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bartleby corinzio
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domenica 27 gennaio 2013
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zemeckis spicca il volo
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Mi faccio un bicchierino, sniffo un po' di coca e poi torno al mio lavoro. Che lavoro faccio? Piloto aerei di linea. Flight è volato in me come una piacevole sorpresa. Un film che concentra quel lato oscuro della Luna che ho sempre denotano in Zemeckis. Nello sguardo verso l'oscurità della caverna in Cast Away, in quel suo modo di indicare con grazia il tentato suicidio (sempre in Cast Away) ma è solo l'esempio più semplice giacché il più vicino, giacché era dal 2000 che Robert Zemeckis non girava un film con attori in carne ed ossa. Il film si apre con il femmineo pelo, così come in Killer Joe e già questo, anzi, tutta quella scena iniziale, è la traccia che Zemeckis scava nella pellicola una cicatrice identitaria.
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Mi faccio un bicchierino, sniffo un po' di coca e poi torno al mio lavoro. Che lavoro faccio? Piloto aerei di linea. Flight è volato in me come una piacevole sorpresa. Un film che concentra quel lato oscuro della Luna che ho sempre denotano in Zemeckis. Nello sguardo verso l'oscurità della caverna in Cast Away, in quel suo modo di indicare con grazia il tentato suicidio (sempre in Cast Away) ma è solo l'esempio più semplice giacché il più vicino, giacché era dal 2000 che Robert Zemeckis non girava un film con attori in carne ed ossa. Il film si apre con il femmineo pelo, così come in Killer Joe e già questo, anzi, tutta quella scena iniziale, è la traccia che Zemeckis scava nella pellicola una cicatrice identitaria. Da una parte il sesso, l'alcol e gli afrori quasi percepibili e dall'altra una telefonata che si appiglia ad un che di "famiglia" (fa pure rima) mentre il licenzioso pelo si aggira per la stanza. Ho pensato, se il film decolla in questo modo spero che tutto il resto non precipiti. E per fortuna o per maestria il film non precipita, perché a precipitare è altro. A partire dal protagonista. Un Denzel Washington fantastico, in continua caduta, "orgogliosamente" alcolista. Un alcolista eroe. Un ossimoro direi meraviglioso che puzza di alcol e raziocinio, di bravura e decadenza.
Come se non bastasse il film incastona in modo azzeccato "siparietti" meravigliosi, ma ovviamente non starò qui a fare spoiler. Siparietti meravigliosi, dicevo, e personaggi secondari scritti molto bene. Uno su tutti, un John Goodman da amare. Un personaggio che in altre mani poteva risultare macchiettistico ma che qui riesce ad essere credibile nonché spassoso. E c'è anche spazio per una gran donna come Melissa Leo in un momento topico.
Scrivere un soggetto abbastanza scarno e farne un film così inaspettatamente profondo seppur nel mainstream non è cosa facile. Riuscire a planare dall'oggettivo dramma a momenti comici perfetti (in quanto non stonati) ad un'analisi credibile e forte di un personaggio alla deriva non è cosa che può riuscire a tutti. Zemeckis l'ha fatto. L'ha fatto con una impostazione che io definirei squisitamente fenomenologica. Ossia, ha preso una pala, ha scavato, ha toccato una bottiglia di vodka, ha scavato ancora ed ha trovato l'uomo che l'ha gettata, ha scavato ancora e ci ha costruito su una storia sviluppando il tipico atteggiamento fenomenologico, ossia contemplativo. Un contemplare funzionale al lasciare risalire in superficie il vissuto. Senza un giudizio vero e proprio e anzi, smorzando il tutto con azzeccati momenti ironici. Come il ritrovarsi fra estranei, fumarsi una sigaretta e farsi due meste risate sarcastiche sui mali che ci attanagliano e sui nostri dannati vizi.
