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dorettatopini
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venerdì 25 gennaio 2013
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fra ambiguita' e politicamente corretto,chi vince?
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Splendido film ,quello di Zemeckis,che lascia un misto di emozioni e domande di non facile lettura.Un pilota che riesce nella "mission impossible" di salvare un aereo dalla catastrofe inevitabile, operazione non riuscita ai migliori piloti della nazione impegnati al simulatore nella medesima situazione,e che riesce a lui,Wiph Witaker,ubriaco e fatto di cocaina,quale ambiguo messggio vuole darci?Ci vuole dire forse che solo con una coscienza alterata dall'alcool e dalla droga,il salvataggio impossibile è diventato possibile?Che la straordinaria lucidita',calma,prontezza e sangue freddissimo è stata data al nostro "e
roe" dalle sostanze assunte a causa della sua dipendenza?E' innegabile che venga spontanea questa considerazione,mi pare.
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Splendido film ,quello di Zemeckis,che lascia un misto di emozioni e domande di non facile lettura.Un pilota che riesce nella "mission impossible" di salvare un aereo dalla catastrofe inevitabile, operazione non riuscita ai migliori piloti della nazione impegnati al simulatore nella medesima situazione,e che riesce a lui,Wiph Witaker,ubriaco e fatto di cocaina,quale ambiguo messggio vuole darci?Ci vuole dire forse che solo con una coscienza alterata dall'alcool e dalla droga,il salvataggio impossibile è diventato possibile?Che la straordinaria lucidita',calma,prontezza e sangue freddissimo è stata data al nostro "e
roe" dalle sostanze assunte a causa della sua dipendenza?E' innegabile che venga spontanea questa considerazione,mi pare.Il sindacato dei piloti cerca di salvarlo dall'accusa di guida in stato di ebrezza,mistificando e coprendo le sue colpe,e quasi ci riesce,quado un estremo rigurgito di onesta' e verita',porta Wiph ad autoaccusarsi e il politicamente corretto trionfa.Happy end. Ecco,avrei preferito "l'ultima bugia".Avrei preferito che si salvasse da ogni accusa mentendo,perche' il giudizio morale su di lui sarebbe stato senza appello:negativo prima,negativo dopo,negativo fino alla fine,senza appello e senza scampo.Questo uomo che si redime all'ultimo minuto,pur non volendogli affatto negare una buona dose di macerazione e tormento,riabilita la sua figura,gli dona quella dignita' e credibilita' che pero' rende credibile anche la parte piu' discutibile del suo operato,la coscienza alterata come mezzo di salvezza.
Questa dicotomia mi lascia estremamente perplessa sul messaggio morale del film,al quale riconosco una magistrale interpretazione el protagonista,un saldissimo impianto,una bella sceneggiatura e la giusta dose di spettacolarita' e suspence che ci lascia inchiodati alla poltrona e ci lascia zeppi di domande.quello che deve fare un ottimo film.Appunto.
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(di barone di firenze)
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silvia63
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giovedì 24 gennaio 2013
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assolutamente da vedere.
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Per tutto il fillm rimani incollato allo schienale in attesa di una svolta, con l'angoscia che sale, impotente.
Bello il finale.
Molto bravo Denzel Washington, sicuramente meritata la nomination all'Oscar.
Confermo, film da vedere!
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donni romani
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lunedì 21 gennaio 2013
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denzel washington contro l'alcolismo
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Le prima inquadrature del film, con Denzel Washington che si alza dal letto, beve un drink e sniffa cocaina è indizio più che palese della tematica - unica nonostante alcune pur importanti digressioni - del nuovo film di Zemeckis che ci trascina in un vortice di azioni e reazioni per due ore e un quarto nel seguire le vicende di Whip Whitaker, pilota di linea con dipendenza da alcool e droga.
