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giulio vivoli
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domenica 3 febbraio 2013
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volo eroico in cielo e in terra
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Flight è un film che va al di là del suo titolo: perché dopo la prima mezz’ora drammatica e spettacolare dell’incidente aereo concluso eroicamente con una planata impossibile solo grazie all’abilità del pilota Whitaker, la vicenda prende le pieghe del legal thriller, con l’eroe messo sotto accusa dalla compagnia aerea e dall’autorità di vigilanza per abuso di alcol e cocaina, con tanto di prove raccolte e distrutte.
Il film assume così lo scopo dell’impegno e della denuncia sociale, tra riunioni di alcolisti anonimi e l’incontro in ospedale con una ragazza tossicodipendende, alla quale Whitaker,interpretato da un credibile Denzel Washington, si lega quasi per un destino comune.
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Flight è un film che va al di là del suo titolo: perché dopo la prima mezz’ora drammatica e spettacolare dell’incidente aereo concluso eroicamente con una planata impossibile solo grazie all’abilità del pilota Whitaker, la vicenda prende le pieghe del legal thriller, con l’eroe messo sotto accusa dalla compagnia aerea e dall’autorità di vigilanza per abuso di alcol e cocaina, con tanto di prove raccolte e distrutte.
Il film assume così lo scopo dell’impegno e della denuncia sociale, tra riunioni di alcolisti anonimi e l’incontro in ospedale con una ragazza tossicodipendende, alla quale Whitaker,interpretato da un credibile Denzel Washington, si lega quasi per un destino comune.
Il finale ha un grande messaggio di riscatto morale e sociale, poiché l’unica reale e definitiva via d’uscita dalla dipendenza dall' alcol passa per il superamento delle ipocrisie processuali e la piena assunzione di responsabilità da parte dell’eroico ma dissoluto pilota, che sceglie la strada della verità e dell’espiazione per rifarsi un’identità pubblica e privata, riconquistando la stima del figlio e il rapporto con lui.
Proprio al figlio che lo viene a trovare durante la detenzione in carcere, alla domanda di parlare di sé e della sua figura, risponde con un: già, chi sono io? Un uomo nuovo, pulito e senza più sensi di colpa è nato dalle ceneri di un pilota geniale ma degenerato. Prima eroe nei cieli, adesso sulla terra.
Che sia un segnale di riscatto morale di Hollywood verso la facciata ipocrita dello star system?
Il regista Zemeckis, come nel suo precedente Le Verità Nascoste, abbatte la falsità della realtà apparente e il tabù della rispettabilità convenzionale basata sul potere e lo status sociale, con un forte messaggio etico alla coscienza dello spettatore.
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tonysamperi
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domenica 3 febbraio 2013
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mentire al limite
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SULLA SCENEGGIATURA :
Sulla sceneggiatura:
Dopo 12 anni (da Cast Away del 2000) Robert Zemeckis ritorna sul suo genere per eccellenza: il film drammatico.
"Flight" è la storia di un pilota: Whip Whitaker.
Sicuramente non è un film facile, né leggero. Infatti dopo i primi minuti in cui (pur sapendo già che il protagonista sopravvivrà) la tensione raggiunge il culmine, durante le scene dell'incidente che a mio avviso sono state dirette in grande stile, il film si incentra sull'analisi morale del protagonista.
Whip è un personaggio con un problema di alcolismo. Conscio della sua grande esperienza di pilota, Whip continua la sua vita, finché un incidente aereo non lo costringe a fare i conti con se stesso.
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SULLA SCENEGGIATURA :
Sulla sceneggiatura:
Dopo 12 anni (da Cast Away del 2000) Robert Zemeckis ritorna sul suo genere per eccellenza: il film drammatico.
"Flight" è la storia di un pilota: Whip Whitaker.
Sicuramente non è un film facile, né leggero. Infatti dopo i primi minuti in cui (pur sapendo già che il protagonista sopravvivrà) la tensione raggiunge il culmine, durante le scene dell'incidente che a mio avviso sono state dirette in grande stile, il film si incentra sull'analisi morale del protagonista.
Whip è un personaggio con un problema di alcolismo. Conscio della sua grande esperienza di pilota, Whip continua la sua vita, finché un incidente aereo non lo costringe a fare i conti con se stesso. Infatti nonostante la manovra eroica gli consenta di salvare 96 vite su 102, il comandante sarà sotto i riflettori della NTSB, l'agenzia federale che indaga sull'incidente. Convinto di bere per scelta e arrogante per la sua abilità ai comandi, si lascia corrodere dal vizio. Ma non è tanto l'alcool, quanto il mentire a chi gli sta intorno che lentamente soffoca la sua coscienza.
