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Ultimo aggiornamento martedì 10 settembre 2013
Suzanne ha solo 16 anni quando la famiglia la costringe a ritirarsi in convento. La ragazza, priva di vocazione, combatte per riconquistare la libertà. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office La religiosa ha incassato 15,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Francia. Attorno al 1768. La giovane Suzanne viene inviata in convento dai genitori contro la propria volontà. Cerca di resistere ma scopre di essere figlia illegittima e di dover scontare la colpa materna. Trova inizialmente una Madre Superiora anziana e comprensiva ma quando costei muore chi la sostituisce la sottopone a una serie di angherie difficilmente sopportabili.
Forse non tutti sanno che Denis Diderot, che scrisse il romanzo a cui il film si ispira, aveva un fratello sacerdote, una sorella morta in convento e che egli stesso aveva avuto la tonsura a 13 anni a cui era seguita, più in là negli anni, una reclusione in un convento con relativa fuga. Aveva quindi più di un motivo per scrivere un romanzo di denuncia nei confronti della costrizione a una vita religiosa non voluta. Guillaume Nicloux a sua volta proviene da una famiglia religiosa e dichiara di aver pensato di entrare in seminario fino a che la preadolescenza e la lettura del romanzo in oggetto lo indirizzarono su altre vie. Si può comprendere quindi con quale spirito abbia affrontato questa rilettura cinematografica. Perché di rivisitazione si tratta dopo che sia Rivette che Grualt hanno in passato affrontato il romanzo offrendogli il finale (che in Diderot è assente). Nicloux esplora una possibilità diversa: il coraggio nella rivendicazione del diritto all'autodeterminazione viene premiato.
Ancora una volta ci troviamo dinanzi a un film dagli ottimi intenti che però non riesce a sollevarsi dalle secche della corretta illustrazione. La scelta di Pauline Êtienne per il ruolo di Suzanne è indubbiamente più che adeguata. Nei suoi occhi traspare l'innocenza che non si disgiunge mai dalla determinazione di reagire a un sopruso. Fanno invece più fatica ad essere credibili Louise Bourgoin nelle accollate vesti di una madre superiora che sembra una cattiva da feuilleton e, ahimè, la stessa Isabelle Huppert che ha ormai fatto propria una recitazione così moderna da renderla, nonostante la sempre impeccabile professionalità, abbastanza fuori parte nel ruolo dell'ultima superiora incontrata da Suzanne. La si guarda e non si pensa a colei che detiene il potere al convento di St.Eutrope ma a Isabella Huppert che recita il ruolo di ... e questo non aiuta.
Di film sulla vita monastica imposta senza vocazione, con relative vessazioni e crudelta' fino alla vera e propria tortura, s'e' avuto un tale dispiego da non concedere tante varianti dopo "Magdalene". A meno che non entri in scena Isabelle Huppert nel ruolo di una madre superiora impetuosamente saffica. Apriti cielo. Lo schermo si illumina di luce propria alla sua comparsa, nella seconda meta' del [...] Vai alla recensione »
Nella Francia de1 1768, la giovanissima Suzanne viene "orientata" dai genitori alla vita consacrata contro la propria volontà. Alla morte della superiora comprensiva ne subentra una tirannica, il cui comportamento indurrà la fanciulla a ribellarsi con successo. Liberamente ispirato all'omonimo romanzo "illuminista" di Denis Diderot, il film del francese Nicloux non ne è certo la prima cine-trasposizione, [...] Vai alla recensione »