Le confessioni

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Un film di Roberto Andò. Con Toni Servillo, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Marie-Josée Croze, Moritz Bleibtreu.
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Drammatico, durata 100 min. - Italia, Francia 2016. - 01 Distribution uscita giovedì 21 aprile 2016. MYMONETRO Le confessioni * * 1/2 - - valutazione media: 2,97 su 51 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
giulio vivoli domenica 24 aprile 2016
la troika si cofessa Valutazione 4 stelle su cinque
61%
No
39%

TEMA DI LE CONFESSIONI All’interno di un thriller metafisico ambientato in un lussuoso albergo tedesco di montagna, va in scena la satira del sistema dei Poteri Forti politico-economici che, riunitisi in un G8 di emergenza per prendere decisioni estreme e impopolari, saranno presi in ostaggio e moralmente processati da un allegorico monaco certosino, scomodo ospite del Summit. Come già in Viva La Libertà, Roberto Andò usa la maschera carismatica di Toni Servillo che, con una recitazione giocata tra grottesca mimica facciale e beffarda voce sentenziosa, conferisce al suo personaggio un tocco di follia soprannaturale. Lì Andò mise a nudo la crisi d’identità e di leadership di un grande partito popolare italiano come il PD, qui sale a mettere sotto accusa la Troika dell’Eurozona, facendole confessare per bocca del suo massimo esponente, il Direttore del FMI, le proprie colpe morali e gli errori strategici commessi nella gestione dell’attuale crisi economico-finanziaria. [+]

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franco rascozzile sabato 7 maggio 2016
l'inconsistenza delle allusioni Valutazione 2 stelle su cinque
79%
No
21%

Un film d'allusioni, questa la definizione stringata possibile dell'ultima fatica di Roberto Andò, sul mondo dell'economia, o meglio dei protagonisti che la governano. Film che da una parte richiama per argomenti noti film del passato, dall'altra pure elementi di film di Sorrentino (la presenza di Toni Servillo, l'ambientazione in un albergo lussuoso, l'indugio in alcune inquadrature). Il film trascorre fluido ma senza guizzi (pur essendoci l'elemento del giallo nella trama), accompagnato da una colonna sonora con giusti interventi. La recitazione degli attori, seppur di buon livello, appare molto standardizzata e omogenea, fatto che non aiuta di certo a capire la psicologia dei personaggi, che rimangono piuttosto abbozzati senza acquisire una propria autonomia e tridimensionalità. [+]

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uppercut lunedì 25 aprile 2016
come un libro stampato Valutazione 1 stelle su cinque
71%
No
29%

Non sappiamo più raccontare una storia. Il cinema italiano è affollato di sceneggiatori con un'eccellente cultura saggistica e una pessima famigliarità con la narrativa. Il risultato è il servillismo: personaggi che sono puri portatori di cartelli con su scritte frasi ad effetto; dialoghi costruiti col copia e incolla da manuali, bigini, siti con gli aforismi sulla vita; drammaturgie inesistenti, anzi, molto peggio, buttate là con l'aria di chi mica si abbassa a raccontare una storia. Il risultato, insomma, è una palla micidiale dove anche le migliori intenzioni (come in questo caso) ti fanno incazzare ancora di più perché ingigantiscono l'impressione di uno spreco assoluto. Ottima fotografia, musica di Piovani, soggetto attuale e impegnato. [+]

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alex2044 venerdì 22 aprile 2016
perdere tempo non ha mai fatto male a nessuno Valutazione 4 stelle su cinque
57%
No
43%

Le confessioni è un bel film forse bellissimo . Me ne sono accorto alla parola fine che mi ha colto quasi di sorpresa . Avrei continuato a guardarne ancora un po' . Il problema è che l'inizio, seppur visivamente molto apprezzabile , mi dava l'impressione che stentasse a prendere una forma originale e rischiasse di cadere nel deja-vu un po' troppo  ispirato a Sorrentino  . Poi però il fim ha decollato e, se si escludono alcuni , pochi , momenti di stanca , ha catturato la mia attenzione , come ho già detto , ben oltre la fine . D'altra parte il problema del potere attraversa ogni tipo di società . Ancora di più quando viene affrontato in un sistema democratico . [+]

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des esseintes domenica 24 aprile 2016
finta critica al sistema Valutazione 1 stelle su cinque
65%
No
35%

Il capitalismo accetta e incoraggia la critica a sé stesso a patto che questa si fondi sul rigido presupposto di negare qualsiasi fattibilità o giustizia di una rivoluzione che sovverta realmente il sistema, i suoi rapporti sociali, produttivi e di lavoro. Puoi criticare anche in maniera feroce ma esclusivamente al fine di dimostrare o che tutto sommato, come diceva la Thatcher "TINA" - "There Is No Alternative" - o non dicendo nulla di concreto riguardo alla prassi politica da mettere in atto, come fa Noam Chomsky (mi raccomando andate a cercare il video completo del suo dialogo con Michel Foucault. Seguitelo tutto fino alla fine con attenzione e vedrete dal vivo cosa intendo). Le critiche quindi finiscono per uniformarsi progressivamente tutte sul piano del sommesso piagnucolio, limitandosi a rappresentare il potere e il sistema come la banale somma di psicologie individuali, di fondo simili nella loro fragilità e nelle loro debolezze a quelle delle persone comuni. [+]

