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regi1991
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mercoledì 27 febbraio 2013
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smettere di mentire a se stessi
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Filght diretto da Zemeckis inizia con una spettacolare scena di un disastro aereo, in parte salvato dal capitano Whip Whitaker (Denzel Washington) con un atterraggio di fortuna capovolgendo sotto sopra il mezzo in avaria. In seguito all'incidente si entra nella vita di Whip, un alcolizzato che non riesce ad ammettere il suo problema e che rischia di passare da eroe a colpevole, per aver pilotato dopo aver bevuto e assunto altre sostanze illegali il giorno dello schianto. Whitaker attende il giorno della sentenza rifugiato nella fattoria di famiglia; dopo aver fatto scappare Nicole, una ragazza con problemi di droga conosciuta in ospedale, dopo aver perso nell'incidente la sua compagna e assistente di volo Katerina, e con una famiglia che non lo vuole vedere, Whip sempre più solo deve combattere l'alcolismo che lo ha ridotto nella situazione in cui si trova e fare una scelta importante in vista della sentenza.
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Filght diretto da Zemeckis inizia con una spettacolare scena di un disastro aereo, in parte salvato dal capitano Whip Whitaker (Denzel Washington) con un atterraggio di fortuna capovolgendo sotto sopra il mezzo in avaria. In seguito all'incidente si entra nella vita di Whip, un alcolizzato che non riesce ad ammettere il suo problema e che rischia di passare da eroe a colpevole, per aver pilotato dopo aver bevuto e assunto altre sostanze illegali il giorno dello schianto. Whitaker attende il giorno della sentenza rifugiato nella fattoria di famiglia; dopo aver fatto scappare Nicole, una ragazza con problemi di droga conosciuta in ospedale, dopo aver perso nell'incidente la sua compagna e assistente di volo Katerina, e con una famiglia che non lo vuole vedere, Whip sempre più solo deve combattere l'alcolismo che lo ha ridotto nella situazione in cui si trova e fare una scelta importante in vista della sentenza.
Il film nel suo complesso è ottimo, diretto molto bene, raccontato in modo scorrevole, mai noiso o banale, e con attori in buona forma, anche se non ci sono interpretazioni ecclatanti, Washington sa interpretare bene e con mestiere il suo personaggio.
Il tema dell'alcolismo e in parte anche quello della droga è affrontato in modo sobrio ed efficace, questo è un punto di forza determinante del film, che determina il successo della pellicola. Da vedere, molto consigliato per il tema che affronta e come lo affronta.
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m.petter
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mercoledì 20 febbraio 2013
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l'importante è decollare di nuovo
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Giudicando Flight solo come un film sull'alcolismo e sulla tossicodipendenza, a mio giudizio, si commette un grosso errore. Zemeckis vuole ragionare più in profondità. Infatti, se si va a cercare sul traduttore di Google la parola Flight, vediamo che "VOLO" è solo uno dei significati. A mio parere quello più congeniale a questo film è FUGA. Denzel Washington infatti da vita ad un personaggio molto complesso. Come sempre, non è totalmente positivo, ma si inserisce all'interno di logiche narrative che lo vedono sempre in contrapposizione con se stesso: è si un comandante (quindi è un uomo realizzato dal punto di vista professionale: è riuscito a realizzare il suo sogno), quindi di conseguenza gli piace comandare, ma è anche un uomo perennemente in fuga da se stesso.
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Giudicando Flight solo come un film sull'alcolismo e sulla tossicodipendenza, a mio giudizio, si commette un grosso errore. Zemeckis vuole ragionare più in profondità. Infatti, se si va a cercare sul traduttore di Google la parola Flight, vediamo che "VOLO" è solo uno dei significati. A mio parere quello più congeniale a questo film è FUGA. Denzel Washington infatti da vita ad un personaggio molto complesso. Come sempre, non è totalmente positivo, ma si inserisce all'interno di logiche narrative che lo vedono sempre in contrapposizione con se stesso: è si un comandante (quindi è un uomo realizzato dal punto di vista professionale: è riuscito a realizzare il suo sogno), quindi di conseguenza gli piace comandare, ma è anche un uomo perennemente in fuga da se stesso. Nell'incidente aereo riesce a salvare con una manovra strepitosa (fatta per lo più in volo) molte vite umane, tranne l'unica che conta veramente: ovvero se stesso. Infatti non gli piace assolutamente che qualcuno gli dica ciò che deve essere fatto, anzi pensa in continuazione a fare tutto da solo, pensando di risolvere così i suoi problemi. Questo porterà Nicole (una ragazza tossicodipendente conosciuta sulle scale di emergenza dell'ospedale dov'era ricoverato dopo l'incidente, che sembra essere la sua unica via di salvezza) ad allontanarsi definitivamente da lui. Questo personaggio potrebbe essere considerato l'opposto del comandante: una donna alla quale è andato male tutto nella vita, ma non per questo si arrende alla sua condizione, cercando di riprendere in mano il proprio destino (dal gruppo di ascolto, alla ricerca di un lavoro).
