| Titolo originale | Good as You |
| Anno | 2012 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Mariano Lamberti |
| Attori | Enrico Silvestrin, Daniela Virgilio, Lucia Mascino, Elisa Di Eusanio, Diego Longobardi Micol Azzurro, Luca Dorigo, Lorenzo Balducci, Andrea Berardicurti, Berta Bertè, Angelo Carbonaro, Giovanni Ciracì, Enzo Curcurù, Francesca Romana D'Andrea, Armando De Razza, Oxana Edelweiss, Demetra Hampton, Domenico Manzi, Angelo Pellegrino, Denis Puccioni, Giuseppe Ricca, Francesco Saga, Valentina Stillo. |
| Uscita | venerdì 6 aprile 2012 |
| Distribuzione | Iris Film Distribution |
| MYmonetro | 2,02 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 23 gennaio 2013
Otto personaggi (quattro uomini e quattro donne), osservati per due anni mentre affrontano nevrosi sentimentali, frustrazioni lavorative, piccoli e grandi tradimenti. Ma il dettaglio fondamentale è che i protagonisti sono tutti gay. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Good as You ha incassato 50,6 mila euro .
Good as You è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO NÌ
|
La notte di Capodanno a casa di Adelchi, architetto gay con sorella instabile a carico, si riunisce una piccola comunità di amici di nuova e vecchia data per salutare l'anno che verrà. Un anno pieno di amore, voti di fedeltà, promesse infrante e poi sesso, tanto sesso. Tra una serata in discoteca e una festa 'in maschera' la brigata, allegra e rigorosamente omosessuale, risolverà le divergenze e troverà (forse) la stabilità sentimentale.
Good as You si autodefinisce singolarmente 'la prima gay comedy italiana', 'titolandosi' come lo slogan del movimento omosessuale strillato nelle marce di protesta alla fine degli anni Sessanta. Acronimo di gay, 'buoni come voi' indica(va) la necessità di garantire parità di diritti e doveri e allo stesso tempo tutelare e preservare le differenze stesse. Di fatto i protagonisti della commedia di Mariano Lamberti, liberamente ispirata al lavoro teatrale di Roberto Biondi, si devono confrontare con le questioni esistenziali e sentimentali con cui ci confrontiamo (e scontriamo) tutti. L'uguaglianza e la simmetria comprendono sfortunatamente l'adesione ai codici della consueta commedia italiana, quella che evapora in fretta, incapace di produrre una carica eversiva e di radiografare il presente sociale, politico, emotivo. Più varietà che cinema, Good as You è leggero fino all'inconsistenza. Tra un sorriso e una battuta, pronunciata sempre e soltanto in romanesco, il film cede troppo in fretta all'irresistibile tentazione del non essere, mettendo in spalla alla buona volontà uno zaino di luoghi comuni e di facili ironie intorno alla coppia gay.
Come Özpetek, ma senza il suo 'bello stile', Lamberti rappresenta una 'grande famiglia' il cui principio di aggregazione è la scelta: scegliere le persone con cui condividere, con cui parlare e con cui accompagnare la propria esistenza. Alla maniera di Özpetek ancora, il film ha un approccio 'in rosa' alla vita e al futuro, a cui guarda con ironia, minimizzando su delusioni, discriminazioni e sieropositività e privilegiando il conflitto sentimentale commentato da musiche empatiche e canzoni pop-olari. Diversamente da Özpetek e dalle sue 'fate', Lamberti non contempla invece l'eterosessualità, se non nella figura di Silvia, nevrotica dalla vocazione incerta che si concede di frequentare con la medesima immaturità ambo i generi. Non suoni irrispettoso il ribadito confronto col regista 'turco', evidentemente sottovalutato, se non addirittura 'omesso' nella frase lancio dell'affiche. Good as You, commedia fuori tempo massimo, non è certamente un esempio isolato di 'cinema gay nazionale', e non è nemmeno un prodotto originario o precursore, è piuttosto un epigono che 'mette in caciara' la temperanza di Özpetek e più indietro ancora ricalca il kitsch di Almodóvar (l'uso del colore in chiave pop, gli studiatissimi titoli di testa, l'estrema caratterizzazione dei personaggi nella loro difficile identità sessuale). Ma se il cinema 'esordiente' dell'autore madrileno era testimone della sregolatezza, della libertà e dello spirito della capitale spagnola postfranchista, quello di Lamberti rivela una spiccata claustrofilia, uno sguardo ombelicale e un rapporto inesistente con la realtà, rielaborata solo in termini personali.
Senza essere un film militante Good as You prova in ogni caso ad abbattere a colpi di risate i confini della sessualità, invitando alla tolleranza e favorendo la circolazione di una condizione umana ancora ampiamente osteggiata. Spiace proprio per questo che la commedia non deragli in un terreno spoglio da stereotipi, applicando peso e valore a quello che mette in scena.
Più la saga di una setta che la storia di una famiglia allargata o di un gruppo di persone che condivide in modo davvero libero principi nuovi (ma sani!) e libertà di vita, libertà sessuale e vera libertà di mente. Sembra filmato col cellulare (altro che buon uso dei colori) all'interno di una "casa protetta" dove si consuma un dramma tutto suo (del regista) [...] Vai alla recensione »
Tratto da una pièce teatrale - e si vede - Good as you un titolo che rievoca uno dei primi slogan dei movimenti omosessuali degli anni '60, ha già concentrato su di sé gli strali ancora prima di uscire nelle sale e non può che giovargli. Il movimento politico cattolico romano Militia Christi minaccia i cinema in cui verrà proiettato il film definito di «squallida apologia omosessuale, diseducativo [...] Vai alla recensione »