| Titolo originale | House At the End of the Street |
| Anno | 2012 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Mark Tonderai |
| Attori | Jennifer Lawrence, Elisabeth Shue, Max Thieriot, Gil Bellows, Nolan Gerard Funk Krista Bridges, Jonathan Malen, Joy Tanner, Allie MacDonald, Jon McLaren, Jordan Hayes, Will Bowes, James Thomas (II), Jonathan Higgins, Claudia Jurt, Lori Alter, Jasmine Chan, Craig Eldridge, Eva Link, John Healy, Hailee Sisera, Bobby Osborne. |
| Uscita | giovedì 13 giugno 2013 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,05 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 25 giugno 2013
Una ragazza adolescente si trasferisce in un nuovo quartiere e scopre che nella casa di fronte è avvenuto un duplice omicidio. La ragazza fa amicizia con l'unico superstite del crimine. In Italia al Box Office Hates - House At the End of the Street ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 296 mila euro e 111 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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L'adolescente Carrie Anne uccide selvaggiamente i genitori nella casa di famiglia durante una notte di tempesta. Quattro anni dopo, Sarah Cassidy - da poco traumaticamente divorziata - e la figlia diciassettenne Elissa, provenienti da Chicago, prendono possesso di una bella e grande casa immersa nel verde alla periferia di una tranquilla cittadina. Possono permettersela, spiega Sarah alla figlia, perché la loro nuova casa è vicina a quella dov'è avvenuto il duplice omicidio. Nella casa del delitto vive Ryan, il figlio della coppia assassinata, e la cosa inquieta Sarah, che, dal vicinato cordialmente pettegolo, apprende che Carrie Anne è scomparsa (si presume sia morta, ma il corpo non è mai stato trovato), mentre Ryan - che al momento del delitto viveva con una zia - si comporta piuttosto stranamente. Quando Elissa lo conosce, però, le sembra tutt'altro che strano. Anzi, ne è piuttosto attratta. Ma l'orrore incombe e non tarda a manifestarsi: Ryan, infatti, custodisce un segreto nella casa di famiglia.
La stanza dalla porta sbarrata che cela un mistero terribile è un luogo orrorifico comune quasi quanto quello della casa maledetta che, talvolta, come in questo caso, la contiene. Ma anche le formule narrative risapute possono riservare sorprese, dipende da come vengono utilizzate. Per cercare di superare i cliché, Tonderai - che si era fatto notare con Hush, un altro horror - sceglie di curare i personaggi e la costruzione della storia. La figura di Ryan è ben delineata e adeguatamente misteriosa: il suo passato viene tracciato attraverso i discorsi degli altri e quindi in modo forzatamente impreciso e indefinito. Il senso di responsabilità lo opprime e questo attrae Elissa perché anche lei ha la tendenza a occuparsi degli altri, per migliorarli, per salvarli da loro stessi. Un certo approfondimento psicologico c'è anche nel personaggio di Sarah, interpretato con convinzione da Elisabeth Shue, nel dettaglio del rapporto tra lei e la figlia e nel parallelo con quello che (non) c'è stato tra Ryan e i suoi genitori. Ma negli psycho-thriller - e questo appartiene senza dubbio alla categoria - le psicologie sono funzionali alle svolte narrative ed esistono allo scopo di generare sorprese più o meno artificiose e credibili. Tonderai si gioca le migliori intorno ai tre quarti del film, lasciando il restante quarto a una meccanica riproposizione di classici stilemi dell'horror, con la lotta senza quartiere tra vittima e carnefice.
La commistione di elementi diversi (a un certo punto Tonderai sembra puntare il dito contro l'ottusità della provincia americana, ma poi lascia perdere) e una certa indeterminatezza di fondo nuocciono però alla riuscita del film, che cerca di coinvolgere lo spettatore nelle problematiche dei suoi personaggi, ma dimentica che le regole del gioco richiedono anche compattezza e tensione. Troppo lento nel mettersi in moto, troppo programmatico e già visto quando la suspense comincia a salire, al film restano un impianto spettacolare accettabile e alcuni pregevoli colpi di scena, l'ultimo dei quali arriva quasi fuori tempo massimo, nelle immagini che precedono i titoli di coda, e permette di riesaminare quanto è accaduto prima sotto una luce un po' diversa. Non è tanto, ma basta a garantire un moderato intrattenimento agli appassionati del genere.
I due giovani protagonisti se la cavano discretamente: Max Thieriot dà sufficiente vulnerabilità e spessore al suo personaggio e Jennifer Lawrence si adatta con dedizione al ruolo da scream queen. Apprezzabile la fotografia "sporca" di Miroslaw Baszak, che in campo horror si era già fatto notare con La terra dei morti viventi di Romero e con il curioso Pontypool.
Jennifer Lawrence dopo aver ottenuto il meritatissimo oscar come miglior attrice protagonista in un film brillante come il Lato Positivo, ritorna al cinema con un psyco thriller non horror che trova modo di svilupparsi nei misteri che albergano nella casa alla fine della strada. Elissa è una ragazza di diciasette anni che si è appena trasferita con la madre in un nuovo quartiere [...] Vai alla recensione »
C'è un motivo per il quale mamma e figlia hanno trovato casa a un prezzo così basso. Nell'abitazione a fianco, una ragazzina ha sterminato la famiglia; dal massacro, si è salvato il misterioso fratello, che vive ancora lì. La nuova vicina si innamora di lui ma le apparenze possono ingannare. Colpi di scena prevedibili, regia (?) piatta e personaggi poco abbozzati.