Quello di Denzel, quindi, non è un personaggio col quale siamo portati a simpatizzare (possiamo capire la sua situazione ma non la sua ostinazione), nemmeno alla fine quando dice la verità su di lui, accettando (forse per la prima volta nella sua vita) tutte le conseguenze che ciò comporta. Alla fine scopriamo che ciò che abbiamo visto non è altro che un racconto dentro un racconto che Denzel sta esponendo ad un gruppo di carcerati. L'ultima immagine del film è riservata tutta al figlio del comandante. Simbolo di tutta quella gente disposta a perdonare e a ricominciare dall'inizio un percorso di crescita: non importa quanto si può precipitare, l'importante è risollevarsi e decollare riconoscendo i propri errori.
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shiningeyes
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mercoledì 20 febbraio 2013
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bentornato bob!
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Un buon ritorno quello di Zemeckis, che non ci fa ricordare certo quello dei tempi d'oro, ma certamente un gradito ritorno in un mondo cinematografico sempre più coperto di biografie e ritrattazioni di romanzi(spesso comunque validi).
Il tocco drammatico di Zemeckis si avverte, soprattutto nello stile perfetto che delinea i protagonisti, e su come riesca a tirarne fuori il meglio da essi; non sarà un caso che ogni attore protagonista dei suoi film riceva una nomination all'Oscar.
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Un buon ritorno quello di Zemeckis, che non ci fa ricordare certo quello dei tempi d'oro, ma certamente un gradito ritorno in un mondo cinematografico sempre più coperto di biografie e ritrattazioni di romanzi(spesso comunque validi).
Il tocco drammatico di Zemeckis si avverte, soprattutto nello stile perfetto che delinea i protagonisti, e su come riesca a tirarne fuori il meglio da essi; non sarà un caso che ogni attore protagonista dei suoi film riceva una nomination all'Oscar.
Ma c'è anche da dire che la sua regia è perfettamente dettagliata, capace di dare un tocco di classe al punto di vista di personaggi, e perfino degli oggetti, il quale ne riesce ad evocare sensazioni e presagi agli spettatori;aiutata anche da una notevole fotografia.
Veniamo al film: la struttura narrativa è avvincente, forse si perde in qualche scena inutile o su qualche scarso impiego di alcuni personaggi (Greenwood e la Reilly semisprecati), ma siamo di fronte ad una signora sceneggiatura, meritevole, almeno, di nomination all'Oscar; ed in più, il contesto dei problemi di un'America sempre più dominata dai media e prigioniera dei suoi vizi, ha sempre il suo fascino.
Anche se magari è un po' troppo lo spazio concesso a Denzel, sta di fatto che lui si dimostra perfetto per il ruolo di Whip, e nonostante i gesti e il suo modo di recitare, riflettono, anche in un personaggio diverso dai soliti che interpreta, dico che la nomination all'oscar se la merita tutta (anche se non vincerà contro Phonix). Bravo, ma anche lui sprecato, Don Cheadle, e Goodman ci risulta un bel ciccione simpaticone, il che è troppo poco per un attore della sua caratura.
Bè, posso solo concludere con un "Bentornato Bob"!
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archipic
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lunedì 18 febbraio 2013
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un uomo in picchiata
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Robert Zemeckis dopo Cast Away ci ripropone la storia di un uomo che cambia la sua vita dopo un incidente aereo; mentre, però, nel primo caso il protagonista deve affrontare la solitudine, il comandante Whip Whitaker, in picchiata nel suo aereo e nella sua vita, deve affrontare la dipendenza da alcol e droga che lo solcano come l'aratro di un trattore. Diretto con mano sapiente il film non lascia, però, del tutto soddisfatti. Troppo dilungato sulle ripetitive tematiche alcoliche e meno focalizzato sulla descrizione introspettiva del personaggio, troppo marcata la voglia inconscia di autodistruzione e troppo semplicistica e veloce la conclusione della vicenda. Ottime le interpretazioni di Denzel Washington e del sempre bravo John Goodman, molto brava anche la luminosamente bella Kelly Reilly.
