONE
giovedì 8 agosto 2019
 

Tra realismo e magia del quotidiano si afferma con forza Ginevra Elkann, una nuova voce del cinema italiano. Recensione di Emanuele Sacchi, legge Roberta Azzone. Guarda la video recensione »

[LINK] FESTIVAL
giovedì 8 agosto 2019
Emanuele Sacchi

L'esordio di Ginevra Elkan ha aperto la 72.ma edizione del Festival di Locarno. Vai all'articolo »

[LINK] FESTIVAL
mercoledì 12 giugno 2019
 

Sarà Magari, opera prima della regista e produttrice italiana Ginevra Elkann ad aprire mercoledì 7 agosto la 72esima edizione del Locarno Film Festival, che si concluderà sabato 17 agosto dopo la cerimonia di premiazione con Tabi no Owari Sekai no Hajimari (To [...]

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