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renato volpone
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domenica 27 gennaio 2013
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la debolezza dell'eroe
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Un volo aereo, un guasto, un atterraggio di emergenza, alcuni morti e un processo, questo è ciò che tocca a Denzel Washington nei panni di Whip Whitaker il primo pilota di quell'aereo. Zemeckis ci mette più di due ore per raccontare la storia di questo personaggio, alcolizzato, dalla notte precedente l'incidente all'esito del processo. I tempi morti sono moltissimi e se si taglia qui e là ne viene fuori un bel telefilm di massimo un'ora. Comunque non c'è tregua per il protagonista che rifiuta di andare dagli alcolisti anonimi. Pur essendo un eroe non è in grado di gestire le proprie debolezze. Ne esce un quadro sconfortante dove i diversi personaggi affrontano i problemi della vita con la droga, l'alcol o semplicemente affidandosi a Dio.
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Un volo aereo, un guasto, un atterraggio di emergenza, alcuni morti e un processo, questo è ciò che tocca a Denzel Washington nei panni di Whip Whitaker il primo pilota di quell'aereo. Zemeckis ci mette più di due ore per raccontare la storia di questo personaggio, alcolizzato, dalla notte precedente l'incidente all'esito del processo. I tempi morti sono moltissimi e se si taglia qui e là ne viene fuori un bel telefilm di massimo un'ora. Comunque non c'è tregua per il protagonista che rifiuta di andare dagli alcolisti anonimi. Pur essendo un eroe non è in grado di gestire le proprie debolezze. Ne esce un quadro sconfortante dove i diversi personaggi affrontano i problemi della vita con la droga, l'alcol o semplicemente affidandosi a Dio. Poche le figure positive: l'amico, l'avvocato e l'accusa in tribunale. Un film che in parecchie scene si guarda ad occhi chiusi, non per la paura o l'emozione, ma per la lentezza. Solo la parte iniziale dell'incidente aereo è fatta bene e lascia un segno, segno che diviene sempre più debole col prosieguo del film.
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[+] inizia bene ma prosegue a rilento
(di malikgube)
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fiddi
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domenica 27 gennaio 2013
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e alla fine: tarallucci e vino....
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Sono andato a vedere Flight, di Robert Zemeckis. Un interessante esempio di come si possa trasformare una idea interessante in una cosa banale. Lentamente però...Ovviamente prodotto di ottima fattura...ma banale. Non ci sono idee, c'è solo la grande industria cinematografica USA. Con annesso, ovviamente, finale USA del tipo "tarallucci e vino". Chi ha scritto che è un film di introspezione psicologica?!
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saranats
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sabato 26 gennaio 2013
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fiato sosteso dal primo all'ultimo secondo
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Flight... sembrava di essere in quell'aereo. Nella cabina di pilotaggio. Seduta tra i passeggeri prima, durate il volo e dopo lo schianto. Sembrava di essere in quell'ospedale, nella fattoria, nell'auto. Nella camera d'alberto e dinanzi alla commissione d'inchiesta. Ma era solo la sala di un cinema. Regia superba, l'interpretazione di Denzel Washington? Magistrale. Andatelo a vedere e starete con il fiato sospeso dal primo all'ultimo secondo.
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johseph
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sabato 26 gennaio 2013
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finalmente
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Interpretazione da Oscar per Danzel Washington, spettacolare, che attore...!!
Si fanno sempre gli stessi nomi, ma questo attore non ha quasi mai fallito una prova
su schermo. Il film scorre benissimo, la sceneggiatura non ha falle, ottima regia, non perdetelo.
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purplerain
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sabato 26 gennaio 2013
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io ho scelto di bere!!
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Il film di Zemeckis anche in questo caso ci porta, come in "cast away" a ridosso di una tragedia che ha per protagonista un aereo e la più classica delle turbolenze. Anche in questo caso il protagonista si troverà ad essere un uomo solo, almeno inizialmente, per poi uscirne alla grande. Ma veniamo per gradi!! Whip Whitaker è il pilota interpretato da un Washington sempre un po' troppo simile agli altri ruoli ma tuttavia convincente, che si lascia sopraffarre dall'alcool e dalle droghe e incurante dei pericoli si reca a bordo dell'aereo come se nulla fosse!! Tuttavia non inganni il tasso alcoolico poichè l'aereo precipiterà in virtù di un guasto e nonostante l'abbondante dose di stupefacenti e liquori Whip riuscirà a salvare quasi tutti!! Come un novello chettino dei cieli, Denzel si troverà a passare da eroe a colpevole nel breve volgere di qualche giorno, e pur avvalendosi di un buon avvocato deciderà di far venir fvuori la verità.