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Robert Zemeckis dopo Cast Away ci ripropone la storia di un uomo che cambia la sua vita dopo un incidente aereo; mentre, però, nel primo caso il protagonista deve affrontare la solitudine, il comandante Whip Whitaker, in picchiata nel suo aereo e nella sua vita, deve affrontare la dipendenza da alcol e droga che lo solcano come l'aratro di un trattore. Diretto con mano sapiente il film non lascia, però, del tutto soddisfatti. Troppo dilungato sulle ripetitive tematiche alcoliche e meno focalizzato sulla descrizione introspettiva del personaggio, troppo marcata la voglia inconscia di autodistruzione e troppo semplicistica e veloce la conclusione della vicenda. Ottime le interpretazioni di Denzel Washington e del sempre bravo John Goodman, molto brava anche la luminosamente bella Kelly Reilly. La sceneggiatura di John Gatins non sorregge fino in fondo la storia appiattendola troppo sul lato della spettacolarizzazione dell'abuso mentre, a parter mio, avrebbe dovuto maggiormente sviluppare la parte finale, quella della ritrovata consapevolezza di se e degli altri con cui si vive. Prima parte davvero efficace e molto ben girata (la scena dell'incidente è superba), parte centrale interessante ma troppo dilatata nel tempo e parte finale frettolosa, questa è la sintesi stretta della pellicola. Un buon film ma non convincente del tutto.
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dydluca
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lunedì 11 febbraio 2013
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lascia con l'amaro in bocca...
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Anche qui 3 stelle.
Anche qui la media tra il primo tempo(da 4 stelle) e il secondo (da due).
Un "one-man-show" tutto sulle spalle portentose di D.W.,bravissimo come sempre.
Ma la storia stavolta davvero non la si capisce.
O meglio non capisco davvero perchè Zemeckis a metà film abbia virato(come l'aereo)sul tema dell'alcoolismo quando in questo caso non era la causa principale dell'incidente ma al massimo una concausa.
Mi aspettavo tutt'altra cosa.Mi aspettavo l'aspetto "legal-giudiziario" per far ricadere le cause alla compagnia aerea ecc...ecc....
E invece,in 30 secondi,si è dipanato il dubbio(una vite difettosa ma chissenefrega tanto era ubriaco!).
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Anche qui 3 stelle.
Anche qui la media tra il primo tempo(da 4 stelle) e il secondo (da due).
Un "one-man-show" tutto sulle spalle portentose di D.W.,bravissimo come sempre.
Ma la storia stavolta davvero non la si capisce.
O meglio non capisco davvero perchè Zemeckis a metà film abbia virato(come l'aereo)sul tema dell'alcoolismo quando in questo caso non era la causa principale dell'incidente ma al massimo una concausa.
Mi aspettavo tutt'altra cosa.Mi aspettavo l'aspetto "legal-giudiziario" per far ricadere le cause alla compagnia aerea ecc...ecc....
E invece,in 30 secondi,si è dipanato il dubbio(una vite difettosa ma chissenefrega tanto era ubriaco!).
No,nn regge!
Ha salvato 90 e passa passeggeri da ubriaco,doveva restare un eroe!
Poi mi sta bene che non ci salga più ma non tutto quello che ne consegue.
La prima parte,per fortuna,è la migliore e la scena dell'incidente è davvero realistica e terribile(mi ricordo in sala che le ragazze si tenevano forte forte ai braccioli della poltrona,tanto era realistico...).QUi Zemeckis da il meglio di se....
Poi parte la campagna antialcool.....bha!
Mi sta bene ma onestamento nn ci avrei fatto un film,nn questo.
Per fortuna Denzel è bravissimo.
Una nota di colore/gossip a margine :-))))
I primi 5 minuti si aprono con le migliori t...e della storia del cinema!!
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(di the_huge)
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filippo catani
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lunedì 11 febbraio 2013
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un uomo alle prese con i propri demoni
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Un pilota di lungo corso divide la sua esistenza tra il pilotaggio degli aerei e droga, donne e soprattutto tanti superalcolici. Un giorno però il comandante si trova ad affrontare un atterraggio di emergenza e, complice una manovra mirabolante, riesce a salvare 96 delle 102 persone a bordo. L'uomo quindi risulta essere un vero e proprio eroe ma dovrà fare i conti con l'esito delle analisi del sangue.
