Giovanni Segantini - Magia della luce

Film 2015 | Documentario, +13 82 min.

Anno2015
GenereDocumentario,
ProduzioneSvizzera
Durata82 minuti
Regia diChristian Labhart
AttoriBruno Ganz, Mona Petri .
Uscitagiovedì 6 ottobre 2016
DistribuzioneLab 80 Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Christian Labhart. Un film con Bruno Ganz, Mona Petri. Genere Documentario, - Svizzera, 2015, durata 82 minuti. Uscita cinema giovedì 6 ottobre 2016 distribuito da Lab 80 Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un viaggio all'interno l'Universo dell'artista segantini, come artista e come persona.

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Ritratto documentato dell'artista, alla scoperta del processo creativo e dei paesaggi che lo ispirarono.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
martedì 4 ottobre 2016
Recensione di Raffaella Giancristofaro
martedì 4 ottobre 2016

Figura a dir poco appartata nel panorama artistico ottocentesco, Giovanni Segantini (1858-1899) ha dedicato la propria breve esistenza alla ricerca sulla scomposizione della luce e alla sua relazione con il colore. Orfano di madre, abbandonato dal padre, autodidatta, biografo di se stesso, socialista, apolide e resistente alle convenzioni sociali: il percorso del pittore viene ricostruito dai diari e dall'epistolario privato (alla compagna Bice e al mecenate Vittore Grubicy), integrati da rare fotografie d'epoca, riprese odierne dei luoghi in cui visse - la natia Arco (Trento), Milano, la Brianza e la Svizzera - e ovviamente da alcune delle sue opere.
La preoccupazione del regista è attenersi alle parole dell'artista per delinearne, con la massima precisione possibile, ossessioni, temi ricorrenti nell'opera, visione e metodi. Dal tema materno alla fatica dell'uomo, dalla trasfigurazione di un semplice mondo agreste fino all'abbraccio totalizzante, spirituale, con la Natura, a 2.700 metri in quota, per astrarsi sempre di più dalla realtà sociale e materica, e alla realizzazione del trittico destinato all'Esposizione Universale di Parigi del 1900. L'indagine del documentarista Labhart, che alla voce di Segantini (nella versione italiana di Teco Celio, in quella tedesca di Bruno Ganz) affianca inserti narrativi di Asta Schaib, biografa dell'artista, si divide in tre macro segmenti temporali ("il divenire", "l'essere", "il trapasso"): scansioni di un percorso drammatico, isolato, segnato da difficoltà psicologiche ed economiche ma sempre contraddistinto da una lucidità sorprendente.
Nell'alternanza tra immagini del presente e del passato colpisce proprio la consapevolezza di un artista radicale, indipendente, non omologato, che fece esperienza della realtà accademica per allontanarsene presto. Il film entra nel processo creativo, andando a scovare e far pulsare nuovamente di vita i paesaggi che ispirarono le opere, opportunamente mostrate in parallelo, ed estrapolando passi significativi ed esplicativi dagli scritti: dai principi del divisionismo ("applicai colori non mescolati uno accanto all'altro, lasciando all'occhio il compito di mescolarli da distanza debita") a dichiarazioni d'intenti ("la materia va plasmata in spirito per diventare arte"), in una progressiva conquista di astrazione e misticismo.
Preponderante il peso dell'ambientazione svizzera (dove il pittore trascorse gli ultimi quattordici anni), tra Savognin, Maloja e il museo di Saint Moritz. Restano fuori fuoco il legame con il contesto internazionale, il contatto tardivo con la secessione viennese, i rapporti con Giovanni Giacometti (padre del pittore e scultore Alberto); ambiti da approfondire in altri contesti didattici, a cui il film è naturalmente destinato ad approdare. In programma al Festival di Trento 2016.

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