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gianleo67
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domenica 1 febbraio 2015
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il cielo americano è sempre blu...sopra le nuvole
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Dopo il disastro in cui è riuscito miracolosamente a salvare 96 delle 102 persone a bordo del Boing dal lui pilotato, il comandante Whip Whitaker (Denzel Washington) deve allontanare da sè i sospetti che l'incidente sia dovuto ai suoi vizi etilici piuttosto che alla carente manutenzione dell'aereomobile. Tallonato dall'agenzia nazionale per la sicurezza del volo e dai sensi di colpa per la morte di una hostess con cui intratteneva una relazione sentimentale, ingaggerà una dura lotta con se stesso per combattere la sua dipendenza dall'alcool e le accuse infamanti che lo condurrebbero alla sbarra. Aiutato dal sindacato piloti, più interessato a scagionare la compagnia aerea, e da una giovane e bella alcolista conosciuta in ospedale, maturerà la consapevolezza che principi fondamentali quali onore e lealtà sono ben più importanti della sua stessa libertà.
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Dopo il disastro in cui è riuscito miracolosamente a salvare 96 delle 102 persone a bordo del Boing dal lui pilotato, il comandante Whip Whitaker (Denzel Washington) deve allontanare da sè i sospetti che l'incidente sia dovuto ai suoi vizi etilici piuttosto che alla carente manutenzione dell'aereomobile. Tallonato dall'agenzia nazionale per la sicurezza del volo e dai sensi di colpa per la morte di una hostess con cui intratteneva una relazione sentimentale, ingaggerà una dura lotta con se stesso per combattere la sua dipendenza dall'alcool e le accuse infamanti che lo condurrebbero alla sbarra. Aiutato dal sindacato piloti, più interessato a scagionare la compagnia aerea, e da una giovane e bella alcolista conosciuta in ospedale, maturerà la consapevolezza che principi fondamentali quali onore e lealtà sono ben più importanti della sua stessa libertà.
Sceneggiato dal talentuoso John Gatins e prodotto dallo stesso regista, questo è un film di Zemeckis a 18 carati, nel senso che ne ripercorre immancabilmente tanto le tematiche legate all'evoluzione interiore di personaggi contraddittori e controversi, quanto l'estetica dell'action drama di grande respiro (e durata: ben 138'!) che sa affrontare le paradossali ricadute della modernità nel quadro più generale di un discorso sui principi universali di un'umanità smarrita di fronte alle fragilità delle proprie debolezze (il denaro,la carriera,le convenienze politiche,le dipendenze,la rispettabilità sociale,la moralità). Come nel più riuscito e suo ultimo lungometraggio non di animazione 'Cast Away' (2000), all'incipit da 'disaster movie' segue la parabola di caduta e redenzione di un uomo che ha smarrito la bussola di un difficile equilibrio psicologico diviso tra un fallimento matrimoniale e una pericolosa deriva esistenziale, laddove la fede nelle proprie abilità professionali non pare più sufficiente a compensare un disagio interiore che lo conduce sulla rotta inesorabile e certa della dipendenza e dell'autodistruzione. Se è vero che Zemeckis mette la sordina di un registro latamente ironico al discorso politico sull'intreccio di interessi che ruotano attorno al mondo del trasporto aereo, egli si concentra più sul versante umano e sentimentale del lato oscuro di un eroismo di facciata, su di una 'sindrome del sopravvissuto' che, come per il Bridges di 'Fearless - Senza paura' (Peter Weir - 1993), conduce il personaggio di Denzel Washington al difficile percorso di un riscatto personale che lo traghetti al di là delle secche del nichilismo e del disimpegno sociale, per farlo planare, sano e salvo, sulla pista improvvisata di un Grand Giurì in cui vuotare finalmente il sacco e liberarsi dalle bugie e dalle mezze verità che sapeva di dire prima di tutto a se stesso. Troppo imbrigliato forse in un plot da 'legal drama' e nella inevitabile sottotrama sentimentale (a fin di bene) che finiscono per monopolizzare gran parte del film, è illuminato dalla rare comparsate del vulcanico pusher di John Goodman che, da abile rianimatore improvvisato, ci guida per mano nei segreti artigianali dell'Up&Down delle sostanze psicotrope. Nomination come miglior attore protagonista a Denzel Washington e migliore sceneggiatura originale a John Gatins, imbarca strada facendo, oltre al già citato Goodman, la bella tossica di Kelly Reilly e il Bruce Greenwood di 'Passenger 57 - Terrore ad alta quota'. Finale edificante e mestamente consolatorio perchè,si sa, il cielo (americano) è (sempre) blu sopra le nuvole.
