Il primo Re

Un film di Matteo Rovere. Con Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Massimiliano Rossi, Tania Garribba.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 127 min. - Italia, Belgio 2019. - 01 Distribution uscita giovedì 31 gennaio 2019. MYMONETRO Il primo Re * * * 1/2 - valutazione media: 3,68 su 58 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
loland10 domenica 3 febbraio 2019
acqua e fango Valutazione 3 stelle su cinque
68%
No
32%

Il Primo Re” (2019) è il quarto lungometraggio del regista-sceneggiatore-produttore romano Matteo Rovere.
Un Dio che può essere compreso non è un Dio
(frase incipit dello scrittore drammaturgo britannico William Somerset Maugham).
Ecco che una frase minima ma fondamentale che appare in basso sullo schermo, arcaicamente, prefigura l’indice di un paganesimo religioso e di una forza interiore di un uomo prossimo al comando.
Ecco che il Re va avanti senza volerlo con il vigore del fuoco come un Dio e la bellezza cruda di una veggente che è itinerante con il destino che apre una storia che nessuno conosce. [+]

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writer58 mercoledì 20 febbraio 2019
alla ricerca del fuoco... Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

"Il primo re " di Matteo Rovere è un film potente e filologicamente accurato che ci propone una descrizione delle società arcaiche essenziale e lontana dai miti e dalle leggende che la tradizione ha codificato nella narrazione di Romolo e Remo.  Una natura primordiale - e molto più forte dei pochi umani che la popolano-, insediamenti rarefatti di capanne monofamigliari, "spiriti" e demoni che abitano la foresta e che necessitano di essere placati da sacrifici umani, prigionieri costretti a combattere fino alla morte tra di loro, il fuoco come elemento sacro che dà vita e calore, una lotta per la sopravvivenza ferina e brutale, un'intera esistenza passata tra fango, fame e la sopraffazione dei vincitori. [+]

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ale sabato 9 febbraio 2019
un dio che può essere compreso non è un dio Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

 

Mi accingo a comprare il biglietto d’ingresso per “il Primo re” e al botteghino ci viene detto: sapete che questo film non è in italiano ma in latino sottotitolato in italiano? Comunque non vi preoccupate tanto perchè non vi sono tanti dialoghi; dunque insieme a mia moglie ci accingiamo ad entrare in sala con questa raccomandazione. [+]

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cinefoglio sabato 2 febbraio 2019
istantanea de il primo re Valutazione 3 stelle su cinque
60%
No
40%

Matteo Rovere ci trascina, senza fronzoli e senza retorica, indietro nel tempo, a quel 753 a.C. di terre selvagge e stato di natura, geografie in cui la città di Alba regnava incontrastata, e la sofferenza della schiavitù e del terrore trovava conforto solo nel timore del Dio-fuoco.
 
La pellicola ha, senza ombra di dubbio, il pregio di raccontare in immagini un mito classico della atavica fondazione della Urbe, discostandosi dalle formule poetiche e mitologiche e ricostruendo uno scenario vero, primitivo e cruento della storia dei due fratelli.
 
La ricerca di un’estetica forte e decisa è presente, guardando (con sequenze da tributo) alla monumentalità ed il macabro di Apocalypto (2006) ed ispirandosi all’assillo interiore delle musiche del Macbeth, più recente, di Kurzel (2015). [+]

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frenky 90 mercoledì 13 febbraio 2019
grazie groenlandia Valutazione 4 stelle su cinque
57%
No
43%

Bisogna dire grazie a Matteo Rovere. Bisogna dire grazie a lui, a Sydney Sibilia e a Groenlandia, la

loro casa di produzione. Perchè questo non è soltanto un film, è la rinascita del cinema italiano. Se
credete stia esagerando ditemi quando mai nella storia recente della settima arte del nostro Paese si
è vista un'opera con la stessa ambizione, con lo stesso valore, con la stessa qualità. La verità è che
lavori come questo siamo abituati ad andare a vederli al cinema solo col marchio a stelle e strisce.
La fotografia anamorfica di Lubezki (che pure è messicano ma sappiamo la macchina che lo mette
in moto quale bandiera batte) non di Daniele Ciprì; l'interpretazione di Di Caprio, non di Borghi;
l'aramaico antico di Gibson, non il proto-latino di Rovere. [+]

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rosmersholm giovedì 7 febbraio 2019
bene lo sforzo, ma... Valutazione 2 stelle su cinque
53%
No
47%

