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Ultimo aggiornamento lunedì 9 novembre 2015
Dopo Io & Marley Jennifer Aniston e Owen Wilson tornano protagonisti di una nuova brillante commedia. In Italia al Box Office Tutto può accadere a Broadway ha incassato 711 mila euro .
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domenica 8 marzo 2026 ore 6,35 su RAIMOVIE
Tutto può accadere a Broadway è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Isabella "Izzy" Patterson, in arte Glo, è una ragazza di Brooklyn che coltiva il sogno di recitare e nel frattempo arrotonda lavorando per un'agenzia di ragazze squillo. Durante un appuntamento in una suite d'albergo, s'imbatte in Arnold Albertson, regista affermato, disposto ad offrirle trentamila euro perché abbandoni quel mestiere e realizzi se stessa. Poco dopo, senza che né Izzy né il suo benefattore potessero prevederlo, eccola al suo primo provino, a concorrere per la parte di una squillo nella nuova pièce teatrale di Albertson stesso, fianco a fianco con sua moglie, l'attrice Delta Simmons, e il di lei storico partner sulla scena (e pretendente nella vita) Seth Gilbert. Se a questo punto si aggiungono un sensibile commediografo, un vecchio giudice arrapato, una psicoterapeuta ubriaca, una sostituta terapeuta che non conosce il tatto né la privacy e un detective privato che si nasconde dietro i baffi finti, il quadro è solo abbozzato, perché sono i garbugli, ovviamente, a salare la farsa.
Risale a più di un decennio fa il progetto di questa screwball comedy originariamente intitolata "Squirrels to the Nuts" (da una battuta di "Fra le tue braccia" di Lubitsch) e scritta da Bogdanovich con Louise Stratten. La morte improvvisa di John Ritter, per la quale era stata pensata, l'ha messa in stand-by fino a quando due tizi che rispondono ai nomi di Wes Anderson e Noah Baumbach non hanno deciso di farle da produttori, per il tramite del comune amico Owen Wilson. È anche a loro, dunque, che dobbiamo essere grati per questi novanta minuti di spassosa evasione, oltre che ad un cast brillantemente assortito, che dimostra di conoscere i tempi comici particolari di questo genere di commedia tanto quanto il necessario repertorio facciale.
Peter Bogdanovich, maestro indiscusso e cinefilo eccellente, cammina in solitaria da quasi cinquant'anni, infilando salite e discese sul sentiero fisso del piacere di fare cinema e di ricordarne l'età dell'oro. Ma attenzione. "Memory is not a videocamera", fa dire alla sua protagonista in questo film: il ricordo non è una replica scientifica e irregimentata, nel ricordo convivono la libertà, l'errore, la distanza che tutto abbellisce e perdona. Esattamente come piace a Isabella, che ama sostituire il termine "escort" con "musa", credere (ancora) che andare a teatro voglia dire farsi sorprendere, e che il finale non sia un buon finale se non lo si spruzza con un po' di rosa.
Uso da sempre a "ripresentare" il rétro (nel senso di riportarlo al presente più che di ringiovanirlo), Bogdanovich sembra qui recuperare soprattutto da un passato abbastanza recente (ma a sua volta carico di memoria cinematografica) qual è quello del miglior Woody Allen, riprendendone l'attore, i personaggi, la struttura del racconto a flashbacks, il gioco dell'arte che imita la vita che imita l'arte...
Imogen Poots, novella dea dell'amore, e Jennifer Aniston, meravigliosamente "svitata", conducono una corsa che, specie nella prima parte, è divertimento puro e culmina nell'unità di luogo e di tempo della scena del ristorante. Nel seguito, il gomitolo si allenta, ma il sorriso non si spegne.
Prima che un regista, Bogdanovich è un cinefilo – critico in gioventù e autore di libri fondamentali al fianco e su grandi registi – con una spiccata passione per le commedie scatenate, tutte equivoci e battute, della Hollywood dei tempi d’oro. Dopo titoli come ‘… e tutti risero’ e ‘Ma papà ti manda sola?’, arriva ora con un anno [...] Vai alla recensione »
Non siamo probabilmente lontani dal vero se ci permettiamo di affermare che Peter Bogdanovich è, prima che un cineasta, un cinefilo. La realizzazione di film, per l'autore americano, rappresenta solamente una parte - sia pure la più importante - del proprio amore per la cultura cinematografica. Lo dimostrano i suoi libri, i suoi scritti, i suoi programmi televisivi, persino il suo seguitissimo blog, dove studia e ricostruisce la carriera di grandi maestri di Hollywood e del cinema europeo.
Bogdanovich, gran rifacitore del cinema classico e cantore della sua scomparsa ("Ma papà ti manda sola?", "L'ultimo spettacolo"), era quasi sparito da una trentina d'anni. A 75 anni è tornato alla Mostra di Venezia 2014, con una commedia che sta al livello dei Woody Allen più riusciti. Eleganza, ritmo, controllo perfetto del cast, e colpo di scena cinefilo prima dei titoli di coda.