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Le prima inquadrature del film, con Denzel Washington che si alza dal letto, beve un drink e sniffa cocaina è indizio più che palese della tematica - unica nonostante alcune pur importanti digressioni - del nuovo film di Zemeckis che ci trascina in un vortice di azioni e reazioni per due ore e un quarto nel seguire le vicende di Whip Whitaker, pilota di linea con dipendenza da alcool e droga. Nel primo quarto d'ora il film è un perfetto disaster movie, con Whip che pilota nel mezzo di una tempesta e all'improvviso si trova a gestire un guasto tecnico che lo costringe ad una manovra tanto azzardata quanto vincente (rovesciare l'aereo e atterrare lontano dalla città di Atlanta). Celebrato come eroe dai media mondiali - solo sei sono state le vittime grazie alla sua perizia - Whip giace contuso in ospedale e apprende che il suo esame tossicologico è risultato positivo - cosa che non lo stupisce ovviamente - e che probabilmente verrà processato per questo, tanto più che alla compagnia aerea non sembra vero di poter concentrare l'attenzione sul pilota e sviarla dalle proprie responsabilità sui pezzi malfunzionanti dell'aereo. Un collega e amico gli procurerà un avvocato che cercherà di far escludere l'esame tossicologico dal processo per alcuni vizi formali e Whip si avvia ad affrontare l'indagine dell'NTSB - la commissione di controllo degli incidenti aerei - trasferendosi nella casa di campagna del padre morto da poco per evitare i fotoreporter appostati davanti alla sua casa. Lì cercherà di curare le sue ferite fisiche ma soprattutto affronterà la sua dipendenza, con gli inevitabili fallimenti, con scatti d'ira, con propositi e promesse regolarmente infranti e rimpianti che bruciano l'anima. In questo percorso lo affianca Nicole, fotografa tossicodipendente conosciuta in ospedale, che inizialmente andrà a vivere con Whip ma che si allontanerà a causa delle continue ricadute di lui. Le ultime scene, in albergo la sera prima del processo, e in tribunale il giorno dopo sono decisamente le più elettriche, le più intense, le più convincenti. Tutto il percorso precedente, seppure ben recitato, ben diretto e ben scritto, è forse un po' troppo prevedibile e lento per appassionare fino in fondo, anche se la sensazione di film "old style" ha un suo fascino. L'idea di mantenere costantemente Whip sul bordo del baratro non è certo nuova, ma Washington padroneggia con disinvolta pigrizia il suo personaggio, concedendo pochi sguardi e pochi gesti, ma suscita comunque empatia e si riscatta in finale assumendosi le proprie responsabilità e affrontando le conseguenze del proprio alcolismo, riuscendo così a recuperare il rapporto con il figlio abbandonato anni prima e con Nicole. Non si può negare che "Flight" sia un film che , sia pure nella sua esagerata lunghezza, si segue piacevolmente, capace come è di passare con disinvoltura dalle scene d'azione dell'aereo che precipita a quelle serrate di interrogatorio processuale passando per gli svenimenti alcolici, ma quando in finale il figlio di Whip rivela al padre che, dovendo scrivere un tema sulla persona più interessante che abbia mai conosciuto, ha deciso di incentrarlo sulla figura dell'ex alcolista ci si chiede - forse ingenuamente nel retorico mondo cinematografico - perchè un pilota dedito al bere che alla fine si disintossica debba essere tanto interessante, al di là del fatto che lo interpreta il sempre carismatico e affascinante, seppure un po' troppo appesantito al giro vita, Denzel Washington.
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ashtray_bliss
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domenica 20 gennaio 2013
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ΚΑΤΑ ΤΟΝ ΔΑΙΜΟΝΑ ΕΑΥΤΟΥ
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Flight e' un film potente, una pellicola carica di sentimenti ed emozioni che riesce sin da subito a travolgere lo spettatore nella psiche del protagonista, Whip Whitaker. Riesce a travolgere lo spettatore mostradogli un personaggio che per quanto abile, intelligente e che si rende adirittura un eroe nonostante cio' e' costantemente divorato dai suoi demoni interiori e dalle sue debolezze alle quali non sa resistere. Tali l'alcolismo e la droga.
Cosi partendo da quello che doveva essere un volo ordinario e di routine, come la giornata dello stesso Whip, ci si ritrova davanti ad un vero e' proprio evento drammatico quanto catalitico che avra' un impatto forte, anche se non immediato, su Whip stesso.
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Flight e' un film potente, una pellicola carica di sentimenti ed emozioni che riesce sin da subito a travolgere lo spettatore nella psiche del protagonista, Whip Whitaker. Riesce a travolgere lo spettatore mostradogli un personaggio che per quanto abile, intelligente e che si rende adirittura un eroe nonostante cio' e' costantemente divorato dai suoi demoni interiori e dalle sue debolezze alle quali non sa resistere. Tali l'alcolismo e la droga.