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giorpost
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venerdì 30 gennaio 2015
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la sciagura è interiore,la fuga è da se stessi.
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Whip Whitaker è un esperto comandante dei cieli e pilota aerei di compagnie low cost. E’ cocainomane ed assiduo bevitore, ma sembra guidare velivoli esattamente come a chiunque altri riesca bere un bicchier d’ acqua. Una mattina, dopo il suo incontro abituale in albergo con Trina, sua assistente di volo, si reca in aeroporto e si mette alla cloche del vettore che da Orlando porta ad Atlanta ma qualcosa va subito storto in quanto l’ aeromobile, in seguito ad una super turbolenza, subisce gravi anomalie meccaniche che sfoceranno, nei pressi della destinazione finale, in emergenza totale. Whip, coadiuvato dal giovane e pignolo copilota, è dunque costretto a prendere decisioni istantanee ed inusuali per poter salvare più vite possibile, arrivando a spegnere i motori a capovolgere l’ areo per farlo tornare in assetto in quanto lo spoiler posteriore è bloccato in posizione di caduta verticale.
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Whip Whitaker è un esperto comandante dei cieli e pilota aerei di compagnie low cost. E’ cocainomane ed assiduo bevitore, ma sembra guidare velivoli esattamente come a chiunque altri riesca bere un bicchier d’ acqua. Una mattina, dopo il suo incontro abituale in albergo con Trina, sua assistente di volo, si reca in aeroporto e si mette alla cloche del vettore che da Orlando porta ad Atlanta ma qualcosa va subito storto in quanto l’ aeromobile, in seguito ad una super turbolenza, subisce gravi anomalie meccaniche che sfoceranno, nei pressi della destinazione finale, in emergenza totale. Whip, coadiuvato dal giovane e pignolo copilota, è dunque costretto a prendere decisioni istantanee ed inusuali per poter salvare più vite possibile, arrivando a spegnere i motori a capovolgere l’ areo per farlo tornare in assetto in quanto lo spoiler posteriore è bloccato in posizione di caduta verticale. La sua manovra è incredibile e riesce a far atterrare in modo miracoloso la fusoliera in un terreno adiacente una chiesa. Il 95% degli occupanti si salva e il comandante diventa subito un eroe, ma di quelli che non amano la gloria, perché dentro custodiscono segreti inconfessabili.
Dopo questo incipt spettacolare, il film vira sulla psiche del personaggio, il quale inizia a questo punto una vera e propria fuga interiore, oltre che dalla stampa, dall’ inchiesta che lo sta per braccare, dal mondo intero. Ed è a questo punto che vediamo salire in cattedra il talento innato di Denzel Washington, nella sua ennesima prova di livello. Whip si rifugia in una vecchia fattoria di famiglia dove elaborare l’ incidente, il lutto della ragazza e dove, almeno inizialmente, decide di farla finita con l’ alcool, salvo poi tornare e ritornare continuamente sui suoi passi. Fa la conoscenza di una donna, eroinomane, che frequenta una comunità e che potrebbe rappresentare una sorta di via di salvezza e di spalla su cui poggiarsi, ma Nicole (l’ affascinante Kelly Reilly vista ne L’ appartamento spagnolo) dopo una breve ma intensa storia decide di non farsi trascinare nuovamente nell’ oblio e molla il comandante in preda all’ ennesima sbornia. Rimasto solo (ex moglie e figlio quindicenne non lo sopportano), ha come unico appoggio morale, oltre che legale, l’ amico Charlie (un grande Bruce Greenwood), capo del sindacato piloti della compagnia, il quale darà a Whip anche un tetto momentaneo sotto cui vivere a patto che arrivi sobrio all’ audizione dell’ inchiesta sul disastro. E’ in questa fase che assistiamo ad una scena terribile, allorquando il pilota, parcheggiato in una stanza d’ albergo sgomberata dagli alcolici e controllata a vista da una guardia, si intrufola nella camera adiacente (inabitata e con la porta comunicante inspiegabilmente aperta) ove il frigobar è stracolmo di bevande. Prende una bottiglietta di vodka, la apre, la annusa, la osserva, decide si lasciarla sul frigo. Poi, quando lo spettatore ha realizzato che ce l’ ha fatta, la sua mano (dapprima incerta, ora decisa) ritorna nel campo visivo, in una sequenza in slow motion quasi da film horror, per cedere nuovamente alla tentazione, e stavolta il controllo verrà perso totalmente. Il giorno dopo si fa trovare completamente ubriaco da Charlie e l’ avvocato che lo sta seguendo e questi non possono fare altro che constatarne l’ assoluta inaffidabilità e sono costretti ad assistere alla chiamata dello spacciatore di fiducia di Whitaker, ovvero Harling, quello “sulla lista”, nei panni (enormi) del quale troviamo John Goodman in una sorta di macchietta auto ironica che richiama molti suoi vecchi personaggi della filiera Coen. Imbottito di coca, al processo non tarderà a scegliere cosa sia più giusto per lui, per le poche persone che gli sono rimaste intorno e per la memoria di Trina, quella donna che è stata la sua amante e che adesso viene accusata di aver bevuto vodka in servizio, pur essendosi mostrata tanto bella quanto coraggiosa ed eroina ancor più di lui, avendo salvato un bambino nelle fasi drammatiche della sciagura.
