Diplomacy - Una notte per salvare Parigi

Film 2014 | Drammatico, +16 85 min.

Regia di Volker Schlöndorff. Un film Da vedere 2014 con André Dussollier, Niels Arestrup, Burghart Klaußner, Robert Stadlober, Charlie Nelson. Cast completo Titolo originale: Diplomatie. Titolo internazionale: Diplomacy. Genere Drammatico, - Francia, Germania, 2014, durata 85 minuti. Uscita cinema venerdì 21 novembre 2014 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,09 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento sabato 9 gennaio 2016

Per salvare Parigi dalla distruzione, il console Nordling dovrà usare al meglio gli strumenti diplomatici a sua disposizione. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Cesar,

Consigliato sì!
3,09/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,17
PUBBLICO 3,10
CONSIGLIATO SÌ
v
La storia di due uomini che hanno fatto la Storia rimanendo connessi alla loro umanità più profonda.
Recensione di Paola Casella
martedì 18 novembre 2014
Recensione di Paola Casella
martedì 18 novembre 2014

È la notte fra il 24 e il 25 agosto 1944. Gli Alleati stanno per liberare Parigi, ma il Fuhrer ha deciso che distruggerà la città per punire "l'arroganza dei francesi che credono che sia già finita". Le mine sono piazzate sotto Notre Dame, la torre Eiffel, il Louvre, l'Opera, l'Arco di Trionfo. Manca solo l'ordine definitivo affinché ponti, monumenti, stazioni saltino per aria, portando con sé circa 3 milioni di civili residenti nella Ville Lumière. Quell'ordine verrà dato all'alba dal generale Dietrich von Choltitz, capo del quartier generale tedesco a Parigi. Ma entra in scena Raoul Nordling, console svedese "nato e cresciuto a Parigi", che si intrufola nello studio di von Choltitz per cercare di dissuaderlo dal confermare quell'ordine fatale.
Tutti sappiamo com'è finita, perché Parigi continua a brillare con tutti i suoi gioielli. L'abilità della pièce teatrale Diplomatie di Cyril Gely, su cui è basato l'adattamento cinematografico ad opera dello stesso Gely e del regista Volker Schlondorff, è quella di ricreare la tensione di quelle ultime ore e tenerci in sospeso su quali saranno gli argomenti utili per convincere von Choltitz a cancellare la distruzione della capitale francese. Il fatto che dietro la sceneggiatura, perfettamente calibrata e allo stesso tempo completamente coinvolgente, ci siano un francese e un tedesco ha certamente contribuito a ritrarre i due protagonisti, von Choltitz e il console svedese innamorato della Francia, come esseri umani a tutto tondo, ognuno dotato di ragioni condivisibili per agire in un modo piuttosto che in un altro.
"Lei cosa farebbe al mio posto?", chiede il generale al diplomatico, ma è come se lo chiedesse a noi, perché è impossibile chiamarsi fuori dal dilemma che riguarda il suo personaggio. In ballo ci sono i legami famigliari, il futuro di una città e di due nazioni, la paura, l'onore. E soprattutto "il limite oltre il quale l'obbedienza smette di essere un dovere", nonchè il rapporto fra i doveri che ci impone l'appartenenza ad una collettività, una nazione, un esercito e un'educazione, e quelli che ci suggerisce la coscienza, rendendo unica la nostra individualità.
Schlondorff esamina un'altra pagina della Storia affrontando di petto il tema delle responsabilità - collettive e individuali, appunto - del nazismo, e lo fa tenendosi alla larga dagli stereotipi e dai luoghi comuni. Con una messinscena classica che concentra l'azione - puramente verbale - all'interno di una stanza, attraverso una grande attenzione ai dettagli - il bidet che transita durante la smobilitazione del quartier generale tedesco, la lampada di fortuna alla cui luce il generale deve leggere gli ordini di Himmler, il ticchettio dell'orologio che sottolinea l'urgenza della decisione - il regista racconta la storia di due uomini che hanno fatto la Storia rimanendo connessi alla loro umanità più profonda.
La sceneggiatura non dimentica di colorare di sottile ironia ogni scambio verbale ed ogni azione filmica. E l'interpretazione del franco-danese Niels Arestrup e del francese Andre Dussolier nei panni del generale e del console fa il resto, rendendo impossibile distogliere l'attenzione da questi due virtuosi del cinema internazionale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 febbraio 2015
bericopredieri

Così si sarebbe potuto intitolare questo ottimo film franco-tedesco. Sì perchè quella sarebbe stata la fine della maggior parte degli abitanti parigini se il folle ordine di distruggere la città fosse stato impartito. Così non è stato, la schermaglia verbale che alla fine ha portato a questa decisione resterà nella storia come i due protagonisti. [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Parigi è sempre Parigi: ma solo perché, il 25 agosto 1944, l'ordine hitleriano di far esplodere la "ville lumière" con tutti i suoi abitanti non fu eseguito. Prendendosi parecchie libertà, il testo teatrale da cui il film di Schlöndorff è tratto ci racconta come andarono le cose; per farlo, ci introduce nella suite del generale Dietrich von Choltitz, governatore della città per conto del Führer.

NEWS
NEWS
domenica 14 dicembre 2014
Pino Farinotti

Il titolo di questo mio intervento intende evocare il romanzo storico di Charles Dickens. Le due città erano Parigi e Londra. L'inglese Dickens raccontava la rivoluzione francese da inglese. Rispetto al titolo ho cambiato una delle città, Parigi rimane, [...]

winner
miglior scenegg.ra non origin.
Cesar
2015
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