Dicktatorship - Fallo e Basta!

Film 2019 | Documentario +13 90 min.

Anno2019
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diGustav Hofer, Luca Ragazzi
AttoriLuca Ragazzi, Gustav Hofer .
Uscitalunedì 10 giugno 2019
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,84 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gustav Hofer, Luca Ragazzi. Un film con Luca Ragazzi, Gustav Hofer. Genere Documentario - Italia, 2019, durata 90 minuti. Uscita cinema lunedì 10 giugno 2019 distribuito da Wanted. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,84 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una riflessione sulla questione del sessismo in Italia. In Italia al Box Office Dicktatorship - Fallo e Basta! ha incassato 5,5 mila euro .

Consigliato sì!
2,84/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,67
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Approccio da inchiesta e toni da commedia per mostrare quanto la società italiana sia ancora drammaticamente maschilista.
Recensione di Marco Lombardi
giovedì 6 giugno 2019
Recensione di Marco Lombardi
giovedì 6 giugno 2019

Gustav e Luca vivono insieme da molto tempo, ma un giorno, a colazione, una battuta di Luca instilla in Gustav il timore che il compagno sia (insospettabilmente) maschilista. I due iniziano allora, tra il serio e il faceto, un cammino di analisi sociale - attraverso interviste a psicologi, sociologi, politici, scrittori e persone comuni - diretto a farci capire quanto la società italiana induca i singoli maschi, ancorché (apparentemente) di ampie vedute, a essere inconsapevolmente discriminatori nei confronti delle donne.

Dicktatorship, puntando ironicamente il dito contro la misoginia imperante, finisce per svelare gli atteggiamenti violentemente omofobi di una società grottesca quanto una commedia all'italiana degli anni '60.

Quante volte capita alle coppie "collaudate" di scoprire, dopo molto tempo, dei reciproci aspetti caratteriali che potrebbero mettere in crisi il rapporto? Non è il caso di Gustav e Luca che si amano da 20 anni, ma il film gioca sulla creazione - divertita e divertente - di due personaggi che fungono da macro modelli comportamentali: Luca è l'italiano medio, buono ma un po' superficiale, uno che senza "dolo" si adegua alle imposizioni sociali finendo per essere passivamente discriminatorio; Gustav è invece l'intellettuale, la luce che svela. È grazie a questo meccanismo da "commedia" ai confini della satira che Dicktatorship riesce a essere equilibrato e leggero, nonostante metta in scena le violenze psicologiche ancora oggi inferte dai maschi nei confronti delle donne all'interno di una (amaramente comica) rappresentazione caleidoscopica.

Il quadro complessivo, in effetti, è complesso proprio come quel caleidoscopio che, non a caso, viene simbolicamente utilizzato in apertura e chiusura di film: se da un lato il 50% dei maschi italiani si dice disposto a restare a casa per prendersi cura dei figli e del focolare domestico, diversi liceali alla domanda "Cosa fareste se vostro figlio vi chiedesse di giocare con la Barbie?" mostrano un'evidente "preoccupazione testosteronica" perché anche loro finiscono per assegnare rigidamente certi ruoli e certi gusti solo e soltanto alle donne. Si tratta di uno schema sociale che un altro intervistato, Rocco Siffredi, rinverrebbe anche in ambito di dominanze sessuali non fosse che, in quel momento, Gustav finge un (divertentissimo) malfunzionamento del microfono pur di non farlo parlare.

Fra i vari intervistati spicca l'ex presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e Michael Kimmel, un noto sociologo americano, ma ciò che più rimane impresso non è tanto la qualità degli interventi, quanto il loro oculato dosaggio grazie a un montaggio che quasi mai sbaglia nei tempi, dando al film un ritmo costante anche in zona Cesarini.

Qualche contributo sembrerebbe far prevalere la spettacolarizzazione del tema rispetto al suo approfondimento (succede quando Gustav - attraverso un esperimento di realtà virtuale, a Barcellona - fa provare a Luca ciò che una donna sentirebbe quando viene maltrattata dal proprio compagno), ma alcune soluzioni formali - anche se "pensate" - risultano strumentalmente efficaci rispetto alla storia e alla tesi da dimostrare.

È il caso della scena in cui viene posto davanti al Colosseo uno di quei camion con dietro un grande monitor che normalmente viene utilizzato per promuovere prodotti e/o personaggi pubblici: le immagini di vari politici intenti a dire frasi sessiste, davanti all'"arena del machismo" per antonomasia, la dice lunga di come i secoli siano (forse, in parte) passati invano, almeno con riferimento a certe tematiche. Perché se la rinuncia al potere sessuale può far paura, solo a fronte di questo sacrificio il maschio, in quanto persona, potrà vivere - così si dice, a fine film - un'esperienza ancora più appagante: quella della libertà di essere sé stessi, la stessa che nel '600 provò Elena Lucrezia Cornaro nell'essere la prima laureata al mondo. Gustav e Luca dedicano infatti proprio a lei, giocosamente, il nome di una piazza romana, apponendo alla targa originaria un innocente foglio bianco con sopra il suo nome.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 10 giugno 2019
Antonio D'Onofrio
Sentieri Selvaggi

Per esemplificare e riconoscere degli atteggiamenti tacciabili di maschilismo non basta gettare una rapida occhiata. Comprendere la portata e la dimensione del fenomeno necessita di un'analisi approfondita e scomoda, soprattutto per il genere maschile, avvezzo ai privilegi assicurati dall'appartenenza alla classe dominante ed a vivere seguendo i dettami indotti dall'abitudine ad un modello talmente [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 giugno 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Quanto ci siamo allontanati, e liberati, dalla sentenza di Aristotele di 2300 anni fa: «La femmina è femmina in virtù di una certa assenza di qualità»? O dalla brutale verità di Sofocle: «Avere il pene significa essere incatenati a un folle». Facendo la tara su qualche evidenza intorno al sessismo (l'Italia del latin lover, le solite esternazioni di Rocco Siffredi), questo doc leggero e umoristico [...] Vai alla recensione »

martedì 4 giugno 2019
Roberto Manassero
Film TV

Gustav Hofer e Luca Ragazzi, registi, sceneggiatori, interpreti, sono principalmente due maschere: il primo è l'esploratore, la guida, il demiurgo; il secondo l'osservatore, il blando oppositore. I loro duetti sono schermaglie da commedia amorosa da cui nasce l'argomento del film, in questo caso il maschilismo della società (italiana e non) e la sua natura prettamente culturale e non solo naturale. [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
giovedì 13 giugno 2019
A cura della redazione

Gustav e Luca vivono insieme da tempo, ma un giorno una battuta di Luca instilla in Gustav il timore che il compagno sia insospettabilmente maschilista. I due iniziano allora, tra il serio e il faceto, un cammino di analisi sociale volto a mostrare quanto [...]

GUARDA L'INIZIO
mercoledì 5 giugno 2019
 

Gustav e Luca vivono insieme da tanti anni. Un giorno, a colazione, una battuta infelice rischia di mettere in crisi il loro rapporto di coppia: possibile che Gustav non si sia mai reso conto che Luca è un maschilista? E come mai anche un uomo progressista [...]

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