Questa pellicola riporta Robert Zemeckis alla sua vecchia passione per gli effetti speciali, dando sfogo sia alla componente CGI che a quella dei vecchi metodi di una volta. Flight (USA, 2012) è una storia originale che scruta da dentro la psicologia di un alcolizzato, cercando un’ analisi approfondita delle cause e degli effetti che questo terribile vizio, ed altri simili, comporta. Non manca l’ ironia, in quest’ opera, rappresentata dal citato Goodman lungo tutto il minutaggio nel quale compare, o dalla scena della stanza d’ albergo ove Charlie e l’ avvocato (Don Cheadle) restano inebetiti a guardare la performance di Whip e Harling nel preparare le dosi ed anche da quella comparsa fugace ma indelebile del malato terminale che si fuma una sigaretta nel vano scale dell’ ospedale in compagnia del pilota e della bella Nicole. Esilarante la sua battuta, al momento di accendersi una bionda, che recita: “dovrei smettere…il mio cancro potrebbe beccarsi un cancro!”. Ma ciò che sorprende di più è quella parte finale dove Whip prima intrattiene i suoi “colleghi” carcerati con un monologo molto bello dove, paradossalmente, dice di aver finalmente trovato la libertà (dall’ alcool, dalla droga, dalle bugie) e dove, poco dopo, riceve la visita in carcere di suo figlio, con il quale ha finalmente allacciato buoni rapporti, cosa riuscita anche con la ex moglie e con la stessa Nicole, tornata al suo fianco in attesa che sconti la sua (giustissima) pena.
Un dramma bello stilisticamente, asciutto dal punto di vista delle sequenze e dei dialoghi, senza scene eccessivamente incasinate. La morale c’è e ci doveva essere in un finale che ripaga ampiamente lo spettatore delle tante delusioni che il personaggio trasmette, in uno dei rari casi nei quali l’ empatia con il protagonista viaggia sul filo del rasoio ed è messa continuamente in discussione la solidarietà nei suoi confronti, nonostante l' eroica manovra che ha salvato vite umane e l' accertamento, da parte dell' inchiesta, delle responsabilità della casa costruttrice. Il disatro, in fondo, è proprio quello interiore a Whitaker.
Un bel cast ed un’ ottima selezione musicale ove troneggia Marvin Gaye con la sua, azzeccata, What's going on.
Voto: 7,5
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toty bottalla
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mercoledì 2 aprile 2014
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viaggio nel mondo della "dipendenza"
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La sceneggiatura a tratti incerta, allunga un pò troppo l'agognata sorte del capitano whitaker, una storia dalla credibilità lacunosa di un eroe fragile, ubriaco e fatto che però fa il fenomeno, zemeckis affronta un problema comune ad alto livello dove l'onere del proprio stato diventa importante in un contesto sociale quasi quanto l'imbecille che guida sbronzo in un centro abitato, forse andava curato di più il cast secondario mentre sono buone le riprese del disastro. Saluti.
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etabeta
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martedì 4 febbraio 2014
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buon film con vecchia morale usa che risorge
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Il film è godibile, soprattutto nei primi 45 min. è molto intenso, intrigante e un po misterioso. La grande presenza di Denzel Washington prende tutto lo schermo, senza il quale il film non varrebbe che molto meno.