Dal momento dell'incidente al pilota sono fornite diverse chance per cercare di risolvere il suo problema: ha infatti l'occasione di mettersi a confronto con Nicole, una donna con problemi di droga.
Ma dove lei vuole realmente cambiare, lui persiste nella sua condizione. Ma ad un certo punto il problema diventa così grave che dopo un piccolo tentativo di restare sobrio per l'udienza, ad una sola notte di distanza, Whip fallisce miseramente, raggiungendo così il punto limite, oltre il quale la sua coscienza non può andare. È solo allora che la morale ha il sopravvento. E solo pagare il debito con la giustizia può redimere Whip.
Eppure il film non si risolve: la battuta finale alla domanda del figlio "Chi sei?": "Bella domanda".
Bella anche la parte originale della colonna sonora, composta puntualmente da Alan Silvestri.
SUL CAST:
Denzel Washington si conferma il grande attore che è già venuto fuori da numerose pellicole fatte negli anni passati, la sua interpretazione è fenomenale con una meticolosa attenzione ai dettagli.
Gli altri attori, quali Bruce Greenwood, Don Cheadle, Kelly Reilly e John Goodman sicuramente si inseriscono perfettamente, prendendo parte attiva nella storia.
SUL DOPPIAGGIO:
Uno dei migliori doppiatori in circolazione, Francesco Pannofino doppia Washington, come sempre in modo impeccabile, rendendolo a mio avviso forse meglio che in lingua originale.
Tra gli altri segnalerei Angelo Maggi (Che doppia il Tony Stark di Robert Downey Jr.) al doppiaggio di Greenwood.
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mauro
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domenica 3 febbraio 2013
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un film che segue la sorte dell'aereo
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Il film parte molto bene, un decollo potente e riuscito, con le due storie che si intrecciano, fino ad incontrarsi. Il vero cameo del film è il dialogo nel sotto scala dell'ospedale, durante la pausa sigaretta. Gli americani sono americani per definizione, l'incidente è proprio un'americanata degna di un film di Stallone, si sarebbe resa l'idea anche con meno. Il personaggio principale è molto ben definito e credibile, così come lo è la logica nel quale agisca. Non lo è per niente quello della tossica, troppo sbrigativa la soluzione dei suoi problemi, ci si presenta una che è andata in overdose e poco dopo ne è già fuori, non esiste e rovina di molto lo sforzo che si è fatto per rendere il personaggio di Whipe verosimile.
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Il film parte molto bene, un decollo potente e riuscito, con le due storie che si intrecciano, fino ad incontrarsi. Il vero cameo del film è il dialogo nel sotto scala dell'ospedale, durante la pausa sigaretta. Gli americani sono americani per definizione, l'incidente è proprio un'americanata degna di un film di Stallone, si sarebbe resa l'idea anche con meno. Il personaggio principale è molto ben definito e credibile, così come lo è la logica nel quale agisca. Non lo è per niente quello della tossica, troppo sbrigativa la soluzione dei suoi problemi, ci si presenta una che è andata in overdose e poco dopo ne è già fuori, non esiste e rovina di molto lo sforzo che si è fatto per rendere il personaggio di Whipe verosimile.
Il film ha un momento di stallo caratterizzato dalle troppe scene nelle quali viene sottolineato lì'abuso di alcol, c'è poi una caduta di stile con una bella pubblicità al tabacco, che veramente nel 2013 è inaccettabile. C'è un'estrema differenza tra Whipe e gli altri personaggi: tutti sono individualisti e se l'aiutano è perchè ci guadagnano qualcosa a farlo, lui no, la tossica l'aiuta anche nel momento nel quale è debole ed avrebbe lui bisogno d'aiuto. Il momento dell'inizio della picchiata del film, io lo vedo nella scena della mattina dopo la notte nella camera sorvegliata, in attesa dell'udienza, ecco lì il film comincia a precipitare verticalmente. Il processso viene trattato con molta marginalità e si sarebbe potuto sviluppare meglio. Fino ad arrivare ad un finale che non è degno di un film del genere, al massimo va bene per un telefilm. Ci si ubriaca di alcol, ma anche di menzogne, come nel caso degli stratagemmi giuridici per tirarlo fuori dai guai e queste non sono viste come balle, ma come abilità professionale, di false amicizie che in realtà vogliono solo salvare la propria posizione, ciò che vince è quindi l'apparenza, perchè alla gente interessa quello, questo del film mi piace. Tutto sommato è un film che ha dei punti molto buoni, ma troppo pretenzioso rispetto alla sua sceneggiatura, andava fatto più corto e forse con un po' di auto critica durante la realizzazione.