Il film è decisamente di pregevole fattura e annovera un Washinghton in grande spolvero e meritevole della candidatura al premio Oscar. Il film si muove su più registri. Da una parte infatti abbiamo le indagini sull'atterraggio di fortuna ma che per buona parte dello svolgimento rimangono come sullo sfondo per poi tornare prepotentemente nel finale.
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Un pilota di lungo corso divide la sua esistenza tra il pilotaggio degli aerei e droga, donne e soprattutto tanti superalcolici. Un giorno però il comandante si trova ad affrontare un atterraggio di emergenza e, complice una manovra mirabolante, riesce a salvare 96 delle 102 persone a bordo. L'uomo quindi risulta essere un vero e proprio eroe ma dovrà fare i conti con l'esito delle analisi del sangue.
Il film è decisamente di pregevole fattura e annovera un Washinghton in grande spolvero e meritevole della candidatura al premio Oscar. Il film si muove su più registri. Da una parte infatti abbiamo le indagini sull'atterraggio di fortuna ma che per buona parte dello svolgimento rimangono come sullo sfondo per poi tornare prepotentemente nel finale. Il film infatti nella sua parte centrale si muove verso l'esplorazione di vari drammi e di diverse dipendenze o con personaggi a dir poco disperati. Troviamo così una giovane ragazza che, dopo la perdita della madre a causa di un cancro, ha iniziato un peregrinaggio nei bassifondi della società tra squallidi motel, marchette ma anche droga. Vediamo poi la famiglia del pilota ormai devastata dall'assenza dell'uomo e dalle sue dipendenze e facciamo la conoscenza con il dramma del suo copilota. In tutto questo c'è anche spazio per un personaggio più leggero che sarebbe lo spacciatore del pilota che al grido di "il mio nome è sulla lista" si fa largo in varie situazioni. Un'opera che ci consegna i tormenti di un uomo che non riesce a fare i conti con i propri demoni e che sembra non riuscire a trovare una via d'uscita dall'alcolismo pur sapendo che la cosa gli è già costata la famiglia e ormai anche il lavoro. Una bella colonna sonora è la ciliegina sulla torta per questo bel film.
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gennara
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lunedì 11 febbraio 2013
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inesattezza di mym nel riassunto della trama
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ho visto il film che mi è piaciuto, volevo però segnalare un'inesattezza nella vs trama. L'incidente non è causato da una negligenza del pilota. Il punto è che a seguito delle indagini sull'incidente viene fuori un problema del pilota che è poi il tema centrale del film. Ma e' inesatto del tutto dire che la CAUSA dell'incidente è una sua negligenza.
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maiomon78
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domenica 10 febbraio 2013
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in volo verso la mediocrita'
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quando guardando alcune scene,la nostra mente azzecca il sussuguersi degli eventi,senza aver mai visto prima il film,non è segno di film avvincente,innovativo,originale.
sono stufo di veder polpettoni intrisi di buonismo ,seguir sempre lo stesso copione:uomo negativo,cattivo,cinico con problemi di droga e alcool,che si incontra con persone buone,ma fin alla fine non si redime,per poter dare inizio alla mutazione da cattivo a bravo eroe,con figlio ritrovato....
bhè qui è propio cosi',ci son tutti gli elementi,se non fosse interpretato da grandi attori,potremmo girarlo a capri e farci un bel film alla moccia.
è un vero peccato veder talenti ,e risorse,sprecate in un opera tanto sciapa e melensa.
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quando guardando alcune scene,la nostra mente azzecca il sussuguersi degli eventi,senza aver mai visto prima il film,non è segno di film avvincente,innovativo,originale.
sono stufo di veder polpettoni intrisi di buonismo ,seguir sempre lo stesso copione:uomo negativo,cattivo,cinico con problemi di droga e alcool,che si incontra con persone buone,ma fin alla fine non si redime,per poter dare inizio alla mutazione da cattivo a bravo eroe,con figlio ritrovato....
bhè qui è propio cosi',ci son tutti gli elementi,se non fosse interpretato da grandi attori,potremmo girarlo a capri e farci un bel film alla moccia.
è un vero peccato veder talenti ,e risorse,sprecate in un opera tanto sciapa e melensa.
il finale?i buoni vincono i cattivi perdono,come potrebbe esser diverso...
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outatime
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domenica 10 febbraio 2013
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flight: zemeckis inganna ma non delude.
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Un pilota che diventa eroe per aver salvato novantasei dei cento passeggeri a bordo del suo aereo diretto ad Atlanta. Un volo al rovescio ed un atterraggio d’emergenza travolgente. I primi dieci minuti di Flight, ultima fatica cinematografica di Robert Zemeckis, sono adrenalinici e carichi di tensione tanto che il regista riesce a far salire a bordo dell’aereo anche gli spettatori in sala.