Il finale però molto stile USA, e direi anche stile Spielberghiano-strappalacrime rovina tutto il film.
La morale di Zemechis, nella quale dire la verità è la cosa più importante (alcolisti o non alcolisti), nella quale non conta aver fatto da ubriaco ciò che nessun pilota potrebbe mai aver realizzato da sobrio, nella quale solo dicendo la verità puoi trovare la forza di lasciare l'alcol anche a prezzo di una dura e inutile galera, non solo non è condivisibile, ma è anche una morale stupida.
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Il film è godibile, soprattutto nei primi 45 min. è molto intenso, intrigante e un po misterioso. La grande presenza di Denzel Washington prende tutto lo schermo, senza il quale il film non varrebbe che molto meno.
Il finale però molto stile USA, e direi anche stile Spielberghiano-strappalacrime rovina tutto il film.
La morale di Zemechis, nella quale dire la verità è la cosa più importante (alcolisti o non alcolisti), nella quale non conta aver fatto da ubriaco ciò che nessun pilota potrebbe mai aver realizzato da sobrio, nella quale solo dicendo la verità puoi trovare la forza di lasciare l'alcol anche a prezzo di una dura e inutile galera, non solo non è condivisibile, ma è anche una morale stupida.
Peccato aver rovinato così un bel film
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ale.lobo
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domenica 19 gennaio 2014
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davvero carino
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Film fatto molto bene, coinvolgente. Un super Denzel Washington.
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onufrio
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sabato 18 gennaio 2014
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il denzel "redentore"
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Zemeckis torna a raccontarci una storia, nel suo classico stile, come ha sempre fatto, con maestria ed accurata precisione. Questo film narra la storia di Whip Whitaker, pilota d'aerei alcolizzato ed eroinomane che durante un volo compie un vero e proprio miracolo riuscendo in un atterraggio d'emergenza nonostante i vari guasti presenti al velivolo. Fatto sta, che l'eroe viene accusato , poichè dall'analisi del sangue fatte poco dopo l'incidente risultava un tasso alcolico nettamente superiore al minimo e tracce di sostanze stupefacenti. Un avvocato in gamba si prenderà a cura il caso, ma il lupo può perdere il pelo, ma di sicuro non il vizio. Il finale è esemplare.
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Zemeckis torna a raccontarci una storia, nel suo classico stile, come ha sempre fatto, con maestria ed accurata precisione. Questo film narra la storia di Whip Whitaker, pilota d'aerei alcolizzato ed eroinomane che durante un volo compie un vero e proprio miracolo riuscendo in un atterraggio d'emergenza nonostante i vari guasti presenti al velivolo. Fatto sta, che l'eroe viene accusato , poichè dall'analisi del sangue fatte poco dopo l'incidente risultava un tasso alcolico nettamente superiore al minimo e tracce di sostanze stupefacenti. Un avvocato in gamba si prenderà a cura il caso, ma il lupo può perdere il pelo, ma di sicuro non il vizio. Il finale è esemplare. Un ottimo cast, in cui splende la bellezza di Kelly Reilly, nei panni di una ragazza con grossi problemi di droga, i due s'incontreranno in ospedale, per sbaglio, e ne nascerà un 'amicizia.
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dottorfra
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domenica 3 novembre 2013
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un film che da voce all'esigenza di verità
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Nelle sale dal 2012, Flight è uno di quei film che vale la pena rivedere più volte! Dal finale tutt'altro che scontato, riuscirà a sorprendere di sicuro lo spettatore.
Con questa pellicola Robert Zemeckis affronta il delicato problema della dipendenza da alcool. Tuttavia, lo fa in un modo tutt'altro che scontato. Complice anche la magistrale interpretazione di Denzel Washington, che interpreta un pilota senza pari, che purtroppo perde tutto a causa del vizio del bere. La verità, però, è che proprio quando sembra aver perso tutto inizierà a ritrovare sè stesso. Scoprendo proprio in un luogo inaspettato che cosa vuol dire sentirsi libero.
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Nelle sale dal 2012, Flight è uno di quei film che vale la pena rivedere più volte! Dal finale tutt'altro che scontato, riuscirà a sorprendere di sicuro lo spettatore.