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astromelia
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sabato 2 febbraio 2013
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proprio no
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whashington beve fuma tira cocaina,nell'ordine,aribeve a rifuma a ritira cocaina,e che mestiere fa? il pilota d'aereo...se anche questo rappresenta purtroppo una realtà,si evidenzia il tutto per scontato,dando al pubblico un messaggio sbagliato e fuorviante,inserendo pure la filosofia religiosa sulla volontà divina di determinare eventi per crearvi una morale....questo film ha voluto parlare di problemi umani associati alle ripercussioni nella vita sociale tralasciando però la rettitudine morale doverosa di chi svolge un lavoro di responsabilità,insomma i film americani danno giustificazioni a tutto anche all'illecito,per il resto è sembrato più un film per la tv (americana s'intende)..
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(di gaetanocasillo)
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babis
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sabato 2 febbraio 2013
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l'eroe alcolizzato
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Il pilota d'aereo Whip riesce miracolosamente ed evitare una terribile tragedia sull'aereo che sta pilotando, evitando la morte certa di tutti i passeggeri. Subito dopo, però, da eroe per i media, si scopre il risvolto negativo: è un alcolista ed un drogato. I suoi amici ed il suo avvocato tentano in tutti i modi di aiutarlo, ma...
Il film, partendo dal disastro aereo, esplora il mondo in cui vive Whip, interpretato da Denzel Whashigton (che merita l'Oscar a mio parere): lui sceglie di essere un ubriacone, quasi con superbia ed arroganza, fino alla scena finale del film, per nulla scontata o zuccherosa.
Il ritmo narrativo è costante e coinvolgente, senza cadute o rallentamenti, e, personalmente, mi sono posta molte domande sul protagonista e sulla sua vicenda.
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silverfix87
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sabato 2 febbraio 2013
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il giudizio divino di robert zemeckis
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Un pilota alcolista riesce a salvare 90 persone da un disastro aereo certo. Dopo una sorta di via crucis tra i meandri oscuri dell'alcolismo, il pilota risponderà alle sue colpe e si farà chiarezza sui motivi dell'incidente aereo.
Flight prende ispirazione dal disastro aereo del volo Alaska 261, nel quale persero la vita circa 90 persone.
Una delle domande che sorgono subito dopo la visione della pellicola è come mai il regista, Robert Zemeckis, abbia deciso di concentrarsi sull'argomento dell'alcolismo, piaga devastante a livello umano e sociale?
Perchè non concentrarsi sui reali motivi che hanno causato quel determinato disastro? O, ancor meglio, perché non approfondire lo stato in cui vertono compagnie aeree e piloti negli Stati Uniti? Si veda “Capitalism A Love Story”, di Michael Moore, per farsene un'idea.
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Un pilota alcolista riesce a salvare 90 persone da un disastro aereo certo. Dopo una sorta di via crucis tra i meandri oscuri dell'alcolismo, il pilota risponderà alle sue colpe e si farà chiarezza sui motivi dell'incidente aereo.
Flight prende ispirazione dal disastro aereo del volo Alaska 261, nel quale persero la vita circa 90 persone.
Una delle domande che sorgono subito dopo la visione della pellicola è come mai il regista, Robert Zemeckis, abbia deciso di concentrarsi sull'argomento dell'alcolismo, piaga devastante a livello umano e sociale?
Perchè non concentrarsi sui reali motivi che hanno causato quel determinato disastro? O, ancor meglio, perché non approfondire lo stato in cui vertono compagnie aeree e piloti negli Stati Uniti? Si veda “Capitalism A Love Story”, di Michael Moore, per farsene un'idea.
Si potrebbe rispondere che un altro genere, come il documentario, riuscirebbe meglio nell'intento e che non era nelle idee del regista porre l'attenzione su quel dato argomento.
Tuttavia, così realizzato, Flight diventa qualcosa di ambiguo.
Diventa un'opera che maschera qualcosa di altro. Il film si tinteggia in apparenza come un lungo processo all'alcolismo, che punta a mantenere con il fiato sospeso lo spettatore fino al finale, ma in realtà, dietro le apparenze, si nasconde una vena giudicatrice, la scena del giudizio finale è emblematica: il pilota Whip (un ottimo Denzel Washington) sotto processo per la sua dipendenza.
La sentenza è una e una sola. Zemeckis si traveste da Dio per giudicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare, inneggiando più e più volte alla volontà divina che ha permesso di salvare tutti i passeggeri.
