Ida

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Un film di Pawel Pawlikowski. Con Agata Kulesza, Agata Trzebuchowska, Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam Szyszkowski.
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Drammatico, durata 80 min. - Polonia, Danimarca 2013. - Parthénos uscita giovedì 13 marzo 2014. MYMONETRO Ida * * * * - valutazione media: 4,04 su 47 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
luigi chierico domenica 16 marzo 2014
in religioso silenzio Valutazione 5 stelle su cinque
94%
No
6%

Chi desidera conoscere una bella storia, scritta bene, in cui i sentimenti e luoghi trovino ampio respiro, deve affidarsi silenziosamente alla lettura di un bel libro. Chi cerca una bella storia con belle fotografie sceglie il cinema sonoro. Se invece si vuol soltanto assistere a qualcosa di veramente particolare occorre vedere capolavori come “Ordet” di Theodor Dreyer del 1955 o come “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman del 1957 e “Ida” di Pawel Pawlikowski dopo quasi 60 anni. Non è un film per tutti perché non è divertente ma da cineforum, dico questo perché tante volte raccogliendo il parere ed impressioni di qualcuno si rimane delusi. Parlarne troppo bene e raccontare la storia può fuorviare chi sceglie di andare a vedere questo film. [+]

[+] questioni di fede (di arnaco)
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writer58 domenica 16 marzo 2014
il decalogo di pawlikowski Valutazione 4 stelle su cinque
96%
No
4%

Il retrogusto che mi ha lasciato questo film di Pawlikowski, regista per me sconosciuto, è simile a quello di alcuni episodi del "Decalogo" di Kieslowski: composizioni asciutte, direi quasi severe, per nulla spettacolari, ma che scavano i personaggi dall'interno e restituiscono ritratti sorprendentemente "veri". Anna è una novizia che sta per prendere i voti. Si reca controvoglia, su indicazione della Madre superiora, a Varsavia per conoscere la sua unica parente in vita, una zia che non si è mai interessata a lei. Le due donne sono agli antipodi: Wanda è un giudice, una militante del partito comunista che ha fatto carriera dopo la fine della seconda guerra mondiale. [+]

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pepito1948 venerdì 28 marzo 2014
i due mondi di ida e wanda Valutazione 4 stelle su cinque
93%
No
7%

Nella Polonia di inizio anni 60 si incontrano due donne, una novizia in procinto di prendere i voti e sua zia, ex partigiana e magistrato. Il clima è quello gelido ed uniforme del regime comunista del dopoguerra, che ha steso una coltre di apparente normalizzazione sociale, sotto la quale tuttavia cova ancora il retaggio, fatto di dolori, misteri non risolti, ricordi incancellabili, del recente Olocausto.
Due donne, due mondi; l’una giovane ed orfana, che non è mai uscita dal convento in cui è cresciuta, si scopre ebrea, l’altra matura, che ha aggredito la vita prima come combattente per la libertà, poi come procuratore inflessibile, cerca un riscatto dalla solitudine in effimeri occasioni di incontri con gli uomini ed in consolatorie bevute di vodka. [+]

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maurizio meres sabato 22 marzo 2014
da non perdere Valutazione 4 stelle su cinque
90%
No
10%

Bellissimo spaccato di una Polonia, grigia ,autoritaria ,intrappolata ancora dagli strascichi di una guerra passata ,ma ancora presente nella libertà di pensiero del popolo in un regime autoritario dove il controllo sulle persone è la priorità . Lei Anna vissuta nell'isolamento di una chiesa restrittiva , senza sapere niente della sua vita ,senza ricordi senza emozioni al riparo da tutto .Wanda la zia bellissima figura cinematograficamente parlando ,autoritaria sicura della sua persona libera di fare tutto ciò che il regime gli permetteva ,ma intrappolata nel suo totale fallimento esistenziale,di una vita passata nel giudicare gli altri essendo giudice ,senza mai essere giudicata ,il suicidio rimane per lei l'unica via per liberarsi di una vita socialmente inutile. [+]

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rampante mercoledì 3 dicembre 2014
ida la suora ebrea Valutazione 5 stelle su cinque
94%
No
6%

Il regista polacco racconta la storia di Ida, una storia ambientata nella Polonia del 1962 scandita da inquadrature sorprendenti in bianco e nero
Un doppio ritratto femminile d'impeccabile bellezza.

Anna, una ragazza orfana, giovanissima e acerba della vita sta per prendere i voti da suora nel convento cattolico dove è cresciuta.
Consigliata dalle suore si reca a conoscere la sua unica zia, Wanda, una zia adulta ed esperta del mondo,una zia comunista, con un passato da pubblico ministero durante la Seconda Guerra Mondiale. La ragazza non sa di chiamarsi Anna e di essere ebrea,
Due donne che si conoscono appena,   partono assieme  per scoprire il loro oscuro passato per viaggio che sarà sorprendente a iniziare dalla religione di appartenenza  e che finirà per avvicinarle nella loro ricerca mettendole di fronte a terribili scoperte  nella Polonia dell'Olocausto.