Cosi partendo da quello che doveva essere un volo ordinario e di routine, come la giornata dello stesso Whip, ci si ritrova davanti ad un vero e' proprio evento drammatico quanto catalitico che avra' un impatto forte, anche se non immediato, su Whip stesso. Il veivolo da lui comandato affronta immediatamente dopo il decollo delle brusche e violente turbolenze che pero' sembrano non avere un grosso impatto sul resto del volo, il quale pero' andra' incontro ad un fatidico destino: per via di vari problemi tecnici, l'aeromobile non riesce ad eseguire un normale atteraggio e inizia a perdere quota e cadere in picchiata. Sull'areo si scatena il panico piu totale, mentre il comandante e' l'unico che riesce a mantenere un elevatissimo autocontrollo e riesce ad inventarsi una manovra che seppur azzardata permettera' all'aeromobile di arrestare la velocita' di caduta: la manovra di rollio. Alla fine il veivolo si schiantera a terra ma il numero delle vittime e' fortunatamente contenuto: 6/108. Ma proprio da quel esatto istante la vita di Whip avra' una svolta irreversibile. Dapprima e' celebrato come un eroe, ma immediatamente dopo subentrano i test tossicologici e l'indagine federale eseguita dalla compagnia aerea. E li inizia il vero calvario che Whip deve affrontare: il resoconto della sua dipendenza da alcol e droghe e una indagine federale in grado di mandarlo in carcere a vita.
Subito i suoi legali faranno in modo di nascondere alla stampa alle indagini il dettaglio che Whip era ubriaco mentre guidava l'aereo ma la realta' di Whip e' ben diversa. Tutti i demoni di Whip vengono a galla e dopo il suo rilascio dall'ospedale, l'uomo piomba in un incontrollabile vertice di autodistruzione, tramite l'esagerata assunzione di alcol. Nemmeno la sua relazione con una giovane ex tossica riesce a staccarlo dal suo vizio.
Ormai solo, senza aver conservato alcun rapporto con la ex moglie e con suo figlio, e dopo essere stato abbandonato anche da Nicole (la ragazza con la quale tentava di ricostruirsi una vita) passa le sue giornate a bere e pensare al catastrofico evento e visitare parenti delle vittime e persino il suo co-pilota di quel fatidico volo. Mentre il giorno della udienza si avvicina, Whip, incoraggiato dai suoi legali e amici tentera' di disintossicarsi ma fallisce proprio la notte prima della udienza. Il giorno seguente, rimesso in sesto grazie alla cocaina, si presentera' a testimoniare il falso ma crollera quando si tratta di testimoniare il falso riguardo una hostess, Katarina, con un passato da alcolista. Whip dovrebbe semplicemente incolpare la ragazza di aver bevuto le due mini vodke (ritrovate nell'immondizia dell aereo) eppure, sapendo che lei ha perso la vita per salvare un bambino tra i passeggeri, Whip crollera testimoniando che ha sempre avuto problemi di dipendenza, che era sotto effetto di alcol e stupefacenti il giorno del volo e anche quella mattina stessa. Alla fine, verra' incarcerato e condannato a 5 anni perche' appunto "ha tradito la pubblica fiducia" ma in compenso ritrovera' se stesso e la fiducia (e ammirazione) del proprio figlio.
La cosa notevole della pellicola di Zemechis e' proprio il fatto che riesce a mettere in evidenza le due nature opposte dell'uomo: L'uomo eroe versus l'uomo prigioniero dei propri demoni. Da un lato, l'uomo sicuro di se stesso e affermato sul luogo di lavoro ma anche l'uomo emarginato dalla sua stessa famiglia (moglie e figlio) e l'uomo incapace di relazionarsi con chi gli sta attorno (Nicole, l'amico e l'avvocato).
Quindi Zecmechis mette sotto la luce dei riflettori cinematografici le due nature contrastanti dell'essere umano, e in questo caso pone anche una domanda morale: Come si dovrebbe comportare la societa' di fronte ad un individuo come Whip? Bisogna saper accoglierlo solo come un eroe ? O condannarlo come un assassino ed un traditore della pubblica fiducia?
Ma la vera missione del film e' quella di dar risalto ai demoni interiori di ognuno di noi, i demoni piu' profondi dell'animo umano e di quali conseguenze si e' responsabili quando questi demoni interiori prendono il sopravvento su ognuno di noi. Si tratta insomma di un film altamente introspettivo.