Naturalmente a livello estetico e formale Flight è ben costruito e la struttura narrativa regala sia personaggi ben costruiti, oltre a Washington anche il personaggio interpretato da John Goodman è straordinario (a metà strada tra il drugo de Il grande Lebowsky e il Jeff Bridges de L'uomo che fissa le capre), così come ben articolata risulta essere la sceneggiatura regalando alcune frasi memorabili (come quella che pronuncia il magnate della compagnia aerea: “Cazzo! Se anche io avessi lei come avvocato potrei farmi due strisce e guidare il mio jet”).
In ultimo, Flight porta con sé un qualcosa che non convince. Qualcosa che fa indignare, perché l'alcolismo, pur essendo una piaga sociale e umana, ci sono modi di raccontarla e di rappresentarla. Ma soprattutto, Flight cade lì dove potrebbe creare indignazione nel pubblico rispetto allo stato in cui vertono compagnie aeree e piloti negli Stati Uniti.
Riuscire a far indignare per ciò che si racconta, mostrando la realtà e lo stato delle cose è molto complicato. E' più semplice seguire la via divina di Zemeckis.
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michele
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venerdì 1 febbraio 2013
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zemeckis funziona a tratti
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FLIGHT
di Robert Zemeckis
Il nuovo lavoro di Robert Zemeckis che torna a dirigere un film dopo 12 anni dedicati alla sperimentazione high-tech nell'animazione, è una storia che ci parla del problema dell'alcolismo e delle dipendenze in generale. Zemeckis decide di introdurre il tema in maniera originale, spiazzando le attese dello spettatore attraverso una prima parte che fa presupporre di assistere ad una pellicola di genere catastrofico e di alto impatto adrenalinico. Non è così. Un incidente aereo perfettamente girato che tiene fortemente in tensione lo spettatore (Zemeckis è particolarmente bravo nel girare scene di incidenti aerei, da ricordare infatti anche la bellissima sequenza di Cast away) serve per veicolare in realtà un'altra storia, quella che veramente il regista vuole raccontare.
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FLIGHT
di Robert Zemeckis
Il nuovo lavoro di Robert Zemeckis che torna a dirigere un film dopo 12 anni dedicati alla sperimentazione high-tech nell'animazione, è una storia che ci parla del problema dell'alcolismo e delle dipendenze in generale. Zemeckis decide di introdurre il tema in maniera originale, spiazzando le attese dello spettatore attraverso una prima parte che fa presupporre di assistere ad una pellicola di genere catastrofico e di alto impatto adrenalinico. Non è così. Un incidente aereo perfettamente girato che tiene fortemente in tensione lo spettatore (Zemeckis è particolarmente bravo nel girare scene di incidenti aerei, da ricordare infatti anche la bellissima sequenza di Cast away) serve per veicolare in realtà un'altra storia, quella che veramente il regista vuole raccontare. Un pilota di linea con una manovra eccezionale evita una catastrofe. Solo 6 passeggeri su 102 perdono la vita in un incidente che di norma non avrebbe lasciato scampo a nessuno. E' un eroe. Ma l'inchiesta che segue mette in discussione l'uomo-eroe Whip Whitaker (Denzel Washington). Risulta infatti, come il regista ci mostra all'inizio del film esplicitamente, che il pilota era ubriaco e sotto l'effetto di stupefacenti al momento del decollo. C'è allora un processo da affrontare e una verità da nascondere, una dignità da difendere, non tanto per l'uomo, quanto piuttosto per l'immagine dell'intera compagnia e del sindacato piloti. Una dignità politica potremmo dire. Il problema del film nasce nel momento in cui la vicenda si attesta definitivamente sulla linea tematica principale che il regista in primis voleva raccontare e affrontare, ovvero quello della dipendenza, cadendo in tutti quei clichè propri di questo tipo di storia. Il rapporto con una donna che ha i suoi stessi problemi e che cerca di convincerlo a curarsi senza successo, il rifiuto di riconoscersi malati, la ripresa e la sensazione di avercela fatta da soli e poi la ricaduta proprio nel momento più importante il giorno stesso della deposizione, il rapporto problematico con il figlio ecc... sono tutti episodi prevedibili e già visti che esauriscono l'effetto di originalità e curiosità che la commistione tra generi cinematografici che spiazzano dal catastrofico al legal-thriller, aveva conferito per certi intensi tratti alla pellicola. Se la scrittura del film quindi presenta dei limiti e si alterna tra alcuni momenti di pregevolissima fattura come ad esempio il dialogo nel sottoscala dell'ospedale, ad altri più scontati, perché come detto cede alle convenzioni tipiche del genere, Zemeckis dal punto di vista della regia non sbaglia un colpo e lo dimostra attraverso alcune soluzioni stilistiche davvero notevoli anche affidandosi all'interpretazione di un ritrovato Denzel Washington e uno strepitoso John Goodman che funziona sempre alla grande, soprattutto in chiave ironica (a questo proposito vedere anche Argo di Ben Affleck).
