| Titolo internazionale | Somewhere Amazing |
| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Giorgia Cecere |
| Attori | Isabella Ragonese, Alessio Boni, Piera Degli Esposti, Paolo Sassanelli, Michele Griffo Faysal Abbaoui, Tatiana Lepore, Teresa Acerbis, Massimo Maffei, Carlotta Galli, Costanza Carafa, Silvia Degrandi, Imad Zouhair, Giovanni Giacomo Gonella. |
| Uscita | giovedì 27 agosto 2015 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,65 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 agosto 2015
Giorgia Cecere torna a lavorare con Isabella Ragonese dopo la sua opera prima Il primo incarico. In Italia al Box Office In un posto bellissimo ha incassato 76,9 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Lucia vive nella provincia piemontese accanto al marito Andrea e al figlio Tommaso. La sua è un’esistenza (apparentemente) tranquilla: un lavoro creativo come fiorista insieme ad un’amica, una bella casa, un tran tran borghese nel quale Lucia si muove con prudenza, come attraverso il fitto manto della nebbia del nord. La donna appare per lo più inconsapevole: delle distrazioni del marito, delle frequentazioni del figlio, dei propri desideri nascosti. Dentro di lei si cela il ricordo di un evento traumatico che le viene ricordato costantemente dalla presenza nella cittadina di una donna non incattivita dal dolore ma resa malinconica dalla solitudine. Fuori dal negozio di fiori di Lucia c’è invece Feysal, un ragazzo immigrato che campa alla giornata, e con il quale la donna intraprende un dialogo che è forse l’unico autentico della sua vita programmata e prevedibile. L’altro scambio significativo è quello con Angelo, un insegnante di guida che fin dal nome si fa protettore della ricerca di indipendenza della sua alunna.
È un racconto intimista dai toni delicati, questo secondo film da regista e sceneggiatrice di Giorgia Cecere, che ancora una volta vede in Isabella Ragonese la perfetta protagonista di una vicenda imperniata sul non detto, sfumata nei dialoghi e strutturata in levare. La graduale presa di coscienza di Lucia viene raggiunta per scollinamenti graduali e progressivi, povera di gesti plateali e ricca di dettagli d’ambiente che contribuiscono a ricreare perfettamente la placidità soffocante della provincia abbiente e perbene, spietata verso chiunque ne minacci la compattezza o ne metta in discussione le regole. Una provincia in cui si finge di non vedere, e dunque non si vede, in cui le cose non sono “nè belle nè brutte” e le emozioni restano trattenute, quando non represse.
Per contrasto il rapporto fra Lucia e Feysal è esplicito, franco, senza peli sulla lingua, e senza la percezione di una scala gerarchica precostituita. Cecere delinea una figura di immigrato nuova nel nostro cinema: né sottomessa né arrogante, né saggia né dissennata, ma sobriamente dignitosa. La recitazione nitida della Ragonese e di Feysal Abbaoui è validamente affiancata da un cast corale che comprende Piera Degli Esposti, Paolo Sassanelli, Michele Griffo nei panni di Tommaso (con tanto di voce “sguezza” che si spezza come solo le corde vocali dei preadolescenti sanno fare) e soprattutto Alessio Boni in quelli del marito Andrea, mai relegato dalla sceneggiatura al ruolo di “cattivo”, almeno fino alle scene finali, vero tallone d’Achille di questa storia minima dal forte impatto emotivo.
Ciò che indebolisce fatalmente In un posto bellissimo infatti, oltre ad alcune lungaggini, è un finale incongruente con le caratterizzazioni stabilite fino a quel momento e una coda di "chiuse" ripetute che non aggiunge nulla alla conclusione naturale della storia e che sottolinea ciò che è già stato abbondantemente capito dagli spettatori.
Dispiace anche che non sia stata data statura portante alla sottotrama che vede Lucia mettersi letteralmente al volante della propria vita con l’aiuto dell'insegnante discreto e prosaico, ma pronto a incoraggiare lo spirito di iniziativa della donna. La metafora sull’emancipazione della protagonista, e quella femminile in generale, con l’aiuto di un compagno non prevaricatore e non necessariamente ascrivibile al cliché romantico poteva funzionare bene da sola, senza il carico da novanta di corna e lutti della trama principale. Quando Giorgia Cecere prenderà definitivamente la guida della propria vocazione – e noi, come Angelo, facciamo il tifo - uscirà dalla gabbia del rigore formale e si lancerà nel vuoto, accorgendosi di saper già volare.
Si spengono le luci e dopo pochi secondi ho già capito come si svolgerà il film. Mentre mi chiedo il perché in Italia ne escano ancora di simili, mi sforzo di resistere alla noia tenendo gli occhi aperti. Sono entrato in sala incuriosito dal fatto che sia Asti, la mia città, il luogo in cui si svolge la storia ma mi rendo conto che il "posto bellissimo" citato nel titolo non è lei ma un luogo idealizzato, [...] Vai alla recensione »
Un tessuto sottile si srotola sotto i nostri occhi: In un posto bellissimo di Giorgia Cecere è un film non fatto solo di trama, ma anche di ordito che procedono insieme per comporre un disegno definitivo che si vedrà solo a conclusione. Occorre la pazienza e la creatività dello spettatore che si fa lui stesso tessitore. Lucia (Isabella Ragonese, già protagonista per Giorgia Cecere nel suo bell'esordio [...] Vai alla recensione »