|
|
luivig
|
mercoledì 18 luglio 2018
|
in una sola parola…cinema!
|
|
|
|
Geometria delle immagini. Intensità della storia. In una sola parola…Cinema!!!
Pawlikowski gira in modo sublime, ed anche se lo fa ammiccando (con referenza) a Polanski, Kieślowski, Haneke e forse Bresson, lo fa in modo speciale. Ida è un omaggio al cinema e un grido di storia. Il film si guarda con occhi e cuore e facendo l’elenco dei temi trattati ci si accorge che, in questo meraviglioso bianco e nero delle immagini, si annidano tante cose.
[+]
Geometria delle immagini. Intensità della storia. In una sola parola…Cinema!!!
Pawlikowski gira in modo sublime, ed anche se lo fa ammiccando (con referenza) a Polanski, Kieślowski, Haneke e forse Bresson, lo fa in modo speciale. Ida è un omaggio al cinema e un grido di storia. Il film si guarda con occhi e cuore e facendo l’elenco dei temi trattati ci si accorge che, in questo meraviglioso bianco e nero delle immagini, si annidano tante cose. La fede, la famiglia, la ricerca delle proprie radici, l’antisemitismo, il socialismo, l’amore, la gioventù, la guerra…la vita.
Il gioco del doppio che si riflette nella diversità delle due donne (Ida e Wanda) tende ad unirsi quando il richiamo alla famiglia si fa forte, specie se si tratta di una famiglia ebrea, sottoposta a quanto di più efferato il destino poteva riservare.
Tutto ciò, negli anni sessanta, in una Polonia segnata dalle cicatrici dei campi di sterminio, e dalle ferite che ancora sanguinano nelle coscienze e nel pensiero.
E poi il cinema. L’architettura delle immagini, ognuna folgorante e precisa, la fotografia delle scene, la musica, la colonna sonora, che come si diceva ieri dopo il film, è scelta con cura e studiata ad arte.
Forma e sostanza che in alcune sequenze raggiungono altissimi livelli: l’uomo inginocchiato nella fossa scavata per recuperare i resti dei genitori di Ida, il concedersi di Ida alla vita nel suo giro avvolta nella tenda, la sequenza del suicidio di Wanda. Quest’ultima mi ha colpito molto. La macchina da presa si ferma e la osserva. Non la segue. E’ Wanda che esce ed entra dalla scena. C’è la musica del disco.Apre la finestra, spegne una sigaretta, scompare, riappare con un cappotto, si lancia nel vuoto.
Folgorante. Essenziale. Diretto.
Cosa si desidera di più da un film?
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a luivig »
[ - ] lascia un commento a luivig »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
stefano capasso
|
lunedì 16 febbraio 2015
|
il potere e l'amore
|
|
|
|
Nella Polonia degli anni 60, in pieno regime socialista, Anna è una giovane novizia in attesa di prendere i voti. Ha sempre vissuto nel convento dove fu lasciata dai parenti alla morte della sua famiglia. Rintracciata la zia, la madre superiora invita Anna ad andare a trovarla e chiarire la sua storia prima di entrare per sempre in convento. Malvolentieri Anna esce ed incontra la zia Wanda che non l’aveva mai cercata prima. Wanda è una donna cinquantenne che vive il disagio della mancanza di amore; dopo una carriera da spietata procuratore dello stato, beve e passa da un uomo all’altro. Rivela ad Anna che la sua famiglia di origine era ebrea e che per questa ragione durante la guerra si nascose nelle campagne prima di essere uccisa.
[+]
Nella Polonia degli anni 60, in pieno regime socialista, Anna è una giovane novizia in attesa di prendere i voti. Ha sempre vissuto nel convento dove fu lasciata dai parenti alla morte della sua famiglia. Rintracciata la zia, la madre superiora invita Anna ad andare a trovarla e chiarire la sua storia prima di entrare per sempre in convento. Malvolentieri Anna esce ed incontra la zia Wanda che non l’aveva mai cercata prima. Wanda è una donna cinquantenne che vive il disagio della mancanza di amore; dopo una carriera da spietata procuratore dello stato, beve e passa da un uomo all’altro. Rivela ad Anna che la sua famiglia di origine era ebrea e che per questa ragione durante la guerra si nascose nelle campagne prima di essere uccisa. Anna, che in realtà si chiama Ida, era piccola e fu affidata al convento. Insieme partono alla ricerca dei resti della famiglia, stabilendo una relazione conflittuale vista l’apparente distanza dei modelli di vita e trovati i resti e seppelliti si separano. Ida torna in convento e Wanda si suicida, spingendo la ragazza a lasciare di nuovo il convento per provare i piaceri della vita mondana prima di prendere i voti.
