Izmena

Film 2012 | Drammatico 115 min.

Regia di Kirill Serebrennikov. Un film con Franziska Petri, Dejan Lilic, Albina Dzhanabaeva, Arturs Skrastinš. Genere Drammatico - Russia, 2012, durata 115 minuti. - MYmonetro 2,69 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un uomo e una donna scoprono che i loro coniugi li tradiscono e intrecciano per questa un legame che si rivelerà dannato.

Consigliato nì!
2,69/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 3,38
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Una drammatica questione di cuore. Ma il cuore non batte.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 30 agosto 2012
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 30 agosto 2012

Durante un controllo cardiaco di routine, il paziente viene a sapere dalla dottoressa che sua moglie lo tradisce con il marito di lei. Il tarlo della gelosia avvelena da questo momento in poi la sua mente e le prove che la complice gli porta aprono in lui una ferita non rimarginabile, che solo la dottoressa può capire e che li spinge a compiere a quattro mani un'azione prima impensabile. Allora e poi ancora, a distanza di anni, scambiano la loro combutta per passione, ma stare insieme si rivela impossibile tanto quanto condurre vite separate.
Fin dall'esordio fuori dall'ordinario, nell'ambulatorio cardiologico, ci viene presentata una complessa questione di cuore, una questione che, per la sua natura e per la serietà del tono registico messo in campo, non potrà che essere una questione di vita o di morte. Da questo incipit, che in un film della nouvelle vague rumena avrebbe dato luogo a una tragicommedia del paradosso, nelle mani del russo Serebrennikov dà l'avvio a un melodramma di ghiaccio, che lotta per tutto il tempo contro la sua natura enfatica e chiusa, dalla morsa del destino. È una lotta sterile, del tutto inutile, che non fa che avvolgere il film in spire sempre più strette e in una serie di finali che non concludono mai. Certo, è un movimento voluto - come conferma la scelta musicale dell' "Isola dei Morti" di Rachmaninov, che il regista stesso definisce come una musica wagneriana che non riesce a risolversi - ma non ripaga. Morti, infatti, appaiono soprattutto i vivi del film, congelati dentro percorsi geometrici troppo rigidamente solcati e dentro inquadrature che, anziché raccontare la passione, la mettono sotto formalina.
Se il personaggio di lui, travolto violentemente da un accadimento imprevisto che contribuisce a perpetrare senza via d'uscita dal trauma, è più semplice e lineare e funge da basso che assicura il tappeto sonoro, quello di lei è certamente l'artefice della melodia principale. Sulle spalle e sul sorriso enigmatico di Franziska Petri, il regista costruisce un thriller psicologico in cui lei stessa è al contempo indagata e indagatrice, vittima di se stessa e donna fatale (come dicono i costumi di scena, da spia venuta dal freddo, e la scena del ritrovamento degli abiti e del travestimento).
Il cuore del film è forse sano, ma non lo sentiamo battere.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 31 agosto 2012
Peer Gynt

 Storia di tradimenti incrociati, che comincia come un film drammatico-esistenzialista, prosegue come un film di vendetta, poi si snoda come un thriller che cela un intrigo ben congegnato, salvo poi perdere il filo del discorso e lasciare lo spettatore a metà strada, in una storia inconclusa e incerta. La chiusura del film si riallaccia al suo inizio, con una scena che ripete situazioni [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Secondo film in concorso, il russo “Tradimento”, del giovane Kirill Serebrennikov è un noir dell’adulterio con morti nella Russia di Putin, fotografata fredda e spoglia per sembrare ogni luogo del mondo borghese. Serebrennikov ha un talento spudorato nel comporre corpi d’amore, volti libidici, architetture del disastro (si sale e si scende da un hotel nefasto).

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Due coppie senza nome, una imprecisata città russa, una serie di luoghi sempre molto indefiniti, parchi, alberghi, saune, caffetterie, tunnel tutti acciaio e cristalli. E quattro personaggi benestanti ma privi di un’identità sociale certa (tranne la protagonista, simbolicamente cardiologa), che portano questo sofisticato gioco di variazioni sul tradimento e il desiderio, l’eros e il destino, verso [...] Vai alla recensione »

Maurizio Caverzan
Il Giornale

Film da festival uguale film di nicchia. Se si usa come parametro che cosa faresti la sera sul divano con il telecomando davanti a una pellicola così, la risposta è scontata. Peraltro, nel caso di Izmena (tradimento), primo film in concorso di Kirill Serebrennikov, già vincitore nel 2009 al Festival di Roma con Playing the Victim, si tratta di un giallo sentimentale con accenti noir di ultranicchia. [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Dunque: un bruttissimo film «internazionale» («The Reluctant fundamentalist») fuori concorso, un film francese divertente ma banale («superstar») in concorso. Partenza zoppicante per la 69esima Mostra. Sappiamo che non ci crederete, ma giunge a risollevare le sortì della competizione un film russo: Izmena (Tradimento), di Kirill Serebrennikov. La trama mantiene quel che il titolo promette: una storia [...] Vai alla recensione »

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