Con questa pellicola Robert Zemeckis affronta il delicato problema della dipendenza da alcool. Tuttavia, lo fa in un modo tutt'altro che scontato. Complice anche la magistrale interpretazione di Denzel Washington, che interpreta un pilota senza pari, che purtroppo perde tutto a causa del vizio del bere. La verità, però, è che proprio quando sembra aver perso tutto inizierà a ritrovare sè stesso. Scoprendo proprio in un luogo inaspettato che cosa vuol dire sentirsi libero. Lui che fino a quel momento aveva sempre mentito, per una vita intera. Ma l'esigenza di verità che abita il cuore di tutti, non potrà che imporgli - all'ultimo - di invertire la rotta.
Da rivedere di certo!
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mat251
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giovedì 31 ottobre 2013
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capolavoro denzel
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Film capace di emozionare.
Entrare così a fondo nel personaggio interpretato da un fantastico Denzel, da Oscar.
Bellissimo
5/5
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stefano bruzzone
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martedì 22 ottobre 2013
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manca qualcosa
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il regista è di quelli pesanti...si parla di Forrest Gump, Ritorno al futuro ma nonostante l'esperienza e l'argomento trattato, il film non decolla mai. solo una prova da oscar di uno straordinario denzel washington fanno si che alla fine si tratti di un buon film e non di un grande film. gli sceneggiatori non affondano mai il colpo nel mostrarci la triste storia di un alcolizzato accusato di un disatro aereo ove la sua esperienza e bravura evitano una catastrofe limitando i danni e il continuo vedere washington attaccato alla bottiglia alla lunga stufa. avremmo voluto un pizzico di spettacolarità in più e magari evitare il finale stile "mettiamo tutto a posto" dopo aver mostrato tutto il peggio di un uomo pieno di vizi.
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il regista è di quelli pesanti...si parla di Forrest Gump, Ritorno al futuro ma nonostante l'esperienza e l'argomento trattato, il film non decolla mai. solo una prova da oscar di uno straordinario denzel washington fanno si che alla fine si tratti di un buon film e non di un grande film. gli sceneggiatori non affondano mai il colpo nel mostrarci la triste storia di un alcolizzato accusato di un disatro aereo ove la sua esperienza e bravura evitano una catastrofe limitando i danni e il continuo vedere washington attaccato alla bottiglia alla lunga stufa. avremmo voluto un pizzico di spettacolarità in più e magari evitare il finale stile "mettiamo tutto a posto" dopo aver mostrato tutto il peggio di un uomo pieno di vizi. un buon film, ma non rimarrà nella storia.
Voto: 6,5
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alexander 1986
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mercoledì 16 ottobre 2013
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una sorpresa da zemeckis.
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Il comandante di aerei di linea William "Whip" Whitaker si sveglia nella sua stanza d'albergo a Orlando ridotto a uno straccio, dopo una notte di sesso e alcol. Purtroppo da lì a due ore avrà un aereo da pilotare, quindi usa della cocaina per smaltire la sbornia. Il suo volo per Atlanta sarà comunque maledetto da un'avaria, e Whip dovrà compiere qualcosa di prodigioso per portare in salvo se stesso e i passeggeri. Dovrebbe essere celebrato come un eroe, tuttavia i suoi precedenti tossicologici fanno sì che su di lui vengano accampati dei pesanti sospetti.
Presentato come un film catastrofista, "Flight" è in realtà un finissimo thriller psicologico che va dritto al cuore dello spettatore il quale, unico a sapere la 'verità' su Whip e su quello che è successo sull'aereo, vive una sorta di ironia tragica.
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Il comandante di aerei di linea William "Whip" Whitaker si sveglia nella sua stanza d'albergo a Orlando ridotto a uno straccio, dopo una notte di sesso e alcol. Purtroppo da lì a due ore avrà un aereo da pilotare, quindi usa della cocaina per smaltire la sbornia. Il suo volo per Atlanta sarà comunque maledetto da un'avaria, e Whip dovrà compiere qualcosa di prodigioso per portare in salvo se stesso e i passeggeri. Dovrebbe essere celebrato come un eroe, tuttavia i suoi precedenti tossicologici fanno sì che su di lui vengano accampati dei pesanti sospetti.
Presentato come un film catastrofista, "Flight" è in realtà un finissimo thriller psicologico che va dritto al cuore dello spettatore il quale, unico a sapere la 'verità' su Whip e su quello che è successo sull'aereo, vive una sorta di ironia tragica. Potrebbe anche essere considerato un romanzo di formazione, sull'importanza della verità come mezzo di liberazione. Formidabile Washington, in una delle interpretazioni più intense della carriera.
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