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Ultimo aggiornamento giovedì 12 dicembre 2019
La tv lancia un nuovo reality: vince il più disperato d'Italia. In un paese all'ultima spiaggia si presentano in migliaia. In Italia al Box Office All'ultima spiaggia ha incassato 187 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Il casting di un reality show centrato sui derelitti, uomini e donne che per motivi diversi sono arrivati all'ultima spiaggia, è l'espediente per raccontare quattro storie di altrettanti candidati che, per convincere gli autori del programma a prenderli, narrano le disavventure che li hanno portati alla suddetta ultima spiaggia.
Le quattro storie riguardano un'omosessuale tradita dalla propria compagna con l'ex eterosessuale allo scopo di concepire un figlio, una guardia giurata che decide di rapinare la banca per la quale lavora ma al momento del dunque si trova in competizione con altri rapinatori, anch'essi intenti a rapinare la medesima banca, un marito che scopre nella maniera peggiore che la moglie sudamericana ha girato un film porno e un imprenditore emiliano costretto a subire lo stile di vita napoletano nell'ospedale in cui è ricoverato prima di un intervento al cuore.
Sia la struttura ad episodi che la maniera di collegarli, con una situazione al presente a fare da filo conduttore e punto fermo dal quale far partire i diversi racconti in flashback, che infine l'intento di raccontare così gli ultimi e per esteso la "loro" società, non sono nuovi al cinema italiano. Ma ciò che una volta era virtù nata dalle esigenze commerciali di una struttura produttiva opulenta e ingorda, oggi è imitazione di quel modello senza le condizioni, il contesto e gli attori che lo rendevano possibile e sensato.
All'ultima spiaggia non riunisce un cast di attori comici ma di comici, cioè di cabarettisti, volti noti per la televisione o anche solo per i monologhi teatrali, diretti da Gianluca Ansanelli, autore televisivo con anch'egli un passato da cabaret. Questa caratteristica è l'inizio e la fine del film, ne costituisce il motore propulsivo e il principale limite, cioè il rifiuto di un vero racconto a favore di sketch (il paragone una volta tanto non è metaforico), più che altro scritti come gag di avanspettacolo e fondati sulla contrapposizione dei più banali opposti (eterosessuale e omosessuale, guardie e ladri, morale e amorale, Nord e Sud).
L'umorismo dei singoli (già di suo teatrale o televisivo) è rabbonito e ammansito dalla regia di Ansanelli, incapace di restituire i tempi e le dinamiche comiche dei vari talenti (alcuni dei quali di provata abilità e mestiere), annacquando ogni spunto vagamente pungente. Come gli attori sono in realtà dei comici, così anche il regista è solo un commediante, poichè non padroneggia gli strumenti dell'umorismo filmico ma solo quelli del cabaret in video. Lo dimostrano, ulteriormente, i brevi inserti degli altri aspiranti concorrenti del reality, che raccontano in pochi secondi le loro sventure guardando dritti in macchina e rivolgendosi agli spettatori, replicando di fatto la messa in scena e il rapporto con il pubblico creato dalla consuetudine del cabaret televisivo e non quelli della commedia cinematografica.
Dopo "workers: pronti a tutto" ecco un'altra commedia sulla precarietà e gli effetti della crisi. Una commedia garbata che diverte davvero e nell'ultimo episodio commuove, disegnando una vera bella Napoli. Il film parla del casting per un reality dove i protagonisti sono uomini e donne disperati dalla vita. Ne escono così quattro racconti esasperati dallo humour, ma [...] Vai alla recensione »
Due autori tv disperati cercano concorrenti disperati per un reality show con nuovi mostri italiani arrivati... all'ultima spiaggia. Si presentano: una donna scaricata dalla fidanzata per colpa di un uomo; una guardia giurata rapinatore suo malgrado; due amiconi divisi da questioni di corna; un arcigno imprenditore emiliano convertito alla saggezza del Sud.