| Titolo originale | Nottetempo |
| Anno | 2013 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Francesco Prisco |
| Attori | Giorgio Pasotti, Nina Torresi, Gianfelice Imparato, Esther Elisha, Antonio Milo Samuel Colungi, Valeria Milillo, Shalana Santana, Samuele Colungi, Ivan Castiglione, Riccardo Zinna, Chiara Baffi, Riccardo Capobianco, Luigi Delladio, Santija Bieza, Stefano Miglio, Laura Schettino, Pippo Cangiano, Giuseppe Mastrocinque, Michele Bevilacqua, Angelo Torrice, Franco Moscon, Andrea Brunello, Nicola Cuomo, Matteo Micheli, Beatrice Fedi, Gennaro Canonico, Fabio La Fata, Agostino Chiummariello. |
| Uscita | giovedì 3 aprile 2014 |
| Distribuzione | Videa |
| MYmonetro | 2,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 1 ottobre 2014
Le vite di un poliziotto, una ragazza e un comico televisivo si incrociano a causa di un incidente stradale. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento,
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CONSIGLIATO NÌ
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Una corriera si rovescia sul lato della strada e l'incidente fra incontrare tre persone che sembrerebbero non avere nulla in comune: un poliziotto intransigente, una ragazza innamorata e un cabarettista in declino. Da quel momento il destino si diverte a imbrogliare la sua tela, facendo leva sul caso come sulla volontà degli uomini.
Nottetempo, lungometraggio di esordio del 28enne Francesco Prisco, si sviluppa come un road movie che parte da Napoli e arriva fino a Bolzano viaggiando sulla forza delle atmosfere (accentuata da una colonna sonora evocativa) più che sulla coerenza narrativa.
La mano di regia di Prisco è efficace, specie nelle scene di sport (il poliziotto è un giocatore di rugby, e il rugby viene proposto come metafora della vita) ma si ha la sensazione che parte del film da lui girato sia caduto vittima della sala di montaggio. Molti snodi della trama, che ad un certo punto volge decisamente verso il noir, risultano poco chiari o vengono addirittura omessi, lasciando lo spettatore più confuso che persuaso. È un peccato capitale per un film che si propone come un mosaico da ricomporre con esattezza, attingendo sia alla poetica del caso (e del perdono) di Krzysztof Kieslowski che alle trame triangolari di Guillermo Arriaga. Ma la sceneggiatura, pur firmata da un professionista come Gualtiero Rosella insieme ad Annamaria Morelli e allo stesso regista, trasposta sullo schermo rivela buchi e implausibilità davvero vistosi.
La regia si ispira chiaramente a quella di Nicholas Winding Refn ma il risultato è molto lontano dalla compattezza stilistica e narrativa del regista danese. Prisco, considerata la giovane età e il talento con la macchina da presa, merita uno script più coeso e un montaggio meno mutilante.
Un film intenso dal finale inaspettato. I miei complimenti per la regia e la sceneggiatura di #francescoprisco il suo ingresso nel cinema italiano e' dalla porta centrale, un film che non ha niente di scontato. Bellissima la fotografia e #giorgiopasotti in un ruolo nuovo ma estremamente convincente. Inoltre rivolgo i miei complimenti a tutti coloro che ci hanno lavorato, a tutti coloro che hanno [...] Vai alla recensione »
Esordio curioso assai, questo di Francesco Prisco, 38enne di Frattamaggiore (provincia di Napoli) fin qui regista di cortometraggi e spot pubblicitari. Mescola svariati generi e «pilucca» suggestioni qua e là, ma alla fine trova una compattezza di stile che permette di passar sopra anche a trovate un po' forzate (le visioni che i personaggi hanno di tanto in tanto: sogni, ricordi, desideri, déjà vu, [...] Vai alla recensione »