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Il film di Zemeckis anche in questo caso ci porta, come in "cast away" a ridosso di una tragedia che ha per protagonista un aereo e la più classica delle turbolenze. Anche in questo caso il protagonista si troverà ad essere un uomo solo, almeno inizialmente, per poi uscirne alla grande. Ma veniamo per gradi!! Whip Whitaker è il pilota interpretato da un Washington sempre un po' troppo simile agli altri ruoli ma tuttavia convincente, che si lascia sopraffarre dall'alcool e dalle droghe e incurante dei pericoli si reca a bordo dell'aereo come se nulla fosse!! Tuttavia non inganni il tasso alcoolico poichè l'aereo precipiterà in virtù di un guasto e nonostante l'abbondante dose di stupefacenti e liquori Whip riuscirà a salvare quasi tutti!! Come un novello chettino dei cieli, Denzel si troverà a passare da eroe a colpevole nel breve volgere di qualche giorno, e pur avvalendosi di un buon avvocato deciderà di far venir fvuori la verità. Ed è qui che verrà fuori il vero uomo, la vera parte di eroe: dal momento che tutti sembrano scaricare la responsablità su altri, dalle compagnie assicurative, ai colleghi fino ai tribunali che sembrano più soffermarsi sull'aspetto alcolico che su quello tecnico, sebbene altri suoi colleghi avessero provato in simulazione lo stesso tipo di incidente senza riuscire a salvare nessuno. Alla fine Zemeckis, come aveva fatto in "cast away" quando Hanks alla fine si era trovato di fronte ad un bivio, farà la stessa cosa con il pilota, mettendolo di fronte alla possibilità, mentendo di uscirne pulito, ma qui verrà fuori la sua vera parte pulita, che lo renderà davvero un uomo libero, perchè in quel momento si rende conto che un uomo è davvero libero quando impara a dire la verità!! Nemmeno l'aiuto del suo vecchio amico, dell'avvocato procuratogli dallo stesso amico, o l'incontro in ospedale con una donna in cura da tossicodipendenza erano riusciti a far emergere il suo lato buono, ma alla fine non se l'è sentita di scaricare le colpe e le bugie su una hostess, sua amante, morta anche per salvare un bambino!! Bella la fotografia, ben curata e le musiche che accompagnano soprattutto i momenti drammatici!! Resta, come detto, un po' standard la recitazione di un Denzel sempre troppo uguale in tutti i film, vuoi che sia pilota, o gangster o poliziotto!!
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beppe baiocchi
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sabato 26 gennaio 2013
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il volo di un uomo in caduta libera
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Ore 7:15 AM, una stanza di albergo, Whip Whitaker (Danzel Washington) si sveglia dopo una sbronza in compagnia di una hostess.Whip è un pilota di linea, forse uno dei migliori piloti che ci siano. Alle 9:00 AM Whip avrà un volo per Atlanta, un volo all'apparenza semplice per lui, ma un guasto farà cadere l'aereo, e anche se Whip riuscirà a salvare quasi tutti i passeggeri. Whip Whitaker è un eroe. Ma ogni eroe ha i suoi lati oscuri. Infatti la dipendenza da alcool gli porterà non pochi problemi, non tanto dal punto di vista legale, ma da quello personale.
E' questo il punto centrale di Flight il nuovo film di Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump).