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molenga
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venerdì 1 febbraio 2013
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una
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un pilota d'aereo salva numerose vite con una manovra incredibile. é un eroe? può sembrarlo, ma la realtà è che la sua vita è spezzata: senza una famiglia, alcolizzato, drogato, è "solo" un superbo pilota. e se 96 persone si sono salvate, 6 sono morte. certo, l'aereo si è rotto per motivi indipendenti dalla sua condizione psico-fisica, ma lui era fatto e c'è un referto che lo dimostra...
Film perfetto da ogni punto di vista, l'accoppiata zemeckis-washington è da oscar.
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maxjmilyan
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giovedì 31 gennaio 2013
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film per adulti o maturi dentro
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Beh, dire che è un bel film è quantomeno giusto e corretto, ma a mio parere bisogna essere in possesso di una carta d'identità datata e un pò logora per apprezzare certe situazioni proposte, chiare, nette e giudicabili ma vere solo per i più adulti;diciamo apprezabili dai più maturi.
Sì, questo film ti tocca li dove nessun altro genere può minimamente ambire, ti emoziona e ti gela perchè è vero e giusto: è la vita vera.
Ovviamente al cinema tutto è tirato all'estremo e quasi all'inverosimile, ma il messaggio è chiaro e indelebile: continuare a mentire agli altri è mentire a se stessi e alla vita (e ai doni e virtù che hai).
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Beh, dire che è un bel film è quantomeno giusto e corretto, ma a mio parere bisogna essere in possesso di una carta d'identità datata e un pò logora per apprezzare certe situazioni proposte, chiare, nette e giudicabili ma vere solo per i più adulti;diciamo apprezabili dai più maturi.
Sì, questo film ti tocca li dove nessun altro genere può minimamente ambire, ti emoziona e ti gela perchè è vero e giusto: è la vita vera.
Ovviamente al cinema tutto è tirato all'estremo e quasi all'inverosimile, ma il messaggio è chiaro e indelebile: continuare a mentire agli altri è mentire a se stessi e alla vita (e ai doni e virtù che hai).
E questa cosa la paghi, o si la paghi prima o poi. Bravo a Zemeckis, ottima prova di un saggio che con questo film AIUTA il genere umano a non dimenticare che le bugie hanno le gambe corte... e poi per la redenzione la strada è sicuramente in salita.
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flyanto
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giovedì 31 gennaio 2013
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quanto si può risorgere dal rischio di una tragedi
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Film in cui si racconta il salvataggio da un disastro aereo attuato da parte di un bravo, ma cocainomane ed alcolizzato, pilota. Da questo episodio pieno di tensione, che serve però solo come pretesto nel film, si snoda tutta la vicenda personale del pilota protagonista (interpretato da Denzel Washington) e delle sue innumerevoli traversie al fine di riuscire a superare definitivamente il proprio grosso problema della dipendenza dall'alcol e dalle varie droghe. Ci riuscirà, sacrificando la carriera, ma riacquisterà l'affetto e la stima soprattutto dei suoi cari iniziando una nuova esistenza, praticamente rigenerata. Il finale positivo risulta un pò troppo semplicistico nella sua risoluzione e pertanto anche un pochino "zuccheroso", sebbene, tutto sommato, credibile.
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Film in cui si racconta il salvataggio da un disastro aereo attuato da parte di un bravo, ma cocainomane ed alcolizzato, pilota. Da questo episodio pieno di tensione, che serve però solo come pretesto nel film, si snoda tutta la vicenda personale del pilota protagonista (interpretato da Denzel Washington) e delle sue innumerevoli traversie al fine di riuscire a superare definitivamente il proprio grosso problema della dipendenza dall'alcol e dalle varie droghe. Ci riuscirà, sacrificando la carriera, ma riacquisterà l'affetto e la stima soprattutto dei suoi cari iniziando una nuova esistenza, praticamente rigenerata. Il finale positivo risulta un pò troppo semplicistico nella sua risoluzione e pertanto anche un pochino "zuccheroso", sebbene, tutto sommato, credibile. In conclusione, una pellicola abbastanza interessante per ciò che riguarda la trama della "catarsi" personale del protagonista e pertanto piacevole per il pubblico da seguire, ma che non dice nulla nè di nuovo nè di così eclatante affinchè quest'ultimo ne rimanga impressionato.
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