Alla guida del velivolo c’è Whip Whitacker (magistralmente interpretato da Denzel Washington, alla sua sesta candidatura agli Oscar) un pilota eroe per la stampa ma non per se stesso. Whip è dipendente dall’alcol ed è ubriaco la mattina del volo.
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Un pilota che diventa eroe per aver salvato novantasei dei cento passeggeri a bordo del suo aereo diretto ad Atlanta. Un volo al rovescio ed un atterraggio d’emergenza travolgente. I primi dieci minuti di Flight, ultima fatica cinematografica di Robert Zemeckis, sono adrenalinici e carichi di tensione tanto che il regista riesce a far salire a bordo dell’aereo anche gli spettatori in sala.
Alla guida del velivolo c’è Whip Whitacker (magistralmente interpretato da Denzel Washington, alla sua sesta candidatura agli Oscar) un pilota eroe per la stampa ma non per se stesso. Whip è dipendente dall’alcol ed è ubriaco la mattina del volo. Nonostante lo schianto sia dovuto ad un guasto aereo e non alla lucidità di Whip, l’uomo si trova ad affrontare un processo che lo accusa di essere il responsabile dell’incidente.
Insieme all’aereo si schianta anche Whip, dunque. Il pilota come il suo aeroplano. Whip si trova a fare i conti con la sua dipendenza. Cerca di liberarsene ma puntualmente ci ricade, mettendo lo spettatore in una condizione di sofferenza. Whip incontra Nicole, una tossicodipendente in grado di capire cosa significhi essere debole, e un paziente dell’ospedale malato di cancro che accetta la sua condizione perché questa è la volontà di Dio. Il pilota però è solo e, da solo, riuscirà a compiere una scelta e a rimettere insieme i pezzi della sua vita.
Lo spettatore rimane spiazzato. All’inizio decolla insieme all’aereo ormai convinto che il film viaggi ad alta quota. L’aereo però atterra e lo spettatore insieme a lui. Si trova comunque a viaggiare di nuovo, questa volta insieme a Whip, soffrendo e arrabbiandosi con lui. La tensione iniziale non c’è più, ma Whip ormai non può essere lasciato solo e allora lo si accompagna fino alla fine della sua storia.
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joker.bane
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venerdì 8 febbraio 2013
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siamo pronti a decollare comandante
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Il pilota di aerei Whip Whitacker è riuscito miracolosamente a salvare un centinaio di persone da un disastro aereo di linea le cui cause sono (quasi) sconosciute. Durante le indagini infatti, il comandante risulterà positivo ai test dell'alcol mentre era alla guida del mezzo, ciò significa che in un paese tollerante come gli Stati Uniti si può rischiare l'ergastolo.
Zemeckis ci offre una storia semplice senza troppe pretese concentrandosi sull'approfondire più la personalità del protagonista che sull'intera vicenda che lo circonda. Un suo caro amico sa da tempo che è un alcolizzato ma nonostante tutto è disposto a coprirlo scaricando la colpa su una delle vittime dell'equipaggio. E proprio qua è la domanda: anche se un pilota ubriaco salva molte vite da una tragedia è comunque giusto fargli scontare una pena? E il pilota stesso come si sentirà se fugge dalle proprie responsabilità? Egli rimane più vittima di se stesso che dall'alcol.
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Il pilota di aerei Whip Whitacker è riuscito miracolosamente a salvare un centinaio di persone da un disastro aereo di linea le cui cause sono (quasi) sconosciute. Durante le indagini infatti, il comandante risulterà positivo ai test dell'alcol mentre era alla guida del mezzo, ciò significa che in un paese tollerante come gli Stati Uniti si può rischiare l'ergastolo.
Zemeckis ci offre una storia semplice senza troppe pretese concentrandosi sull'approfondire più la personalità del protagonista che sull'intera vicenda che lo circonda. Un suo caro amico sa da tempo che è un alcolizzato ma nonostante tutto è disposto a coprirlo scaricando la colpa su una delle vittime dell'equipaggio. E proprio qua è la domanda: anche se un pilota ubriaco salva molte vite da una tragedia è comunque giusto fargli scontare una pena? E il pilota stesso come si sentirà se fugge dalle proprie responsabilità? Egli rimane più vittima di se stesso che dall'alcol.
Spettacolare,coinvolgente e davvero realistica la scena durante la caduta dell'aereo.
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