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Ore 7:15 AM, una stanza di albergo, Whip Whitaker (Danzel Washington) si sveglia dopo una sbronza in compagnia di una hostess.Whip è un pilota di linea, forse uno dei migliori piloti che ci siano. Alle 9:00 AM Whip avrà un volo per Atlanta, un volo all'apparenza semplice per lui, ma un guasto farà cadere l'aereo, e anche se Whip riuscirà a salvare quasi tutti i passeggeri. Whip Whitaker è un eroe. Ma ogni eroe ha i suoi lati oscuri. Infatti la dipendenza da alcool gli porterà non pochi problemi, non tanto dal punto di vista legale, ma da quello personale.
E' questo il punto centrale di Flight il nuovo film di Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump). Il rapporto tra uomo è vizio, l'incapacità di un uomo a risolvere il proprio problema, il suo cammino di redenzione. Il regista fa capire come l'uomo è incapace da solo a risolvere le situazioni della vità.Pone luce inoltre sul fatto che tutto accade per uno scopo, difatti costante è il rapporto con la spiritualità, con il divino, mostrando Dio come un burattinaio che muove i fili del mondo per un obbiettivo ben preciso.Ogni azione, ogni situazione è necessaria per aiutare il protagonista a cambiare, a voltare pagina, a volare libero con i propri problemi alle spalle pagando però, se necessario, le conseguenze delle proprie azioni.
Inattaccabile la parte tecnica. Zemeckis dietro la macchina da presa ci ha sempre saputo fare. Ripropone qui il disastro aereo già visto in Cast Away, ma lo rende più realistico ma non meno spettacolare. Le inquadrature sempre giuste, ritmo che nonostante scenda nella seconda parte non stufa lo spettatore e fa passare 2 ore e più di film come se fosse nulla.
Gli attori sono tutti bravi, chiaramente tutto è incentrato sulla figura del protagonista e del suo rapporto con la bottiglia e Danzel Washington si comporta bene, ma è tutto più semplice se ad avere come protagonista hai un due volte premio oscar.I personaggi di contorno (chi più chi meno) sono tutti ben caratterizzati e ben recitati (John Goodman su tutti che strapperà non poche risate allo spettatore). Belle anche le musiche, nonostante sia stata fatta la scelta più semplice, quella di mettere solo pezzi molto famosi degli anni 60-70, però decisamente gradevoli.
Sembra un film perfetto, purtroppo però ha i suoi lati negativi. Per chi come me che segue Zemeckis da tempo si sarà stufato della scelta del regista di proporre sempre film dal messaggio iperbuonista e moralista (e inutile che cito i film perchè sono TUTTI così) non riuscendo però totalmente nell'intento poichè per quanto il messaggio sia positivo non riesce ad essere così efficace come in altri suoi film (Forrest Gump su tutti). A mio avviso è anche attaccabile la sua visione della spiritualità che però non intacca assolutamente la qualità del film che è comunque un film da vedere con tutta la famiglia, come ogni film di Zemeckis oltretutto.
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andreafalci
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venerdì 25 gennaio 2013
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la catena degli eventi.
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Sicuramente un bello e ottimo film con Denzel che corona la sua professione con questa interpretaazione Riguardo l' aspetto aeronautica ci sono delle incongruenze, come un velivolo che decolla con un temporale in atto che interessa la traiettoria di decollo, invece il comandante ( che viene dopo dio) decide di decollare lo stesso infilandosi nella nube temporalesca, ciò oltre a sballottare e spaventare i passeggeri (oltre gli spettatori) per la forte turbolenza, può aver creato dei danni strutturali o importanti all'aeroplano, che si manifesteranno quando il secondo pilota sgancia l'autopilota per inizziare la discesa a destinazione, ovvero con la perdita di poter governare il mezzo, poi l 'atterraggio forzato etc etc.