Molto bello il film del regista polacco Pawel Pawlikowski, caratterizzato dal formato 4:3 e una splendida fotografia in bianco e nero, rigorosamente geometrica. Il tema è quello del potere e dell’amore che le donne cercano di integrare. Wanda dopo una vita di potere cerca e non trova l’amore arrivando al suicidio dopo l’incontro con Ida che le ricorda il tempo che passa. Ida dopo una vita dedicata all’esercizio della disciplina e quindi del potere personale, dopo l’incontro con la zia sente la necessità di vivere l’amore e le passioni. E questo le permetterà di rientrare in convento più ricca dell’integrazione delle due istanze. Cosi nell’ultima scena la macchina da presa, che è sempre stata ferma durante il film a sottolineare il rigore del tema trattato, comincia a muoversi con una ripresa a mano che nello sfondo che finalmente abbandona il rigore geometrico per aprirsi alle sfumature.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a stefano capasso »
[ - ] lascia un commento a stefano capasso »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
melania
|
martedì 3 marzo 2015
|
un piccolo gioiello
|
|
|
|
Opera in bianco e nero,senza fronzoli,breve come un soffio ma ricco di contenuti.Lo definirei un film poetico per tutto l'insieme,che va dalla trama alla fotografia,dalla scenografia alla interpretazione dei personaggi,con particolare riferimento a Ida,la protagonista,il cui viso intenso ed espressivo,parla allo spettatore anche quando lei tace.Un film molto bello!
|
|
|
[+] lascia un commento a melania »
[ - ] lascia un commento a melania »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
enzo70
|
giovedì 1 ottobre 2015
|
il confronto di due donne
|
|
|
|
Il disastro della shoà è stato oggetto di centinaia di film, belli, bellissimi, irridenti, rigorosi. Con Ida il regista polacco Pawlikoski affronta il tema da un angolo visuale diverso; Anna è una giovane orfana in attesa di prendere i voti. La madre superiore le chiede, però, di incontrare una zia per conoscere di più del suo passato e delle sue origini. E dalla zia, Wanda, Anna apprende di essere ebrea, che il suo vero nome era Ida, e che i genitori sono morti durante il nazismo. Wanda ed Ida iniziano un breve ed intenso viaggio nella Polonia degli anni 60 per indagare sulle ragioni della morte dei genitori e per trovare i resti. Ida si trova così ad affrontare un mondo nuovo, in cui la vivacità intellettuale della zia in una Polonia oppressa dal regime comunista, e il tentativo di portare all’oblio le atrocità del periodo nazista si contrappongono alla semplicità ed alle sicurezze di Anna.
[+]
Il disastro della shoà è stato oggetto di centinaia di film, belli, bellissimi, irridenti, rigorosi. Con Ida il regista polacco Pawlikoski affronta il tema da un angolo visuale diverso; Anna è una giovane orfana in attesa di prendere i voti. La madre superiore le chiede, però, di incontrare una zia per conoscere di più del suo passato e delle sue origini. E dalla zia, Wanda, Anna apprende di essere ebrea, che il suo vero nome era Ida, e che i genitori sono morti durante il nazismo. Wanda ed Ida iniziano un breve ed intenso viaggio nella Polonia degli anni 60 per indagare sulle ragioni della morte dei genitori e per trovare i resti. Ida si trova così ad affrontare un mondo nuovo, in cui la vivacità intellettuale della zia in una Polonia oppressa dal regime comunista, e il tentativo di portare all’oblio le atrocità del periodo nazista si contrappongono alla semplicità ed alle sicurezze di Anna. Ed alla fine emergerà una persona nuova, Ida, più fragile, meno sicura, ma sicuramente più donna. Film interamente girato in bianco e nero, intenso nel ritmo e nelle modalità di racconto per quanto essenziale e privo di fronzoli Ida è un film sicuramente diverso, interpretato splendidamente da Agata Kulesza e Agata Trzebuchowska.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a enzo70 »
[ - ] lascia un commento a enzo70 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
intothewild4ever
|
giovedì 22 gennaio 2015
|
ida - una storia dura, raccontata male
|
|
|
|
Ida è una novizia prossima a prendere i voti, nella Polonia degli anni '60. Prima del grande passo, la Badessa le comunica che ha una zia che fa il Giudice in città, che però non ha mai voluto saperne di lei che è stata affidata alle monache ancora in fasce. La Badessa la spinge ad andare a trovarla e a conoscerla, probabilmente come una prova da superare prima di prendere i voti. La povera Ida si troverà così a fare i conti con il passato davvero orrendo della propria famiglia e verrà messa alla prova da ciò che è il mondo al di fuori di un Convento.
Tralasciando le strane inquadrature con i soggetti posti quasi in maniera marginale rispetto al contesto, e il modo poco ricercato in cui è stato inserito il bello di turno nella storia, poteva anche starci la scelta del b&w, quella del 4:3, ok, però: perché tutto quell'inutile mutismo? Perché l'assoluta mancanza di una colonna sonora a sostegno di una storia che, a mio avviso, avrebbe meritato di essere raccontata in maniera più incisiva? Perché non scavare più a fondo nella vita dei due personaggi, esporre di più le loro vite, i loro pensieri e le loro debolezze? Probabilmente si è voluto lavorare molto di sottrazione in questo film, talmente di sottrazione, che alla fine non è rimasto che una storia dura ma senza sostegno, senza carica emotiva, senza anima.
|
|
|
[+] lascia un commento a intothewild4ever »
[ - ] lascia un commento a intothewild4ever »
|
|
d'accordo? |
|
|
|