| Titolo originale | The Green Inferno |
| Anno | 2013 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Eli Roth |
| Attori | Lorenza Izzo, Ariel Levy, Kirby Bliss Blanton, Aaron Burns, Magda Apanowicz Ignacia Allamand, Daryl Sabara, Nicolás Martínez (III), Sky Ferreira, Eusebio Arenas, Richard Burgi, Ramón Llao, Matías López, Antonieta Pari, Tatiana Panaifo, Percy Chumbe, Clara Vázquez, Sally Rose, Paul Norris (III), John Mark Allan, Mary Dunworth, Cody Pittman, Carolina Chacón, Eric Kleinsteuber, Marco Frías, Bruno Pakomio, Eufemia Teao, Maria Tepihe, Karen Ofanama, Nelson Castillo, Paz Bascuñán. |
| Uscita | giovedì 24 settembre 2015 |
| Distribuzione | Koch Media |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 |
| MYmonetro | 2,43 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 2 ottobre 2015
Un gruppo di ragazzi di città si reca nella foresta amazzonica per protestare contro la deforestazione ma nel viaggio di ritorno un incidente aereo li mette a contatto con i cannibali della zona. In Italia al Box Office The Green Inferno ha incassato 612 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Justine è la figlia di un importante membro dell'ONU e vive dentro una campana di vetro, una buona occasione per uscirne è partecipare all'azione di un gruppo di attivisti che manifestano davanti casa sua: andare nella foresta amazzonica, incatenarsi a degli alberi che stanno per essere abbattuti e riprendere tutto con dei cellulari in modo da creare consapevolezza nel mondo su quanto stia succedendo. Parte così alla volta del Perù con un folto gruppo di suoi coetanei di città ma terminata l'azione, nel volo di ritorno, un malfunzionamento li fa precipitare in mezzo a quella foresta che vogliono proteggere, proprio nelle braccia di una tribù di cannibali i quali non vedono di buon occhio i bianchi.
Il gore e l'orrore spesso passano per la mutilazione e la macellazione dei giovani corpi di ragazzi e ragazze, ma il cinema di Eli Roth ha elevato questa pratica a regola, presupposto di base e non fine ultimo, aumentando dosaggio ed efferatezza e diminuendo la complessità dello sfondo. Amante degli effetti poco rassicuranti provocati dall'essere lontani da casa (meglio se in altri stati) e delle ipocrisie di chi si culla in sogni intellettuali cosmopoliti senza sapere in realtà nulla dei luoghi che frequenta (è spesso questa la causa degli orrori nei suoi film), per il suo ritorno alla regia dopo diversi anni di silenzio il regista ripropone tutti i suoi temi tipici, unendoli con quella che dichiara da sempre essere la madre delle proprie fonti d'ispirazione: Cannibal holocaust.
Del film di Ruggero Deodato censurato in quasi tutto il pianeta The green inferno riprende tutti i presupposti di base, cambiando solo la motivazione che porta i protagonisti nella foresta. Ancora una volta dunque Eli Roth mostra un altrove e degli stranieri come la forma più pura e spaventosa di minaccia, dotati di motivazioni imperscrutabili o (in questo caso) indiscutibili, implacabili nell'esecuzione e determinati a provocare dolore. The green inferno tuttavia, pur eccedendo in sangue ed esposizione delle interiora, non raggiunge le vette di violenza della serie Hostel, configurandosi come una versione (solo di poco) più soft della caratteristica per la quale il regista è più noto.
Questo remake non dichiarato che evita la parte "found footage" del film di Deodato e invece inietta, specie nel finale, alcuni elementi del vengeance movie, ha dunque il solo merito di non essere mai buonista e di attendere tutti quanti i personaggi al varco per mostrarne l'inconsistenza e l'intrinseca malignità.
È evidente che ad uscirne meglio di tutti sono i cannibali (in quanto onesti rispetto alla loro pratica e spinti all'efferatezza contro i protagonisti dalle azioni dei loro simili che ne distruggono l'habitat naturale a colpi di bulldozer), "cattivi non cattivi" di un film che pare voler dare quel che si meritano agli attivisti da 4 soldi, "abbraccia alberi" che partono alla volta del Perù con fare snob da privilegiati, almeno tanto quanto lo vuole darlo a chi massacra i nativi per fini commerciali.
Ritorna sul grande schermo il Cannibal Movie all'italiana, quei film efferati girati tra fine anni '70 ed inizio anni '80. Devo dire che la mia cultura di genere alla visione di questo film è relativamente limitata, si, mi sono informato, ma i più non li ho visti. L'unico è stato il bellissimo Cannibal Holocaust, che non colpiva lo spettatore solamente per violenza [...] Vai alla recensione »
Eli Roth fa a pezzi (è il caso di dirlo) l'ipocrita perbenismo di certi idealisti rivoluzionari dando fondo a tutto il suo campionario divertito di horror macabro. Qui, protagonista è Justine che decide di unirsi a un gruppo di attivisti che vanno a difendere i diritti di alcune tribù dell'Amazzonia. Mal gliene incolse, perché una di queste pratica ancora il cannibalismo.