I due soliti idioti

Film 2012 | Commedia, 90 min.

Regia di Enrico Lando. Un film con Francesco Mandelli, Fabrizio Biggio, Miriam Giovanelli, Teo Teocoli, Silvia Cohen. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2012, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 20 dicembre 2012 distribuito da Medusa. - MYmonetro 1,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 21 ottobre 2013

Nuove avventure per la strampalata coppia di padre e figlio protagonisti della sitcom di Mtv diventata un cult tra i giovani. In Italia al Box Office I due soliti idioti ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 8,7 milioni di euro e 2,5 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente no!
1,50/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 1,50
PUBBLICO 2,49
CONSIGLIATO NO
v
Una sequela di gag, sconclusionate e volgari, che vorrebbero raccontare i peggiori vizi italioti.
Recensione di Boris Sollazzo
Recensione di Boris Sollazzo

Due "coatti" milanesi entrano in una sala in ritardo e con fare arrogante. Sullo schermo guardano Ruggero e Gianluca De Ceglie su una Jaguar: stanno andando al matrimonio del giovane (Biggio) con Fabiana. L'incipit de I 2 soliti idioti, sequel del blockbuster imprevisto della scorsa stagione (12 milioni di euro di incasso), condito dalle contumelie di De Ceglie sr. è preso di peso da In viaggio con papà. In chiesa li aspetta il padre di lei - goffa caricatura di Monti - e da lì parte una serie di disavventure, tra cui l'incidente e la perdita della memoria di Gianluca: cominciano con una sparatoria provocata da due sicari russi completamente pazzi e dalla notizia che il vecchio apprende durante la cerimonia dal commercialista, ovvero che la Finanza gli ha bloccato il suo impero del würstel. I primi cercano i soldi che hanno lasciato nel bagagliaio dell'auto che guidano padre e figlio, il secondo la stessa somma per riprendersi i beni sequestrati pagando le sanzioni inflittagli in quanto evasore incallito.
Questa trama semplice e pretestuosa con cui Biggio e Mandelli vorrebbero raccontare i peggiori vizi italioti è in realtà una sequela di gag di dubbio gusto e di alcuna efficacia (si ride meno del primo) che coinvolgono una discreta parte del repertorio dei due. Che qui si sentono più autori e che, involontariamente ma neanche troppo, con i due lampadatissimi spettatori con fidanzata ci rivelano che i "soliti idioti" veri, secondo loro, sono proprio coloro che vanno a vederli. Dall'ormai celebre "Dai cazzo" ai pirati della strada vestiti come quelli caraibici di Depp e soci, il livello contenutistico e formale del film è basico. Anzi, sotto zero. E, purtroppo, non migliora col passare del tempo, prendendosi persino la briga di smaccati riferimenti a cult come Karate Kid o capolavori come Arancia Meccanica o al proprio produttore Valsecchi, citato con la parodia dei suoi tivuzziotteschi con la finta serie I poliziotti scorreggioni 5, e nella telefonata finale di Miriam Giovanelli, prima badante prostituta e poi donna in carriera, che parla al cellulare con Pietro e poi lo mette in attesa perché ha Aurelio sotto.
Il film annoia a morte chi non apprezza - o non conosce - l'opera precedente né le quattro serie televisive del duo, ma probabilmente farà ridere molto meno del solito anche chi li ama, dal momento che non c'è, nell'evoluzione della struttura narrativa, neanche l'onestà intellettuale del primo capitolo, spudorato collage di sketch televisivi dilatati per il cinema.
Meriterebbe il minimo dei voti I 2 soliti idioti, se non fosse che ha il merito di portare al cinema le sigle dei cartoni animati Jeeg Robot e Lupin e per questo va premiato in qualche modo. Ma è davvero troppo poco per salvare un lungometraggio sconclusionato e volgare, e certo non per le parolacce usate con insistenza parossistica e ripetitiva. In fondo succedeva anche in Full Metal Jacket, soprattutto nella versione italiana, ma lì il florilegio di turpiloquio in quel caso era creativo e geniale, qui è soltanto prevedibile e noioso.
L'italiano medio e mediocre è l'obiettivo di questi due ragazzi intelligenti e di talento (soprattutto Mandelli, che in Generazione 1000 euro e persino in Natale a Miami ha dimostrato di poter stare alla grande davanti alla macchina da presa), ma non sanno centrarlo. In loro non c'è la surreale e quasi voltairiana ingenuità del politicamentente scorretto Zalone, e neanche la demenzialità creativa e feroce dei Prophilax nei loro doppiaggi clandestini di serie tv e film. I soliti idioti sono troppo volgari per giocare di fioretto e troppo poco incisivi per affondare il colpo con un fendente violento di spada. E i comprimari - ovvero le altre coppie interpretate da loro (dai russi autolesionisti ai piccoli scolari tossici) - sono anche peggio. Non può far nulla la regia assistenziale di Enrico Lando, che è solo un puntello alla sceneggiatura, spesso improvvisata sul set per stessa ammissione dei due attori-autori. Tanto che alla fine fanno sorridere giusto i giochi di parole da scuola elementare di 30 anni fa che non possiamo ripetere ma che, sfruttando la calata romana di Ruggero, nascono da Kit e Jamaica. Oppure il nome del vecchio saggio chiamato, con un'intuizione incredibilmente innovativa, Paraguru, o il sofisticato malinteso che crea il nome del personaggio femminile, Perla Madonna.
In conclusione il film è così poco interessante che anche i suoi spettatori nel multiplex preso assalto da un'orda di motorini nella prima scena (magari!) gli preferiscono un lungometraggio piratato sul loro smartphone. Un'autoironia, quella di Mandelli e Biggio, allargata ai fruitori della loro opera, che diviene autostroncatura.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 28 dicembre 2012
pacharan

La critica stronca il film senza appello ma il miracolo degli incassi si ripete. Stigmatizzare il tutto con l'ignoranza e la grossolanità di una certa (abbondante) frangia del pubblico italiano che ama circondarsi e cibarsi di "mondezza" è, probabilmente, fin troppo riduttivo. Ma Biggio e Mandelli sono due sprovveduti, due geni o, semplicemente, due "monnezzari"? Ques [...] Vai alla recensione »

Frasi
Un bambino col padre: "Guarda papà, Babbo Natale!"
Mandelli: "Ma vaffanculo!"
Una frase di Ruggero De Ceglie (Francesco Mandelli)
dal film I due soliti idioti - a cura di sasha
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Povera Italia, se si diverte con questa roba, prevedibile canipione d' incassi per il secondo anno consecutivo. Inutile raccontarne la sgangherata trama, più facile fare la conta delle parolacce: 351. Alla fantastica inedia di una ogni quindici secondi. Stravince quella con la doppia zeta, che risuona 136 volte. Una chicca: la bad ante si chiama Perla Madonna. Da Il Giornale, 20 dicembre 2012

NEWS
NEWS
venerdì 21 dicembre 2012
Robert Bernocchi

Non c'è dubbio che gli esordi di ieri vadano presi con le molle, considerando che siamo prossimi al Natale e ovviamente tanti non hanno il tempo di andare al cinema. Detto questo, una notizia c'è ed è chiarissima: il pubblico non ascolta i giornalisti [...]

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