Le idee che stanno alla base de Il Primo Re, sono estremamente interessanti: l'ambientazione "barbarica"", l'uso della lingua, il conflitto tra i due fratelli...  Rovere è un bravo regista ma non ha lo stile e il passo dell'autore di cinema che sarebbe stato necessario per maneggiare compiutamente questi materiali. Il film cerca quindi la strada della continua spettacolarizzazione senza  però quella necessaria abilità professionale e qualla potenza produttiva a cui ci ha abituato il cinema americano. I continui riferimenti a film già visti e digeriti (impossibile non pensare ad Apocalypto ad esempio), a scene cult citate spericolatamente (Borghi che emerge dal fango come Rambo, ecc), la ripetititvità delle scene di combattimenti coreografate in modo da contraddire le premesse autorali che il film vorrebbe avere, accompagnano mestamente il film verso una scena finale sulle rive del Tevere francamente debolissima e produttivamente poverissima. [+]

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angeloumana domenica 17 febbraio 2019
credere e non credere Valutazione 4 stelle su cinque
0%
No
100%

 Una forse personalissima lettura del film Il Primo Re lo fà leggere, letteralmente, come un film religioso, o delle religioni, del credere e non credere, che Lassù qualcuno mi ama e quaggiù ci protegga. Quello era un altro film, ma anch'esso parlava della forza e delle decisioni dell'uomo, il suo riscatto, la sopravvivenza (si trattava di Paul Newman alias Rocky Graziano). Sovvengono le parole di Margherita Huck, e di chissà quanti altri scienziati, che la religione aiuta a, o finge di, dare delle risposte che la scienza non è ancora riuscita a dare.


Più di questo si tratta che dell'epopea della nascita di Roma nel 753 a. [+]

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uppercut domenica 3 febbraio 2019
un'impresa regale Valutazione 4 stelle su cinque
46%
No
54%

Il primo re è innanzitutto un grandissimo lavoro. "Grande" sia per quantità che per qualità. Si coglie in ogni fotogramma uno sforzo professionale generosissimo da parte di ogni componente del cast, sia tecnico che artistico. Si coglie, però, anche una irrefrenabile voglia di arrivare al set, vero cerchio del fuoco in cui sprigionare ogni energia creativa. A discapito, forse, di un tempo di pensiero in più in fase di scrittura. L'idea è potente, assimilabile a Gangs of New York di Martin Scorsese. Ma lo sviluppo è un po' rattrappito. Alla faccia della dirompente spettacolarità di esondazioni, battaglie, duelli, il racconto gira un po' su se stesso. [+]

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lbavassano domenica 3 febbraio 2019
ambizioso Valutazione 0 stelle su cinque
44%
No
56%

 L'impasto di fango e di sangue da cui scaturisce una civiltà millenaria, la violenza che ne costituisce le fondamenta, l'orrore ed il terrore del sacro e del fato. Alieno però, almeno apparentemente, alle speculazioni filosofiche, occultate nella materia della narrazione, nei clichè dello splatter, nell'enfasi, a tratti imbarazzante, della recitazione. Volutamente sgradevole nelle parti migliori, perchè non può non essere sgradevole l'esplorazione delle nostre radici, del nostro essere umani. Ottima, al di là di ogni dubbio, la fotografia di Daniele Ciprì, francamente banale, ridondante, e brutta, la colonna sonora. [+]

[+] sgodevole (di dan84imola)
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dariobottos giovedì 7 febbraio 2019
la fascinazione del mito Valutazione 4 stelle su cinque
42%
No
58%

Una volta nei film “peplum” la critica e gli spettatori si divertivano a cercare gli anacronismi, per esempio un orologio indossato da una sbadata comparsa-centurione, e cose simili. Questo film non è un peplum, per riconoscimento unanime: è un film epico che intende tradurre in immagini il mito (quindi la narrazione, il racconto) della fondazione di Roma, ed è una ricostruzione accettabile, attendibile, dal punto di vista storico e antropologico. Non nel senso che storicizza il mito, ma che gli dà uno scenario storico credibile per quanto ne sappiamo sull’ VIII secolo a.C. nel Lazio. Però un anacronismo “ideologico” molto forte lo contiene: un uomo di quel tempo, imbevuto di quella religiosità animistico-politeistica che permea quell’umanità arcaica, e che il film ben rappresenta, non dirà mai “non c’è alcun dio” come a un certo punto prorompe Remo al culmine della hybris che preannuncia la tragedia. [+]

[+] diventare re (di eden artemisio)
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#IlPrimoRe
Uscita nelle sale
giovedì 31 gennaio 2019
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 54 sale cinematografiche:
Showtime
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  3 | Campania
  3 | Emilia Romagna
22 | Lazio
  1 | Liguria
  7 | Lombardia
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