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Sicuramente un bello e ottimo film con Denzel che corona la sua professione con questa interpretaazione Riguardo l' aspetto aeronautica ci sono delle incongruenze, come un velivolo che decolla con un temporale in atto che interessa la traiettoria di decollo, invece il comandante ( che viene dopo dio) decide di decollare lo stesso infilandosi nella nube temporalesca, ciò oltre a sballottare e spaventare i passeggeri (oltre gli spettatori) per la forte turbolenza, può aver creato dei danni strutturali o importanti all'aeroplano, che si manifesteranno quando il secondo pilota sgancia l'autopilota per inizziare la discesa a destinazione, ovvero con la perdita di poter governare il mezzo, poi l 'atterraggio forzato etc etc. Il motivo del volo rovescio esiste ed è fondato ma lo si capisce solo alla fine, complimenti per la copetenza dello staff. Intorno a tale incidente ruota la vita delle persone vittime della dipendenza, degli alti e bassi, dei problemi dei famigliari, che per uscirne ci vuole determinazione o un evento che determina la svolta. Purtroppo questo film farà aumentare la "normale" paura di volare.
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grisarobe
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venerdì 25 gennaio 2013
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l'eroe della porta accanto....
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Abbandonato (finalmente) il mondo dell'animazione (polar espress, a christmas Carol) Zemeckis torna dietro la macchina da presa con "FLIGHT", film candidato a 2 premi Oscar. "Flight" È la storia del comandante whip whitaker, un esperto pilota di aerei che durante un'apparentemente tranquillo volo di routine dovrà mettere subito in gioco tutte le proprie abilità prima per superare una turbolenza più intensa del previsto e poi per una grave avaria che porterà l'aereo a perdere improvvisamente quota, fino a costringerlo a compiere una manovra acrobatica per cercare di salvare l'equipaggio.
Se l'incipit del film è una sequenza di azione e suspance a bordo del jet, il resto della trama si sviluppa quasi interamente sull'introspezione nella vita privata di whitaker e sulla sua dipendenza dall'alcol e dalla droga.
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Abbandonato (finalmente) il mondo dell'animazione (polar espress, a christmas Carol) Zemeckis torna dietro la macchina da presa con "FLIGHT", film candidato a 2 premi Oscar. "Flight" È la storia del comandante whip whitaker, un esperto pilota di aerei che durante un'apparentemente tranquillo volo di routine dovrà mettere subito in gioco tutte le proprie abilità prima per superare una turbolenza più intensa del previsto e poi per una grave avaria che porterà l'aereo a perdere improvvisamente quota, fino a costringerlo a compiere una manovra acrobatica per cercare di salvare l'equipaggio.
Se l'incipit del film è una sequenza di azione e suspance a bordo del jet, il resto della trama si sviluppa quasi interamente sull'introspezione nella vita privata di whitaker e sulla sua dipendenza dall'alcol e dalla droga. La pellicola in questo tratto rallenta bruscamente fino a rasentare "la sonnolenza" .in queste sequenze infatti il protagonista dimostra di non aver nulla dell'eroe, qual è dipinto per aver salvato la maggior parte delle vite, ma evidenzia tutti i suoi limiti e le sue debolezze, fatte di sonore bevute, qualche tirata di coca e un rapporto ormai in crisi da anni con l'ex moglie e il figlio.
Se la fotografia e l'ottima interpretazione di denzel Washington, supportati dall'ottima regia di zemeckis sono i punti di forza del film, il punto dolente risulta essere la sceneggiatura che si regge quasi unicamente sulla domanda se il comandante whitaker riuscirà a riscattarsi o meno dalla sua condizione (e salvarsi dal processo a suo carico accusato di aver bevuto e fatto uso di droghe prima e durante il volo).
Anni dopo cast away, che racconta la solitudine di un uomo naufragato su un'isola deserta dopo un incidente aereo, zemeckis torna sul tema della solitudine (qui) assoluta di un uomo prigioniero dei suoi vizi e delle sue dipendenze, nonostante le tante persone intorno che cercano di aiutarlo.
Tutto sommatola trama si riprende nell'emozionante monologo e sequenza finale, che riscatta la parte centrale per alcuni momenti troppo lenta, e chiarisce una volta per tutte il messaggio (di redenzione, di scelta, del diritto a sfruttare liberamente una seconda possibilità)del film.
Merita di essere visto.
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[+] affascina per contenuti ed emozioni
(di antonio montefalcone)
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