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no_data lunedì 2 maggio 2016
mostrare, non spiegare, grazie Valutazione 2 stelle su cinque
64%
No
36%

Una regia gelida, stretta su personaggi privi di spessore, interpretati da bravi attori mal diretti. Le confessioni è tutto ciò che non dovrebbe essere un film italiano attuale, dopo tanti tentativi e successi di "giovani di razza" come Rovere o Mainetti: una sequela di monologhi in cui viene maldestramente spiegato ciò che una storia dovrebbe invece mostrare e raccontare, dove viene esternato il pensiero del regista (anche condivisibile, ma dov'è l'invito alla riflessione?) quando i personaggi dovrebbero esprimere il proprio punto di vista coi fatti e con il conflitto. Ridondante e capace di parlare solo alla pancia, privo di mordente narrativo e quindi piatto, l'ultimo film di Andò è la dimostrazione di come un tema forte, se affrontato con ingenuità, contribuisca solo a rendere sterile e fine a se stessa un'opera che invece poteva essere densa e psicologicamente serrata. [+]

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joker 91 sabato 23 aprile 2016
grande film Valutazione 4 stelle su cinque
54%
No
46%

Un prete scompagina un vertice di uomini potentissimi tutti ministri dell'economia al G8. I popoli vengono percepiti da Andò come inutili,non sovrani e inconsci di tutto ormai rincitrulliti dai mass media che se li sono lavorati per bene negli ultimi 30 anni. Interesse pubblico,Privato e potere finanziario sovra-politico vengono ben rappresentati,i popoli non sono più sovrani di nulla. UN Servillo monumentale totalmente in parte affronta temi scottanti,un film totalmente economico che affronta il potere con tono pacato quasi monastico religioso. Davanti a Servillo sfilano attori maestosi(su tutti Favino)che interpretano personaggi disperati adatti a rappresentare una collettività ormai inconsca di tutto. [+]

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serafino paternoster martedì 26 aprile 2016
nelle “confessioni” le stimmate del potere Valutazione 0 stelle su cinque
67%
No
33%

In questo bellissimo film il regista prova, attraverso una visione laica, ad approfondire il rapporto tra potere e sacralità soffermandosi sui segni miracolosi che essa lascia sul corpo e nella mente: le stimmate. Non si vedono, ma si percepiscono. Il potere provoca non solo in chi lo insegue ma anche in chi lo esercita segni fisici, psichici o sociali, marchi dolorosi, piaghe che diventano riconoscibili da chi le riceve. “D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stimmate di Gesù nel mio corpo”, dalla Lettera ai galati attribuita a Paolo di Tirso. Intorno a questo pensiero sembra muoversi il protagonista del film, Daniel Auteil, che interpreta il direttore del fondo monetario internazionale. [+]

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fabal lunedì 1 agosto 2016
un rassicurante servillo Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Otto capi di stato delle nazioni più industrializzate si radunano per un summit indetto dal presidente del Fondo Monetario Internazionale, Daniel Roché, per discutere di una manovra finanziaria che potrebbe cambiare il destino economico del mondo. Oltre ai politici vengono convocati anche una nota scrittrice di libri per ragazzi, un cantante a capo di una ONG e il monaco certosino Roberto Salus. La location è un albergo di gran lusso sul Mar Baltico. Roché, durante la prima notte, convoca Salus nella propria stanza per confessarsi ma poche ore dopo viene trovato morto, con un sacchetto intorno alla testa.

La bellissima cornice della Germania del Nord è il Grand Hotel Heilingendamm, situato nella cosiddetta "città bianca", dove si svolse veramente un G8 alcuni anni fa. [+]

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raffiraffi venerdì 29 aprile 2016
tanto rumore per nulla Valutazione 1 stelle su cinque
53%
No
47%

Un film deludente e nebuloso nei contenuti. Poco credibili un po' tutti i personaggi, in primis quella del direttore del fondo monetario internazionale (di solito animali feroci e attaccati alla propria esistenza con una voracità che esclude l'idea troppo sentimentale del suicidio per malattia), ma soprattutto quella del monaco. La sua figura di essere dotato di una speciale attitudine etica naufraga contro l'aura arrogante di cui sono dotati un po' tutti gli uomini che sentono di essere investiti di un superiore potere di giudizio sugli altri. Questa boria, perfettamente impersonata dalla vanità recitativa di Servillo (cielo che inutile manierismo! ormai i suoi personaggi sono tutti uguali) diminuisce gli intenti politici del film che avrebbero voluto essere taglienti, ma falliscono trasformandosi in trucchi da prestigiatore. [+]

[+] pienamente d'accordo. (di bizantino73)
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