Altri simbolismi particolarmente notabili all'interno del film sono quelli della ascesa e della caduta sia a livello pubblico e interattivo (Whip viene prima considerato un eroe e poi giudicato come un criminale) che sul piano psicologico personale (Whip si sentiva affermato e sicuro quando assumeva droga e alcol mentre dopo lo fa per colmare un vuoto interiore). Il senso di colpa e la consapevolezza di essere degli eroi, la voglia di riscattarsi mista a quella di arrendersi alle proprie debolezze.
Magistralmente diretto e interpretato, con una sequenza lunga e adrenalinica quale la scena della caduta dell'aereo, il film e' un viaggio nelle viscere e contraddizioni della psiche umana. Un capolavoro assoluto. Imperdibile.
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(di ashtray_bliss)
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[+] eroe vs uomo prigioniero dei propri demoni?ma dove
(di beppe baiocchi)
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alex01
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domenica 20 gennaio 2013
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da vedere
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Un film che comincia al cardiopalma per poi "lasciarsi andare" a toni decisamente piu pacati apposta per scrutare nell'anima del pilota ubriaco cronico con un passo sulla via del non ritorno
Scena memorabile di lui quando si presenta davanti alla commissione .. deciso a ridare dignita a chi e' morto e cercare di lasciare alle spalle la sua "finta" vita a cui prendeva parte
Un film di redenzione dove finalmente per lui trovera' la pace per poi rifarsi (forse) una vita
Se c'e un film che merita e che entra di diritto in uno dei film piu belli del 2013 be' penso che questo sia uno di quelli
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owanone
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domenica 13 gennaio 2013
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il comandante guida ubriaco
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Potremo definire questo film come un 'one man show'in quanto ruota quasi esclusivamente sul personaggio del comandante beone interpretato da Denzel Washington. In pratica è un film sull'alcolismo e l'unica domanda che lo spettatore si pone è se Whip Withaker (il protagonista) riuscirà a riscattarsi oppure meno dalla sua condizione. Detto questo come può un film reggere solo su questo punto? Intanto si parte con la scena spettacolare dell'incidente aereo provocato da un guasto tecnico con il mezzo guidato a rovescio. Per proseguire poi con la curiosità di capire se l'ubriachezza del comandante verrà fuori nell'inchiesta e se il suo atto eroico sarà sufficiente a soprassedere sulla sua condizione di pilota civile alcolizzato.
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Potremo definire questo film come un 'one man show'in quanto ruota quasi esclusivamente sul personaggio del comandante beone interpretato da Denzel Washington. In pratica è un film sull'alcolismo e l'unica domanda che lo spettatore si pone è se Whip Withaker (il protagonista) riuscirà a riscattarsi oppure meno dalla sua condizione. Detto questo come può un film reggere solo su questo punto? Intanto si parte con la scena spettacolare dell'incidente aereo provocato da un guasto tecnico con il mezzo guidato a rovescio. Per proseguire poi con la curiosità di capire se l'ubriachezza del comandante verrà fuori nell'inchiesta e se il suo atto eroico sarà sufficiente a soprassedere sulla sua condizione di pilota civile alcolizzato. Ma man mano che ci si addentra nella storia emerge il vero filo conduttore, la condizione di Whip e se ci sarà riscatto alla luce del suo gesto eroico e del fatto che è scampato alla morte. DW è perfetto nella parte di Whip riuscendo a mantenere lo spettatore in tensione fino alla fine del film perchè ogni volta che si presenta una occasione di redenzione lui la getta. E quando pensi che la faccenda è chiusa invece ........ Tuttavia seppur ottima l'interpretazione di DW la definerei 'di maniera', quello stile di un attore arrivato che potrebbe recitare qualsiasi personaggio quasi sempre allo stesso modo. In questo film DW non ha picchi recitativi ma segue una linea mediana per tutto il film. Alla fine sorge spontanea la domanda: ma se anzichè un comandante eroico e un ambientazione 'aerea' il protagonista fosse stato un impiegato in un contesto ordinario? Ebbene è per questo che andiamo al cinema per vedere storie fuori dall'ordinario.
Concludendo dico che è un film da vedere, ottimo regista, ottimo protagonista, ottimo copione per mandare avanti una trama non eccezionale. Mi rallegro infine del ritorno di Zemeckis alla direzione di film 'veri' dopo gli ultimi dedicati all'animazione.
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