Diplomacy - Una notte per salvare Parigi

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Un film di Volker Schlöndorff. Con André Dussollier, Niels Arestrup, Burghart Klaußner, Robert Stadlober, Charlie Nelson.
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Titolo originale Diplomatie. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 85 min. - Francia, Germania 2014. - Academy Two uscita venerdì 21 novembre 2014. MYMONETRO Diplomacy - Una notte per salvare Parigi * * * - - valutazione media: 3,17 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Quando il dialogo sconfigge la follia umana Valutazione 4 stelle su cinque

di andrejuve


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giovedì 24 dicembre 2015

“Diplomacy- Una notte per salvare Parigi” è un film del 2014 diretto da  Volker Schlöndorff. Siamo nell’agosto del 1944, verso la conclusione della seconda guerra mondiale, e ormai il predominio nazista in Europa sta gradualmente scemando grazie all’arrivo delle truppe alleate le quali hanno come obiettivo quello di liberare i paesi occupati e acquisire il controllo di Berlino per porre fine al conflitto armato. Il generale Dietrich von Choltitz è stato inviato da quindici giorni nella città di Parigi, ancora in mano ai tedeschi, alloggiando presso uno degli alberghi più importanti e, nella notte tra il 24 e il 25 agosto, ha il compito di eseguire il folle ordine di Hitler di distruggere e radere al suolo la capitale parigina sia per cercare di rallentare l’avanzata degli alleati che per un proprio desiderio personale di vedere in frantumi una città che ha sempre ammesso fosse, suo malgrado, migliore di Berlino. In quella notte si reca presso la stanza del generale un ingegnere francese, costretto a consigliare alle truppe tedesche i luoghi in cui inserire gli ordigni. Tutto ormai sembra definito quando, mentre Choltitz è da solo, spunta nella stanza un uomo. Quest’uomo è il console svedese Raoul Nordling il quale aveva già avuto contatti con Choltitz e ha spiato tutte le conversazioni avvenute quella notte dietro un finto specchio, ed è entrato attraverso un ingresso segreto sconosciuto a tutti. Nordling, per conto del tenente francese che guida le truppe alleate, ha il compito di convincere Choltitz ad opporsi all’ordine di Hitler, lasciando la città di Parigi intatta e arrendendosi data l’inevitabile sconfitta tedesca. Choltitz però è un uomo apparentemente irremovibile e si rifiuta di denigrare e di ignorare gli ordini ricevuti, anche se palesemente illogici e assurdi. Per Nordling non sarà facile l’opera di convincimento e le cose si complicheranno quando scoprirà che Hitler ha recentemente disposto con un decreto che vengano uccisi gli ufficiali che non si attengono alle direttive del dittatore, e i rispettivi famigliari. Choltitz ha una moglie e tre figli. E’ meglio sacrificare la vita di milioni di civili oppure salvare una città, cambiando il corso della storia, rischiando di vedere morire i propri cari?. La pellicola racconta la storia realmente accaduta della negoziazione che ha portato al salvataggio di Parigi. Attraverso la narrazione di questa incredibile vicenda viene messa in luce una forte critica nei confronti della guerra con tutte le sue assurdità, come quella di ordinare la distruzione di una città per un semplice “capriccio” di un malvagio e pazzo dittatore che ormai ha raggiunto una fase di declino inesorabile. Tutti gli ufficiali tedeschi, dopo la fine del conflitto, si sono giustificati affermando di aver compiuto ogni azione in quanto era loro dovere dare esecuzione agli ordini e risultava impossibile opporsi. Ma di fronte ad ordini che appaiono disumani, atroci e ingiustificati l’uomo deve trovare il coraggio di indignarsi e opporsi ricordandosi anche solo per un attimo che le guerre hanno come conseguenza quella di coinvolgere persone civili che nulla hanno a che vedere con gli interessi politico-economici di coloro che rivestono posizioni di potere. Distruggere Parigi avrebbe costituito un atto di criminalità non solo nei confronti della sua popolazione ma anche di tutta l’umanità intera. Radere al suolo una città significa cancellare la sua gente, la sua storia e la sua cultura. Senza questa azione diplomatica oggi nessuno avrebbe avuto la fortuna di ammirare bellezze come la Tour Eiffel, il Louvre e Notre- Dame, e le generazioni successive alla seconda guerra mondiale avrebbero dovuto rinunciare a tutto questo per il solo fatto che un uomo, abusando della sua autorità, avesse assunto arbitrariamente una decisione irrazionale e paradossale. Inoltre la Germania sarebbe stata emarginata da qualsiasi Stato sia a livello europeo che mondiale e difficilmente sarebbero stati intrapresi rapporti con questo paese data la gravità dell’evento. Ma in una triste realtà come quella della guerra mondiale, dove la crudeltà e la spietatezza dell’essere umano prendono il sopravvento, c’è qualche barlume di umanità che fornisce una speranza per il futuro e per tentare di creare un mondo che viva nella pace e nella solidarietà tra i popoli. Ci sono momenti in cui l’onore personale e l’orgoglio devono lasciare spazio alla razionalità e questi due uomini ne sono l’emblema. Il generale Choltitz grazie alle parole e all’insistenza di Nordling si rende conto che è necessario intervenire non facendo prevalere il pensiero egoistico, e comprensibile, legato alla salvaguardia delle persone a lui più care. Questa storia è la dimostrazione del fatto che nulla è più forte del dialogo e della parola e ogni tipo di problema può essere risolto senza ricorrere alla becera e futile violenza che porta esclusivamente alla rovina e alla disperazione totale. Il regista secondo il mio parere è riuscito a dirigere un film storico e di guerra diverso dagli altri, perché incentrato sulla figura di due soli personaggi ed è in pratica ambientato quasi totalmente in una stanza. La sceneggiatura e i dialoghi sono eccellenti e riescono a trasmettere allo spettatore messaggi importanti, forti emozioni e continui spunti di riflessione. Ottime le prove di Niels Arestrup, nei panni di Dietrich von Choltitz, e di André Dussollier, in quelli di Raoul Nordling, ad un primo impatto dalle personalità opposte ma in realtà molto simili tra loro. Un film da vedere.

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