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eugenio venerdì 2 maggio 2014
la ricerca di un’identità individuale e collettiva Valutazione 4 stelle su cinque
94%
No
6%

Polonia comunista, inizi anni’60. Istantanea: primo piano di un convento. Si celebra una funzione religiosa. L’attenzione dello spettatore è rivolta a una giovane suora, Anna, dalle mosse impacciate,timida, insicura, credente e rigida nella sua fermezza ecclesiastica. Esterno: quartieri popolari e in lontananza l’ambiente perbenista della borghesia che ha sfruttato il vento del regime per arricchirsi alle spalle di una popolazione sempre più povera e indigente. Emblema dell’ostentazione di benessere è Wanda elitaria di regime, magistrato, amante dei piaceri mondani, atea, segnata da ferite dell’anima, opulentemente sola, sanguinaria nelle sentenze, vibrante come luce di candela spezzata da un forte vento. [+]

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angelo umana domenica 30 marzo 2014
il mondo fuori ha poi tanto da dare? Valutazione 3 stelle su cinque
94%
No
6%

 In Polonia sul far degli anni 60 la tenera suor Anna vive fin da quando era bambina piccolissima in un convento dove a giorni prenderà i voti. Fu affidata alle suore alla morte dei suoi genitori, ebrei polacchi uccisi da altri polacchi durante l’occupazione tedesca. Invitata a farlo dalla madre superiora – in un convento l’invito è anche un ordine – va nel “mondo fuori” a conoscere una certa zia Wanda, l’unica presunta parente.
 
Apprende da Wanda di chiamarsi Ida in realtà, conosce così la sorte dei suoi genitori e come lei stessa scampò alla morte. In un viaggio con la “zia” nel paesino d’origine ne recupera i resti in un bosco, dà loro sepoltura con la cura e delicatezza che le appartengono: questa uscita è per lei occasione di avvicinarsi alla vita fuori dal convento e all’amore, sembra un uccellino implume appena nato e messo in un mondo di cui sa poco. [+]

[+] post oscar 2/2015 (di angelo umana)
[+] la zia era un giudice (di cinefila part time)
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janmaris sabato 22 marzo 2014
quando gli sguardi e le pause fanno un film Valutazione 5 stelle su cinque
90%
No
10%

Ho trovato questo film davvero straordinario, come pochi in tempi recenti! Una storia molto ricca di contenuto, una sceneggiatura misurata e ottima, una fotografia B/N perfetta, una recitazione eccellente, delle scelte registiche per alcuni dettagli (son queste che secondo me fanno la differenza fra un regista e un altro!) notevolissime, inclusi certi silenzi e certi sguardi che "comunicano" in modo chiarissimo, che non vedevo da molti e molti film. Con una delineazione di due caratteri con scelte radicali diverse, ma non "impermeabili" all'influenza reciproca, in cui tutto il pensiero del luogo e dell'epoca (cattolicesimo, visione socialista) contengono passioni vere insieme a grandi disinganni. [+]

[+] descrizione perfetta (di maurizio meres)
[+] digli di fare come me! (di barone di firenze)
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nerone bianchi sabato 14 marzo 2015
nel gioco della vita Valutazione 4 stelle su cinque
82%
No
18%

Normalmente scrivo di un film lo stesso giorno o al massimo il giorno successivo alla visione, questa volta ne ho fatti passare tre, non per pigrizia ma sperché ho lasciato che le immagini e le impressioni si sedimentassero, sperando che poi, diradata la nebbia, avessero cose più precise e sensate da suggerire. Così non è stato e il mio giudizio critico ancora versa nell'incertezza e credo che non arriverà mai a raggiungere atteggiamenti diversi da questo. Il lavoro è in bianco e nero ed anche su uno schermo quadrato diverso da quello a cui siamo normalmente abituati, questa scelta senza ombra di dubbio conferisce maggiore profondità e credibilità alla vicenda raccontata, la trasporta su un piano diverso, nel passato grigio dei vecchi regimi comunisti, negli anni incerti del dopoguerra, tra le mura di un convento. [+]

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mericol giovedì 12 marzo 2015
ida, prima era anna Valutazione 4 stelle su cinque
51%
No
49%

 Anna sta per prendere i voti. E’ il caso di chiamare l’unica parente in vita? Esiste soltanto una zia che non ha mai risposto agli inviti della madre superiora. Anna parte in treno. Va a trovare la zia. Si chiama Wanda, è un dirigente importante del partito comunista polacco. Fa il magistrato e in quel periodo,siamo negli anni ’60, si può bene immaginare come viene esercitata la giustizia in un paese comunista: condanna sicura per i cosiddetti “nemici del popolo”:
Nasce un breve e intenso rapporto tra le due. Anna apprende di essere ebrea. Il suo vero nome è Ida. I suoi familiari sono stati trucidati durante gli anni di guerra e sottratti i loro beni. [+]

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