Noi 4

Film 2014 | Commedia, 90 min.

Regia di Francesco Bruni. Un film Da vedere 2014 con Ksenia Rappoport, Fabrizio Gifuni, Lucrezia Guidone, Francesco Bracci, Raffaella Lebboroni. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2014, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 20 marzo 2014 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,21 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 21 marzo 2014

In 24 ore, quattro membri di una famiglia, amandosi e odiandosi, si incontreranno più volte fra loro, formando coppie sempre diverse. In Italia al Box Office Noi 4 ha incassato 356 mila euro .

Noi 4 è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,21/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,83
PUBBLICO 3,30
CONSIGLIATO SÌ
v
Con un occhio vigile e un orecchio attento Bruni racconta l'Italia di oggi con leggerezza solo apparente.
Recensione di Paola Casella
giovedì 13 marzo 2014
Recensione di Paola Casella
giovedì 13 marzo 2014

Lara ed Ettore sono stati marito e moglie, e si sono molto amati. Ora sono ex coniugi che hanno polarizzato le differenze all'origine del loro distacco: Lara ingegnere stakanovista e ansiogena, Ettore sedicente artista di nobili natali e voglia di lavorar saltami addosso. A rimetterli costantemente in contatto, nonostante le reciproche divergenze, sono i due figli Emma e Giacomo: lei aspirante attrice occupante del Teatro Valle; lui studente di terza media alle prese con l'esame finale, "incidente scatenante" che favorisce l'ennesimo incontro-scontro fra i genitori.
Alla sua seconda regia, lo sceneggiatore-regista Francesco Bruni raddoppia la posta in gioco, anzi la quadruplica, e se in Scialla! raccontava un rapporto padre-figlio, in Noi 4 si cimenta con le relazioni incrociate fra quattro personaggi: i genitori con i figli, gli ex coniugi fra di loro, i fratelli all'interno del legame paragenitoriale dovuto alla grande differenza d'età fra la maggiore e il "piccolo" di casa. Nell'aumentare il livello di complessità narrativa Bruni dimostra coraggio e il lodevole rifiuto di sedersi sugli allori del successo precedente, ma rivela anche il dislivello fra ciò che conosce benissimo, ovvero la psicologia maschile (ad ogni età), e ciò che conosce meno bene, cioè l'universo femminile, che in Noi 4 appare delineato dall'esterno, soprattutto nel caso del personaggio di Emma.
Ma l'interazione multipla (che comprende anche gli scambi con personaggi femminili meno centrali e per questo più a fuoco, come la zia Nicoletta, interpretata con grande naturalezza da Raffaella Lebboroni, o la bimba cinese Xiaolian) funziona a vari livelli: come motore di una storia interamente character driven e come racconto della metamorfosi identitaria, anche di genere, portata in dote dalla modernità (e dalla crisi economica). Con un occhio vigile e un orecchio attento, soprattutto all'autenticità dei dialoghi, Bruni racconta l'Italia di oggi con leggerezza solo apparente, "buttando via" battute taglienti ed espressioni che evocano un mondo (come i "motivi manicomiabili" di cui Lara nutre la sua ansia) e inserendo immagini sintetiche come la pedalata a vuoto della superdonna abituata a fare strada in salita (la figlia, più avanti, la definirà "un criceto"). La solida esperienza narrativa del Bruni sceneggiatore costruisce una vicenda ricca di echi e di rimandi che fa leva sulle contraddizioni interne ai suoi personaggi più che sugli accadimenti esterni, e racconta una famiglia ristretta invece che allargata, scegliendo di concentrarsi non sulle diramazioni successive di un divorzio doloroso, ma sul vincolo eterno che la nascita dei figli impone (o almeno dovrebbe) ai genitori.
Il registro narrativo oscilla fra la tenerezza e la rabbia, la frustrazione e il sorriso, echeggiando molte dinamiche famigliari, ed evitando "la cantata in macchina" di morettiana memoria, pur corteggiandola da vicino, con lo stesso mix di retorica e antiretorica che caratterizza le interazioni domestiche. Il montaggio secco di Marco Spoletini funziona spesso "in levare" togliendo alle scene la compulsione della "chiusa" chirurgica, e lasciando "sospesi" che la sceneggiatura provvederà a sigillare più avanti (o manterrà sospesi, perché la vita funziona così). La fotografia di Arnaldo Catinari evita i compiacimenti estetici e trattiene l'effetto "caramello" restituendo una luminosità riconoscibile, e una Roma trafficata che è un cantiere a cielo aperto, anche di interazioni umane.
La regia di Bruni è meno sicura della scrittura (anche se un piano sequenza di accesso al palcoscenico fra presagire un salto futuro in quella direzione), ma sulla base dei passi finora compiuti può avere fiducia nelle proprie intuizioni e proseguire nell'indagine sul maschio italiano contemporaneo (magari facendosi affiancare da una sceneggiatrice per delineare meglio le femmine di oggi), fotografando i nostri tempi con precisione e delicatezza.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 21 marzo 2014
Mari_Merlini

Lo "sceneggiatore Bruni" sta diventando sempre più il "regista Bruni": Scialla mi era piaciuto, ma non mi aspettavo sinceramente che potesse replicare quel buon lavoro. E invece secondo me stavolta ha fatto di meglio, con un film che racconta la giornata di quattro persone "normali"... finalmente il cinema parla di qualcosa di reale, lontano dai soliti personaggi [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Gli italiani hanno poca voglia di lavorare, è vero. Ma io sono mezzo russo. I russi sono lavoratori, si sa: infatti a casa lavo i piatti e mi rifaccio il letto."
Una frase di Giacomo (Francesco Bracci)
dal film Noi 4 - a cura di Ettore Corsini
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Quattro personaggi che erano una famiglia e oggi chissà. Una commedia che per non salire in cattedra resta generica e sommaria. E un mix di caratteri più scontati che sfumati: il padre piacione e eterno peter pan, Fabrizio Gifuni; la mamma ansiosa e lamentosa, Ksenia Rappoport; la figlia attrice (Lucrezia Guidone) innamorata di un "grande regista" straniero che ha l'età del padre (ma va'?); il figlio [...] Vai alla recensione »

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